{"id":1334,"date":"2013-08-31T19:30:21","date_gmt":"2013-08-31T17:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=1334"},"modified":"2014-01-31T12:47:42","modified_gmt":"2014-01-31T10:47:42","slug":"cambi-di-programma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2013\/08\/31\/cambi-di-programma\/","title":{"rendered":"Cambi di programma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/20130831-230333.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" alt=\"20130831-230333.jpg\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/20130831-230333.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni autisti dormono in auto<\/strong>. Li ho guardati mentre fumavo l&#8217;ultima sigaretta della sera, seduto e sudato davanti all&#8217;ingresso del nostro hotel.<br \/>\nLi ho guardati non capendo o forse solo non accettando, pensandoci su e passando la mia mano ancora profumata delle spezie della cena sul mio viso madido, e riavvolgendo il nastro del giorno.<br \/>\nHo pensato che <strong>Simpson<\/strong> ha la fortuna di alloggiare in una stanza condivisa con altri guidatori, qui nel sottotetto, mentre alcuni altri <strong>dormono sghimbesci in auto: posizioni cos\u00ec distorte da sembrare una delle loro statue nel tempio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Simpson ha avuto l&#8217;idea di proporci un cambio di programma<\/strong> visto che durante il viaggio gli ho parlato molto di quello che la guida dice o di quello che abbiamo letto circa il sud India. Passano i giorni e credo che pian piano abbia capito a cosa siamo interessati. Saremmo dovuti andare diretti a <strong>Tanjore<\/strong> mentre da stamattina abbiamo fatto tutt&#8217;altro per arrivare qui solo ora, alle 19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo la strada parliamo spesso di Europa fintamente unita, della produzione dei mattoni in India, degli impronunciabili nomi dei templi hindu e del tabacco dei miei sigari, della condizione delle donne qui in india: forse le pi\u00f9 giovani riescono a studiare e fra qualche anno non ci saranno pi\u00f9 donne che di mestiere fanno il muratore, ne donne che camminano in strada con una pila di mattoni da reggere sulla testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le case lungo la strada sono costruite con mattoni di fango<\/strong>. Abbiamo visto come li preparano: piccole forme di legno per incasellare un impasto di terra ed acqua, semplice da essere incredibile.<br \/>\nUna volta asciugati vengono impilati costruendo 4 muri al centro dei quali viene acceso un grosso fuoco che serve ad asciugarli del tutto.<br \/>\nPoco dopo sono pronti, economici e pratici, leggeri da essere <strong>portati sulla testa da abili donne un po&#8217; ingrigite dagli anni e sottomesse da emaciati e nerissimi muratori<\/strong> che le attendono ai piedi del muro da terminare.<br \/>\nLe case hanno bisogno di manutenzione continua non tanto per i muri, che comunque vengono danneggiati dalle piogge, quanto per i tetti che durano circa 3 anni visto che moltissimi sono fatti di foglie di cocco.<br \/>\nMi hanno detto che resistono al Monsone e che le case sono sicure ma \u00e8 ovvio che ai nostri poveri occhi occidentali tutto questo paia solo un paradosso.<br \/>\n<strong>I villaggi agricoli<\/strong> alternano pastorizia (capre) a coltivazioni di canna da zucchero e riso: <strong>incredibili attrezzi semplici, zappe dal manico corto<\/strong> che fungono anche da pale e tanta buona volont\u00e0, lavorando scalzi fra fango e piccoli torrenti dove scorrono i liquami delle fogne inesistenti.<br \/>\nMi chiedo spesso il motivo dei manici delle scope e delle zappe cos\u00ec corti ma la mia domanda a loro pare cos\u00ec sciocca che non riesco nemmeno a farmi capire finendo per rimanere con il dubbio: perch\u00e9 lavorare piegati potendo fare lo stesso lavoro con meno fatica, usando un manico pi\u00f9 lungo ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le strade che connettono un piccolo paese al successivo sono piuttosto ben messe e pulite<\/strong> visto che nei villaggi si coltiva e si vive quasi senza tecnologia ne plastica alcuna. Il disordine e lo sporco arrivano alla fine dei lunghissimi rettilinei delineati dai giganteschi alberi di tamarindo: piccoli centri urbanizzati nervosamente, senza logica ne sicurezza. <strong>Gli animali liberi, la totale devozione ed il totale impegno nei templi e l&#8217;inconsapevolezza rispetto alle conseguenze del mancato igiene, purtroppo, fanno il resto della parte condannando le persone ed i posti ad una condizione di stupefacente miseria<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ogni mattina apro il giornale e leggo di cecit\u00e0 e malattie mentali<\/strong>, di gente scomparsa o trovata morta in strada. Tutto potrebbe essere curato od almeno alleviato con cure accessibili ma l&#8217;ignoranza vince su tutto e la gente si contamina, si lascia andare, si infetta non pulendosi, non avendo cura di costruire fognature, di convogliare acqua: <strong>si accettano malattie come segni divini, si giustificano condizioni sociali e fisiche con la reincarnazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLungo la strada incontriamo spesso<strong> mendicanti divorati dalla lebbra<\/strong> e rese cieche da infezioni di vario genere: <strong>hanno gli occhi chiarissimi, quasi liquidi, ricoperti da una patina mostruosamente compatta e biancastra che gli scherma la vista e lascia intravedere il nero profondo di una pupilla spenta. Sono morti che camminano a stento, hanno visi umidi di piaghe purulente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe statue immobili vigilano tutto questo fuori dai coloratissimi templi e nulla e nessuno si muove per risolvere oppure almeno comprendere: la precisione chirurgica delle dea <strong>Kali<\/strong> quale demone dovrebbe uccidere ora che l&#8217;india pare allo sbando pi\u00f9 che mai?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni autisti dormono in auto. Li ho guardati mentre fumavo l&#8217;ultima sigaretta della sera, seduto e sudato davanti all&#8217;ingresso del nostro hotel. Li ho guardati non capendo o forse solo non accettando, pensandoci su e passando la mia mano ancora profumata delle spezie della cena sul mio viso madido, e riavvolgendo il nastro del giorno. 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