{"id":1542,"date":"2013-10-11T16:35:56","date_gmt":"2013-10-11T14:35:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=1542"},"modified":"2020-10-21T14:20:21","modified_gmt":"2020-10-21T13:20:21","slug":"appetito-di-km","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2013\/10\/11\/appetito-di-km\/","title":{"rendered":"Appetito di km"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pasoMoravia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1550\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pasoMoravia-223x300.jpg\" alt=\"Pasolini e Moravia\" width=\"331\" height=\"445\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pasoMoravia-223x300.jpg 223w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/pasoMoravia.jpg 643w\" sizes=\"(max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Era il 1937<\/strong> e Moravia, Alberto Moravia, diretto in Cina, fece sosta in <strong>India<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto di quei giorni fin\u00ec su un <strong>reportage di viaggio<\/strong> (Gazzetta del Popolo del 28\/02\/1937) . <strong>Moravia fu colpito dall&#8217;odore dell&#8217;India<\/strong> tanto che fu quello il primo tema, l&#8217;attacco del suo scritto: <em>&#8220;Stupore della prima folata d&#8217;aria molle e fetida&#8230;&#8221;<\/em><br \/>\n<strong>E&#8217; curioso come lo stesso odore sar\u00e0, anni dopo, la componente predominante dello stupore di Pasolini<\/strong> quando, nel 1961 and\u00f2 in India con Moravia.<br \/>\nDa quel viaggio, al quale si un\u00ec <strong>Elsa Morante<\/strong>, al tempo moglie di Moravia , nacquero 3 libri, si dice, anche se solo 2 sono quelli pubblicati e conosciuti.<br \/>\n<strong>Un&#8217;idea dell&#8217;India<\/strong> e <strong>L&#8217;odore dell&#8217;India.<\/strong><br \/>\nIl primo di Moravia, il secondo, curiosamente proprio per quanto detto sopra, di Pasolini.<!--more--><br \/>\n<strong>Il terzo<\/strong>, quella della terza importante firma in viaggio,<strong> rimane ad oggi una leggenda<\/strong>; una leggenda come l&#8217;India stessa \u00e8 sempre stata : <strong>Colombo<\/strong> cercando di raggiungerla, inconsapevolmente, scopr\u00ec il nuovo mondo, l&#8217;America, approdando sulle isole dell&#8217;attuale stato di Bahamas: <strong>dubit\u00f2 di averla raggiunta solo alla fine del suo terzo viaggio<\/strong> e nemmeno il quarto gli chiar\u00ec del tutto le idee confinando l&#8217;India, la sua India, in<strong> un irraggiungibile altroquando<\/strong>.<br \/>\nUn posto oltremare che s&#8217;allontana con l&#8217;orizzonte stesso, un posto impossibile per lui, incapace di capire e doppiare il Capo di Buona Speranza: operazione riuscita invece <strong>nel 1498 a Vasco da Gama<\/strong>, arrivato nell&#8217;attuale stato indiano del <strong>Kerala (pi\u00f9 precisamente a Calicut)<\/strong><br \/>\nL&#8217;india di <strong>Marco Polo<\/strong>, prima ancora, folgorato dall&#8217;Asia e dalle sue ricchezze, lungo la via della seta, dall&#8217;India e dalla sue pietre preziose. Ma l&#8217;India \u00e8 anche <strong>Salgari<\/strong> e le ambientazioni delle sue <strong>Avventure in India<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa doveva essere l&#8217;India al tempo del viaggio di Moravia e Pasolini ? E cosa, soprattutto, nel &#8217;37, con Moravia pi\u00f9 giovane e meno esperto ?<\/strong><br \/>\nQuanto fosse <strong>primordiale, selvaggia, mistica e differente da oggi<\/strong> resta un mistero intricato ed insoluto come suppongo nessuno scritto possa descrivere. Forse il difetto dell&#8217;India \u00e8 proprio quello di non poter essere raccontata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi chiedo ancora se gli Inglesi abbandonarono l&#8217;India ragionevolmente o se la vera sola ragione fu la lotta per <strong>l&#8217;indipendenza (1947)<\/strong> portata avanti dal <strong>Mahatma Gandhi. <\/strong>Era un paese sfruttato abbastanza, per quel tempo, per quelle condizioni e visti quindi i moti indipendentisti conveniva abbandonarlo? Quanto sia rimasto del <strong>colonialismo inglese<\/strong> lo so da me ed in parte la mia impressione inesperta e grossolana \u00e8 riportata qui sul blog. (<a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/category\/viaggio\/viaggio-in-india-viaggio\/\" target=\"_blank\">LEGGI QUI<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adesso l&#8217;India \u00e8 per me l&#8217;idea che matura<\/strong> e che diventa, da\u00a0 odore, sensazione viva, vera e propria: ricordi sotto forma di fotografie e sapori, esperienze dirette e nuovi progetti. Adesso \u00e8 un viaggio maturato ma non ancora archiviato.<br \/>\n<strong>Adesso l&#8217;India \u00e8 un&#8217;ossessione<\/strong>, <strong>un desiderio cos\u00ec forte da sembrare veleno, malessere. E&#8217; un&#8217;idea costante<\/strong> finch\u00e9 il sonno non mi raggiunge mettendo in pausa strampalate idee: certe notti rimango sveglio a progettare rotte e tragitti finch\u00e9 con la scusa di andare al bagno non spendo almeno 5 minuti davanti al <strong>planisfero<\/strong> sul muro del piccolo ingresso di casa mia.<br \/>\n<strong>Un ingresso da cui sognare di uscire.<\/strong><br \/>\nChe battuta del cazzo, \u00e8 effetto del delirio di viaggio, ne sono sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;India \u00e8 <strong>una conversazione skype con Gianvincenzo<\/strong>, un&#8217;idea folle, un viaggio assurdo da avere i tratti dell&#8217;irrinunciabile: ad ogni confronto un nuovo modo di attraversarla; ora col treno, ora solo bus, ora andando in aereo ma tornando solo con treno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saremmo dovuti andare laggi\u00f9 insieme: potremo farlo, \u00e8 certo, ma non avremo la stessa India, la prima India, quella del primo sguardo, quella che ti fa sbarrare gli occhi o , ovviamente con pi\u00f9 mestiere, come diceva Moravia, quella che <strong>\u201c<em>L&#8217;India \u00e8 il Paese delle cose incredibili che si guardano tre volte stropicciandosi gli occhi e credendo di avere avuto le traveggole\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec mentre <strong>Roma<\/strong> \u00e8 investita da una <strong>perturbazione calda umida che pare la brutta copia di un monsone<\/strong> rimiro i due libri, leggo e <strong>rileggo alcuni passi cercando il coraggio di andare<\/strong>, sapendo di non potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo e ripeto le frasi che avrei voluto scrivere se avessi saputo farlo. Parole saporite: blatero come un ubriaco molesto, cambio spesso discorso convinto che nessuno possa capire la mia lingua, quello che ho visto e che non sono riuscito a fotografare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec questo pezzo \u00e8 dedicato a chi mi ha letto<\/strong> anche durante questo viaggio, a chi ha subito (Leonardo Archini e Fred, Ferdinando, Agostino) la foga di raccontare interrotta solo da avidi sorsi di birra e da un gesticolare tipico di chi sente che le parole non bastano.<br \/>\n<strong>Questo pezzo \u00e8 per chi voleva andare ma non ha avuto modo o coraggio<\/strong>, per chi pensa che sia impossibile o difficile, <strong>per Gianvincenzo<\/strong> e quel rammarico di non aver viaggiato insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo fiume di parole emozionate<\/strong> \u00e8 per chi mi ha chiesto, al ritorno, ma anche durante il viaggio, di vedere foto, \u00e8 per le loro facce incuriosite che immagino al di l\u00e0 del monitor o <strong>per chi capita qui cercando di capire qualcosa del &#8220;sub-continente Indiano&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Queste parole sono per chi viaggia con me, ma non ogni anno: ogni giorno<\/strong>; sono per chi lo fa nel viaggio che forse \u00e8 il pi\u00f9 importante: <strong>la vita<\/strong>, immenso viaggio per soli veri viaggiatori: nessun biglietto di ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1937 e Moravia, Alberto Moravia, diretto in Cina, fece sosta in India. 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