{"id":1902,"date":"2014-05-24T03:00:24","date_gmt":"2014-05-24T01:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=1902"},"modified":"2014-06-24T10:39:03","modified_gmt":"2014-06-24T08:39:03","slug":"su-e-giu","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2014\/05\/24\/su-e-giu\/","title":{"rendered":"Altalena"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1904\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions.jpg\" alt=\"emotions\" width=\"224\" height=\"226\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions.jpg 345w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions-297x300.jpg 297w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/emotions-144x144.jpg 144w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma piange una pioggia sporca, un caff\u00e8 scolorito, su una mattina di<strong> traffico rassegnato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardo gli operai, l<strong>avorano lenti come pachidermi<\/strong>, i loro mezzi pesanti, gialli, colorati di fango. La radio parla di elezioni ed <strong>io mi tiro su pensando all&#8217;autostrada, alla riga bianca che la separa, a km da fare: a prescindere sto bene, un bene estemporaneo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora resisto sulla banchina, <strong>sto cercando fra i passeggeri chi non incontrer\u00f2<\/strong>, ho un libro polveroso, fra le mani, lo leggo a fatica nelle pause che mi prendo dall&#8217;indagare la vita dei passeggeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lascio passare treni,\u00a0 per gestire l&#8217;emozione di temporeggiare, aspettare. Resisto e stringo i pugni immaginando una grossa e lenta clessidra. <strong>Sorrido un po e<\/strong> <strong>mi sembro felice<\/strong>, <strong>mancando la mia fermata, per scelta.<\/strong><!--more--><br \/>\nArrivo pi\u00f9 gi\u00f9 e torno indietro, cos\u00ec, per fottere l&#8217;orologio, per riascoltare un ricordo dolciastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Organizzo una grigliata a casa di amici<\/strong>, per sabato, pensando di dimenticare qualcosa, di allontanare e non pensare, <strong>ma poi mi ferisco con tutte quelle sfumature che finiscono per riportami a &#8220;prima&#8221; oppure a &#8220;poi&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi sono felice , perch\u00e9 saluto i miei giocatori, con un lungo messaggio, <\/strong>perch\u00e9 \u00e8 fine stagione e non li rivedr\u00f2 tutti prima di partire per il mio corso. <strong>Sono felice, perch\u00e9 mi dicono che mi vogliono bene<\/strong>, semplice semplice, che sono un &#8220;grande&#8221; e cos\u00ec ho gli occhi lucidi, dal bene, e mi nascondo un po al bagno leggendoli, emozionato per come mi vedono, per tutte le volte che li avr\u00f2 gi\u00e0 delusi. E sono nel bagno, immaginando la loro faccia e la loro vergogna: qualcuno scrive sul gruppo, qualcuno in privato, intimorito dai sentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ho sorriso per un mio tweet che ho creduto geniale<\/strong>, per la felicit\u00e0 e per l&#8217;approvazione di sconosciuti: effimera, ed ho finito per sentirmi un po solo, naufragato al bancone della piccola baguetteria dove <strong>Sergio mi dice che mi vede bene, oggi.<\/strong><br \/>\n<strong>Ma \u00e8 il mio clown, solo il mio clown, il trucco pesante del cerone che gli mostro<\/strong>.<br \/>\nE gli confermo che \u00e8 cos\u00ec, ma \u00e8 solo un&#8217;altra bugia, proprio ora che avevo cominciato a dire la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripenso al mio tema alle elementari: &#8220;Io sono&#8230;una macchia di sporco&#8221;<\/strong> ,<strong> allo stupore di chi aveva letto, di qualcuno<\/strong> <strong>che oggi<\/strong>, <strong>quando lo scrivo ancora, mi dice che no, non \u00e8 vero<\/strong> <strong>anche se poi in qualche modo \u00e8 costretto a pensarlo sul serio, lasciandomi ai miei contorni frastagliati di macchia improvvisa, un po&#8217; indelebile, fra &#8220;purtroppo&#8221; e &#8220;per fortuna&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;&#8230;non \u00e8 colpa tua..&#8221; e poi mi sento comunque come se lo fosse, se lo fosse stato. <\/strong>Ed ora non sono felice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma poi passa, o almeno questo \u00e8 quello che mi dicono<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Valentina \u00e8 medicina piccola e precisa<\/strong> e cos\u00ec nelle lunghe chiacchierate ed <strong>in qualche abbraccio ritrovo un po&#8217; di pace ed un concetto complicato di rifugio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Barbara<\/strong> <strong>e le parole, le esperienze vaporizzate fra mille sigarette<\/strong>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiara<\/strong> e le sue telefonate fiume, fra risa rumorose, r<strong>icordi da compagni di banco<\/strong>, quintali di vissuto da sventolarmi per dimostrarmi che <strong>posso ancora dire, fare, baciare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Simona e gli abbracci via e-mail<\/strong>, le parole semplici di saluto fatte dense dai <strong>link a canzoni<\/strong> che inavvertitamente risvegliano sempre qualcosa che mi sfinisce di ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bevo un&#8217;altra birra,<\/strong> in un locale che adoro da sempre, anche solo per l&#8217;arredamento.\u00a0 <strong>Tornado verso casa passo sotto la casa dove sono nato, e lascio di fretta la macchina accesa, i fari accesi, e scendo per leggere i cognomi sui citofoni, ed attraverso di fretta perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che facevo da bambino, senza guardare.<br \/>\nEd compio gesti come se fossi sulla scena perfetta dell&#8217;ipotetico film, se il girato proseguisse poi col senso spietato del mio stupore per aver visto che c&#8217;\u00e8 il nostro cognome l\u00ec sui citofoni, che non \u00e8 successo niente, che domattina mio padre uscir\u00e0 per andare al lavoro, che mi sveglieranno per andare a scuola.<br \/>\nMa passo la mano sul viso incredulo per la scena perfetta che non \u00e8 stata in effetti girata e sento la mia barba: sono gi\u00e0 grande allora e la Renault 4\u00a0 rossa di pap\u00e0 non \u00e8 parcheggiata l\u00ec dove invece ho lasciato la mia auto accesa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Mai tornare nei luoghi dove si \u00e8 stai felici&#8221;<\/em>.\u00a0 Infatti !<br \/>\nE&#8217; stato cos\u00ec anche alla pizzeria, quella del venerd\u00ec sera, tornando dal campo, verso casa.<strong> Ci ho pensato proprio stasera, tirando dritto, lungo il vialetto, perch\u00e9 avevo paura ci fossero fiori, piccole margherite, l\u00ec nella siepe.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E notte e sul Gra non mi rifugio pi\u00f9, nemmeno alle stazioni di servizio:<\/strong> accelero come impazzito, cantando le <strong>Luci della centrale elettrica<\/strong>,\u00a0 di una lei che aveva vestiti adatti per le sue guerre interstellari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripenso a &#8220;costellazioni&#8221;<\/strong> e mi brucia il petto per un senso brutale, come di spreco, come quando la sabbia\u00a0 passa alle mani, e mi odio un bel po.<br \/>\n<strong>Mando sms pieni di errori<\/strong> di ortografia <strong>e\u00a0 Gian mi risponde da chiss\u00e0 quale serata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sonno non arriva e sono di nuovo in panchina, ma senza giocatori, sotto casa, in giardino. <strong>E penso all&#8217;alba, sul Gra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiamo timeout, prendo la lavagnetta e riordino le idee<\/strong>. <strong>I giocatori si siedono davanti a me mentre mi inginocchio stappando il pennarello, ma non sono i miei, mi guardano attenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Io sono bloccato e<\/strong> <strong>non riconosco nessuno<\/strong> e comincio a credere che il mio schema non funzioner\u00e0, che non so chi tira meglio, chi \u00e8 pi\u00f9 forte fisicamente, che il timeout sta scadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coach, ehi coach, allora ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma \u00e8 solo un sogno, \u00e8 gi\u00e0 sabato da qualche ora.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma piange una pioggia sporca, un caff\u00e8 scolorito, su una mattina di traffico rassegnato. 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