{"id":2454,"date":"2014-10-10T19:44:50","date_gmt":"2014-10-10T17:44:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=2454"},"modified":"2014-10-10T16:49:53","modified_gmt":"2014-10-10T14:49:53","slug":"surralistic-pillow","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2014\/10\/10\/surralistic-pillow\/","title":{"rendered":"Surralistic pillow"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2455\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover.jpg\" alt=\"surrealistic pillow\" width=\"267\" height=\"267\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover.jpg 500w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cd-cover-144x144.jpg 144w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella era l&#8217;estate dell&#8217;amore, oppure, come dicono oltre oceano, la <strong>Summer of love. Era il 1967<\/strong>. Con quell&#8217;espressione in realt\u00e0 si identifica quanto pi\u00f9 o meno accaduto e la relativa corrente di pensiero degli anni che vanno dal 1965 al 1969 a San Francisco, precisamente nel quartiere di <b>Haight-Ashbury<\/b>.<br \/>\nQuartiere centro del movimento <strong>hippie<\/strong> di quegli anni, teatro quindi di surrealistiche situazioni culturali derivanti dal malcontento e dalla delusione americana per eventi epocali quali la guerra del Vietnam.<br \/>\nPace e libert\u00e0 sintetizzate in comunit\u00e0 di giovani hippie: 2 anni prima, stessa citt\u00e0 nascevano i <strong>Jefferson Airplane<\/strong>, gruppo musicale. Ad inizio &#8217;67, appunto, la pubblicazione del loro secondo album: Surrealistic Pillow (cuscino surrealistico), album che va a riempire la piccola rubrica &#8220;musica per gli occhi, immagini per le orecchie&#8221; di questo blog.<!--more--><strong>Disco da ricordare, fra le tante ragioni, perch\u00e9 primo fra i tanti poi seguiti dove i riferimenti all&#8217;uso di stupefacenti<\/strong> <strong>sono pi\u00f9 che chiari e dove le visioni, appunto surrealistiche e psichedeliche, vengono catalizzate in trascinanti <\/strong>canzoni conosciute ed ascoltate anche oggi nonostante i pi\u00f9 giovani, me compreso, non siano stati protagonisti di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risale alla mente Platoon, film favoloso, una cui scena \u00e8 incentrata su White Rabbit, indimenticabile canzone contenuta nell&#8217;album di cui sto parlando<\/strong>. I soldati distrutti e delusi dalla guerra, dalla fine del sogno e da un nichilismo piuttosto intimistico fumano droga e nelle immagini del momento, nelle sensazioni che colpiscono lo spettatore trova spazio la favolosa canzone scritta dalla stupenda, a tutto tondo,<strong> Grace Slick, cantante dei Jefferson Airplane<\/strong>.<br \/>\nG<strong>i\u00e0, perch\u00e9 il gruppo poi si chiama cos\u00ec, cosa significa?<br \/>\n<\/strong>Pare, ma ovviamente non c&#8217;\u00e8 certezza, che il nome sia riferito all&#8217;espressione dialettale con la quale si usa fumare fino all&#8217;ultimo tiro una sigaretta artigianale, ovviamente imbottita di stupefacenti sostanze: infilare un bastoncino nell&#8217;improvvisato filtro cos\u00ec da non scottarsi le dita e fumare fino in fondo.<\/p>\n<p><strong>Ma il testo di White Rabbit \u00e8 forse il nucleo del tutto<\/strong> perch\u00e9 \u00e8 quello che mi suonava in testa sere fa proprio perch\u00e9 logica e proporzione certe volte sembrano del tutto cadere, esattamente proprio come\u00a0 Grace afferma nel testo tradotto qui sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Testo del tutto riferito ad Alice nel Paese delle Meraviglie ed ai personaggi (fantastici?) che Alice incontra nei suoi viaggi<\/strong>. Epica la chiusura quando l&#8217;incedere della canzone e l&#8217;aumentare di tempo e ritmo conducono alla frase conclusiva: <strong>feed your head (nutri la tua testa)<\/strong>.<br \/>\nFavoloso che la frase sia pronunciata dal ghiro che Alice incontra durante la sua avventura. Della canzone in questione oltre alla versione in studio ed a molte altre live esiste la versione di Woodstock (1969) dove per\u00f2 la bellissima Grace (ex fotomodella), purtroppo stecca del tutto il finale (Youtube potr\u00e0 aiutarvi nella ricerca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pillole e dimensioni variabili, animali e personaggi fiabeschi, visioni, psichedelia ed un progetto musicale piuttosto virtuoso. Un album da avere, pefforza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, andatelo a chiederlo ad Alice, penso lei lo sappia: una pillola ti fa essere grande, una piccolo: chiedetelo ad Alice quando \u00e8 alta 10 piedi.<br \/>\nBuona lettura, buona traduzione, buon ascolto e soprattutto buon viaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"\"><em>One pill makes you larger,<\/em><br \/>\nuna pillola ti rende pi\u00f9 grande<\/p>\n<p class=\"\"><em>and one pill makes you small<\/em><br \/>\ned una pi\u00f9 piccolo<\/p>\n<p class=\"\"><em>And the ones that mother gives you<\/em><br \/>\ne quella che ti ha dato la mamma<\/p>\n<p class=\"\"><em>don&#8217;t do anything at all<\/em><br \/>\ndon ti fa nessun effetto<\/p>\n<p class=\"\"><em>\u00a0Go ask Alice when she&#8217;s ten feet tall<\/em><br \/>\nvallo a chiedere ad Alice quanto lei \u00e8 alta 10 piedi<\/p>\n<p class=\"\"><em>\u00a0And if you go chasing rabbits,<\/em><br \/>\ne quando insegui il coniglio<\/p>\n<p class=\"\"><em>and you know you&#8217;re going to fall<\/em><br \/>\ne sai che stai per cadere<\/p>\n<p><em>Tell &#8216;em a hookah-smoking caterpilla<\/em><br \/>\ndille che un bruco che fumava\u00a0 narghil\u00e8<\/p>\n<p><em>has given you the call<\/em><br \/>\nti ha chiamato<\/p>\n<p><em>And call Alice, when she was just small<\/em><br \/>\ne chiama Alice quando lei \u00e8\u00a0 piccola<\/p>\n<p><em>When the men on the chessboard get up<\/em><br \/>\nQuando l&#8217;uomo della scacchiera si alza<\/p>\n<p><em>and tell you where to go<\/em><br \/>\ne ti dice dove andare<\/p>\n<p><em>And you&#8217;ve just had some kind of mushroom,<\/em><br \/>\ne tu hai appena preso qualche specie di fungo<\/p>\n<p><em>and your mind is moving low<\/em><br \/>\ne la tua mente si ta muovendo lenta<\/p>\n<p><em>Go ask Alice, I think she&#8217;ll know<\/em><br \/>\nva da Alice, io penso che lei lo sappia<\/p>\n<p class=\"\"><em>When logic and proportion have fallen sloppy dead<\/em><br \/>\nQuando la logica e la proporzione stanno cadendo fradice e morte<\/p>\n<p class=\"\"><em>And the white knight is talking backwards<\/em><br \/>\ne il cavaliere bianco sta parlando al contrario<\/p>\n<p><em>And the red queen&#8217;s off with her head<\/em><br \/>\ne la regina rossa \u00e8 lontana con la sua testa<\/p>\n<p><em>Remember what the dormouse said<\/em><br \/>\nricordati cosa ti ha detto il ghiro<\/p>\n<p class=\"hover\"><em>Feed your head, feed your head<\/em><br \/>\nnutri la tua testa, nutri la tua testa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella era l&#8217;estate dell&#8217;amore, oppure, come dicono oltre oceano, la Summer of love. Era il 1967. Con quell&#8217;espressione in realt\u00e0 si identifica quanto pi\u00f9 o meno accaduto e la relativa corrente di pensiero degli anni che vanno dal 1965 al 1969 a San Francisco, precisamente nel quartiere di Haight-Ashbury. 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