{"id":3026,"date":"2017-07-31T10:50:29","date_gmt":"2017-07-31T09:50:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=3026"},"modified":"2017-08-01T16:06:16","modified_gmt":"2017-08-01T15:06:16","slug":"kakadu-park","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2017\/07\/31\/kakadu-park\/","title":{"rendered":"Kakadu park"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_2860.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3040\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_2860-300x225.jpg\" alt=\"Kakadu,paesaggio\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_2860-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/IMG_2860-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Adam ci appare salvifico nell\u2019assurdo marasma della reception del nostro ostello. Sono le 6.30 del mattino e Darwin dorme ancora<\/b> mentre giovani che si atteggiano a viaggiatori entrano ed escono dalle piccole porte scorrevoli. La reception \u00e8 aperta h24 e le ore di sonno degli ospiti sono intervallate da feste in piscina, rincorse nei corridoi e da,tutte quelle dinamiche tipiche di un ostello e dei dormitori: fra l\u2019odore del bucato surriscaldato dalle asciugatrici impazzite, vapori di scarpe ormai esauste, segni di scarsa cura di s\u00e9 e di una cucina di sopravvivenza girovagano giovani fra i quali alcuni odiosi viziatelli in viaggio premio, per non si sa per cosa, con i soldi di famiglia.<br \/>\nNoi dall\u2019alto della privacy della nostra camera privata li guardiamo volutamente con una superiorit\u00e0 quasi educativa.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Adam \u00e8 un ragazzo nerboruto, con pochi capelli, una barba malconcia e due denti incisivi mancanti. Un&#8217;et\u00e0 piuttosto indecifrabile e prossima ai 30 anni:<\/b> sar\u00e0 la nostra guida e ci sorride sgangherando frasi e battute varie, dicendomi di salire in fretta sul furgone: un furgone da circa 20 posti, una capacit\u00e0 di carico degna delle navi dei primi coloni ed un sistema di condizionamento supplementare montato sul tetto. Il tutto per un totale di 10 ruote a trazione integrale, un peso pari a quello di una nave da crociera ed una velocit\u00e0 da noia.<br \/>\nIl gruppo si compone via via nel giro che Adam si \u00e8 annotato pasticciando sul suo blocco notes: 15 persone fra le quali noi e ragazze molto giovani, un paio di coppie australiane attempate ed un\u2019altra coppia olandese. Italia, Spagna, Danimarca, Olanda ed Australia: mezzo giro del mondo in appena 15 sedili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <b>Kakadu<\/b> \u00e8 un parco mastodontico nel cuore \u201cdel territorio\u201d australiano, un parco impossibile da approcciare senza guida e tour organizzato: le attrazioni principali, <b>i percorsi e gli scorci migliori distano fra loro anche 50\/80 km e molto spesso le strade sono sterrate nella peggiore delle accezioni del termine.<\/b> \u00c8 proprio l\u00ec che il furgone di Adam trova un senso, una collocazione.<br \/>\n<b><br \/>\nIl consiglio quindi \u00e8 di prenotare un tour come detto e di non avventurarsi seppure alle guida di un fuoristrada<\/b>: impossibile sapersi organizzare il giro, i sentieri, non perdersi e rimanere vivi (i coccodrilli ci sono sul serio e la guida fuoristrada \u00e8 da esperti veri, a prescindere dal mezzo posseduto od affittato).<br \/>\nReputo inoltre antieconomico un tour auto organizzato visto che poi ci sono le paludi nelle quali si pu\u00f2 navigare affittando una piccola imbarcazione oppure tramite mini escursioni organizzate sul posto: tanto vale acquistare il tour tutto compreso (scorte di acqua e di cibo, snack) per un totale di circa 400\u20ac a persona per 3 giorni e due notti. \u00c8 Possibile noleggiare i sacchi a pelo ma considerato che in citt\u00e0 per 13 dollari se ne trovano di pi\u00f9 che decenti conviene spendere 25 in totale per un sacco a pelo leggero ed un asciugamano in microfibra piccolissimo una volta ripiegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Nessun tipo di alimentazione elettrica, km da camminare, plaudi da navigare e notti in tenda, questo \u00e8 il Kakadu park vissuto davvero.<\/b><br \/>\nLe strade asfaltate lasciano presto e spesso spazio a rosse lingue di pietraie: sentieri doppio senso dove l\u2019andirivieni delle potenti 4&#215;4 \u00e8 regolato da buon senso ed esperienza. Il nostro furgone salta da una buca all\u2019altra, sbatte su un ramo, sale su un dosso: siamo assicurati da cinture di sicurezza mentre Adam suda a litri e noi guardiamo increduli fuori dai finestrini le centinaia di termitai che spuntano dal terreno, in alcuni casi per un altezza di qualche metro.<br \/>\n<b><br \/>\nAlberi ed alberi, ora secchi ora verdi, cespugli assetati che pure regalano frutti, ettari bruciati volutamente per ripulire e concimare: sentieri che solo aborigeni e guide riescono a trovare. Il territorio rosso \u00e8 autentico e selvaggio, naturale e ricco, ma in un modo a noi non ancora del tutto chiaro n\u00e9 congeniale<\/b>: il gruppo \u00e8 silenzioso, totalmente rapito dai primi scorci, disinteressato alle relazioni sociali che arriveranno solo pi\u00f9 tardi, a pranzo, preparando panini con le stoviglie da viaggio caricate a bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tour \u00e8 organizzato alla perfezione e cos\u00ec il cammino non \u00e8 mai troppo lungo cos\u00ec come le soste o le spiegazioni: ora guardiamo i dipinti rupestri degli aborigeni ascoltando delle loro leggende, ora camminiamo sotto il sole per arrivare alle cascate di <b>Jim jim<\/b> dove poter rifiatare o nuotare, curiosare fra gli arbusti cercando insetti, fiori e frutti. Tutto tenendo bene a mente le raccomandazioni specifiche che ad ogni sosta ci vengono fatte rispetto al percorso da intraprendere: <b>ci sono zone dove non \u00e8 possibile allontanarsi che qualche metro dalla guida, dove il sentiero \u00e8 l&#8217;unica via e dove l&#8217;acqua fresca e pulita che invita a mettere a bagno i piedi per rifiatare \u00e8 solo una grossa trappola.<\/b> Abbiamo incontrato diverse persone mutilate: australiani che presentavano inoltre lunghe e malconce cicatrici lungo il corpo. Nessuno ha chiesto direttamente ma a tutti \u00e8 apparso chiaro che le ferite fossero effetto dell\u2019attacco di un coccodrillo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Le paludi sono torve e zeppe di coccodrilli<\/b> ma lo sono anche le acque pulitissime a valle delle sorgenti : numerosi cartelli diffidano non solo la balneazione ma anche lo stare vicino alle rive. <b>Non sono esagerazioni ma reali pericoli<\/b> e lo abbiamo capito dalla cura e della preoccupazione con le quali Adam \u00e8 corso a riprendere i pi\u00f9 curiosi fra noi: sulle rive libellule rosse saltellano sui fiori impermeabili alle gocce d&#8217;acqua, uccelli dal collo lungo aspettano di cacciare e panciuti coccodrilli si mimetizzano immobili come riproduzioni di animali preistorici.<br \/>\nDi primo mattino la palude \u00e8 silenziosa e le poche imbarcazioni si muovono lente risalendo fra le anse melmose: un\u2019esperienza che forse ricorda gli albori umani per come li abbiamo imparati sui libri delle scuole elementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il nostro campeggio \u00e8 composto da bagni chimici misti a docce che usano acqua di recupero, qualche luce ad energia solare, tende camerata e tende da coppia, una tenda cucina e qualche attrezzatura come le bombole del gas:<\/b> il resto \u00e8 nel nostro furgone e tutti collaborano a cucinare, lavare, preparare. <b>Ci si muove solo con lampade frontali<\/b> e via via prendono quota risate ed interazioni, racconti di altri viaggi, socializzazioni, confronti. Io curioso fra i fornelli, parlo di cibo, aiuto a preparare, acceco chiunque con la lampada frontale: il fatto \u00e8 che vorrei vedere tutto, fare tutto, scoprire particolari, e nel buio pesto non \u00e8 facile nemmeno capire se la nostra carne \u00e8 gi\u00e0 cotta oppure meno.<br \/>\nL\u00ec nel mezzo del Kakadu, peggio che nelle citt\u00e0, alle 21 la giornata \u00e8 finita da un pezzo e la notte cala prepotente portando almeno qualche stella che spunta fra gli alberi. <b>La notte \u00e8 ricca di tempo per indagare animali, <\/b>passeggiare fin gi\u00f9 ai bagni, trafficare con gli opossum nascosti fra gli alberi, godersi il luccichio degli occhi dei grossi ragni che a centinaia escono allo scoperto.<br \/>\nQualche ululato dei <b>Dingo<\/b> tormenta il fragile sonno sui sottili materassi sui quali siamo sdraiati dentro al nostro sacco a pelo (no, pare non ne facciano della mia dimensione e cos\u00ec il fresco della notte lo sento tutto sulle spalle rimaste scoperte), poi qualche uccello ci sveglia ancora, poi \u00e8 il turno di Adam che passa alle 6 a bussare ad ogni tenda per ricominciare le operazioni di cucina, lavaggio stoviglie, caricamento ed esplorazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatica e sonno si sentono poco e solo alla sera, il resto \u00e8 pura curiosit\u00e0 e per qualche aspetto paura come avvistando un serpente poi catturato grazie alla guida o come quando ti avvedi di come alcuni cucinano o lavano i piatti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna connessione col mondo comune, con casa, con il lavoro e cos\u00ec ci si distacca da tutto il resto: il telefono qui lo usiamo solo come macchina fotografica e tenendolo in modalit\u00e0 aerea la batteria dura pi\u00f9 di 3 giorni. <b>L\u2019umore si alza via via per effetto delle soddisfazione per un cammino completato, per una conoscenza acquisita e l\u2019unione del gruppo si consolida<\/b> <b>rendendo pi\u00f9 vivo e facile il lavoro di Adam<\/b> comunque sempre attento e scrupoloso a mettere in guardia, raccontare, spiegare i segreti delle piante da usare per mangiare, bere, curare: ha deciso di fare questa vita cambiando la sua precedente. <b>Gi\u00f9 in citt\u00e0 era un addetto alla videosorveglianza mentre adesso vive sporco di terra rossa<\/b>, perennemente sudato, intento a riparare, preparare, trasportare, spiegare, tradurre. Le sue battute un po&#8217; sciape terminate col sorriso inspiegabilmente lasciato sdentato sono statee un efficace diversivo; lungo il cammino sui sentieri di sassi ho perfino imparato a capire il suo inglese. <b>Gli ho chiesto di parlarmi degli aborigeni, delle loro condizioni attuali, della loro integrazione e dei loro usi: sotto al cappello di pelle di canguro reso scuro da polvere e sudore ho intravisto per\u00f2 una parte di storia non detta, una sorta di imbarazzo che non ho ancora bene isolato ma che sono certo abbia a che fare con quanto ho gi\u00e0 notato specie a Darwin<\/b> e su cui ho intenzione di leggere, indagare ed appuntare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tour termina lentamente dopo 3 giorni densi di paesaggi, rocce ed animali mai visti: \u201cquesto per noi \u00e8 l\u2019inverno pi\u00f9 strano che abbiamo mai vissuto\u201d \u00e8 questo che ho detto al gruppo quando tutti seduti in circolo abbiamo cominciato a parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><br \/>\nIl gruppo, ora che siamo sulla strada del ritorno \u00e8 tronfio, sporco e selvaggio: <\/b>negli zaini abbiamo panni sporchi di terra e si canta, ci si scambiamo indirizzi email e foto di gruppo. <b>Si canta pi\u00f9 forte non appena Adam urla ed esulta per aver riguadagnato l\u2019asfalto lasciandosi alle spalle quel bellissimo inferno delle strade sterrate che tagliano il \u201cterritorio\u201d.<\/b><br \/>\nCos\u00ec come si era composto il gruppo va sciogliendosi tappa cittadina dopo tappa cittadina, hotel dopo hotel. Ci salutiamo via via solo dopo aver appuntato un saluto ed un ringraziamento sul quaderno del ragazzone sdentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Se chiudo gli occhi sento il rumore dell\u2019acqua di recupero che straborda dalle cisterne piene<\/b>: sono infreddolito, in maglietta e pantaloncini e sono scombussolato dal sonno interrotto. Nel chiarore dell\u2019alba, rimango immobile sperando si fermi anche il vento, che mi lasci scaldarmi un po&#8217;.<b> Poco pi\u00f9 in l\u00e0 un gruppo di wallabies mi guarda fra curiosit\u00e0 e paura<\/b>: sono fermi, immobili proprio come me, incuriositi dalla forma e dalle abitudini dell\u2019altra specie. Nessuno muove un passo n\u00e9 fa rumore e cos\u00ec rimaniamo come impigliati nell&#8217;attesa di qualcosa che non conosciamo, nella meraviglia di una vicendevole, inutile, incompleta eppure bellissima scoperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>C&#8217;\u00e8 una gioia nei boschi inesplorati, C&#8217;\u00e8 un&#8217;estasi sulla spiaggia solitaria, C&#8217;\u00e8 vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c&#8217;\u00e8 musica nel suo boato. Io non amo l&#8217;uomo di meno, ma la natura di pi\u00f9. (George Gordon Byron)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adam ci appare salvifico nell\u2019assurdo marasma della reception del nostro ostello. Sono le 6.30 del mattino e Darwin dorme ancora mentre giovani che si atteggiano a viaggiatori entrano ed escono dalle piccole porte scorrevoli. 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