{"id":328,"date":"2012-03-26T23:44:44","date_gmt":"2012-03-26T22:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=328"},"modified":"2012-03-26T16:24:14","modified_gmt":"2012-03-26T15:24:14","slug":"sociopatia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/03\/26\/sociopatia\/","title":{"rendered":"Sociopatia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sociopath3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-381\" title=\"sociopath\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sociopath3-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sociopath3-300x150.jpg 300w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sociopath3.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; mattina gi\u00e0 da un po&#8217;.<\/p>\n<p>Mi rigiro e cerco il coraggio di alzarmi, fare. Il coraggio di terminare l&#8217;eterna lotta iniziata ieri sera con me stesso : &#8220;domani mi metto&#8230; &#8221;<br \/>\nCerte volte riesco a prenderci sonno ed a svegliarmi con questo stesso discorso in testa.<br \/>\n<strong>Per fortuna sogno altro, ben altro<\/strong>.<\/p>\n<p>La sveglia dice un orario, \u00e8 indifferente quale dica: comunque vada penser\u00f2 che aspetter\u00f2 ancora e che girandomi trover\u00f2 un benefico rilassamento, <strong>un&#8217;idea che possa essere l&#8217;inizio di un nuovo sogno.<\/strong><\/p>\n<p>La prima telefonata, \u00e8 lei che aspetto.<!--more--><\/p>\n<p>Non punto la sveglia da un anno circa; lascio il telefono acceso: il <strong>primo<\/strong> che chiama <strong>mi<\/strong> <strong>sveglia<\/strong>, mi costringe a parlare, a cambiare posizione, a confrontarmi con me stesso, col mondo che sta fuori da quel nucleo perfetto di casa mia, vuota, finestre chiuse, quintali di musica da ascoltare, in lontananza qualcuno che fa lavori in casa nel sole della mattina<\/p>\n<p>Marco.<br \/>\nMarco \u00e8 spesso la mia sveglia.<br \/>\nPi\u00f9 difficile se la chiamata sveglia \u00e8 una di lavoro perch\u00e9 a quel punto puoi fingere la voce sveglia che vuoi, ma il\u00a0 cervello ha bisogno di quel minimo di tempo per capire che non \u00e8 <strong>un sogno ne un incubo ma solo lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p>A questo punto c&#8217;\u00e8 solo una cura: la radio da accendere camminando in catatonico stato. La barba&#8230;non \u00e8 possibile : il rasoio a mano libera in quello stato pietoso \u00e8 un arma letale&#8230;rimandare, rimandare !<\/p>\n<p>Mi vesto allo specchio ma per farlo torno al punto uno, al rigirarmi nel letto cercando l&#8217;idea giusta\u00a0 sul <strong>cosa<\/strong> <strong>mettermi<\/strong>.<br \/>\nPoi mi cambio, ci ripenso,<strong> Marco mi genera torcicollo<\/strong> visto che parlo al telefono e che nel frattempo mi vesto; poi \u00e8 la volta di un caff\u00e8 freddo, pensando che dovrei riguardare il <a title=\"Il cerchio cromatico di itten\" href=\"https:\/\/www.google.it\/search?hl=it&amp;sugexp=frgbld&amp;gs_nf=1&amp;cp=12&amp;gs_id=1y&amp;xhr=t&amp;q=cerchio+di+itten&amp;safe=off&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.r_qf.,cf.osb&amp;biw=1680&amp;bih=905&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=isch&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wi&amp;ei=YnhwT6HNAoLR4QT29JHAAg#um=1&amp;hl=it&amp;safe=off&amp;tbm=isch&amp;q=cerchio+cromatico+di+itten&amp;revid=1644447750&amp;sa=X&amp;ei=ZnhwT57_HbTE4gTZmJnAAg&amp;ved=0CDwQgxY&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.r_qf.,cf.osb&amp;fp=c5ac7122dea712b5&amp;biw=1680&amp;bih=905\" target=\"_blank\"><strong>cerchio di Itten (questa non la sapevate eh?)<br \/>\n<\/strong><\/a>Ed infatti torno davanti allo specchio per finire col raggiungere il peggiore dei\u00a0 risultati fra quelli accennati.<\/p>\n<p>Cos\u00ec esco di casa svogliato e mi godo la strada orfana dei nonni vigile fuori alle scuole.<br \/>\nUscendo di casa i vicini mi salutano e sorridono forzatamente: discorsi da ascensore, fra l&#8217;altro senza averlo nel palazzo.<\/p>\n<p>La <strong>fermata del metr\u00f2 \u00e8 un miraggio<\/strong> in fondo al letto del fiume di automobile dirette, a quell&#8217;ora, non so dove; cazzo, <strong>Marco ha chiamato tutti tardi oggi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8230;non trovo posteggio, giro e rigiro, ma con calma, alzando il volume della radio se la canzone merita. Guardo l&#8217;orologio con gusto, scarto qualche posteggio se troppo lontano: stasera piuttosto che tornare a prenderla lass\u00f9 denuncerei il furto&#8230;<\/p>\n<p>Arriva allora il treno, e sono pronto col mio libro..ma \u00e8 l\u00ec che la <strong>sociopatia<\/strong> arriva a livelli apocalittici.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Seleziono il punto preciso della banchina che corrisponder\u00e0 alla porta di ingresso del secondo vagone,<\/span> la seconda porta, per la precisione. <strong>Due<\/strong> <strong>passi<\/strong>, dico due e sar\u00f2 al mio posto preferito. Le abitudini prima di tutto.<br \/>\nEd arrivano loro:<\/p>\n<p><strong>i suonatori del metr\u00f2<\/strong> , i fantomatici, sedicenti artisti ambulanti con le loro fisarmoniche stonate,con le loro parole fatte di due lingue fuse : &#8220;io te prega&#8230;seneori, buonciorno&#8221;.<br \/>\nE suonano male, suonano troppo, suonano ad ogni vagone.<br \/>\nE sei costretto ad ascoltarli, perch\u00e9 non sono veri artisti, non si fermano l\u00ec sulla banchina , loro ti seguono, finisco di suonare e ricominciano a farlo nel vagone successivo. Li sentirai per almeno 3 vagoni e del libro da leggere non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nulla nella tua testa.<\/p>\n<p><strong>Fisarmoniche<\/strong> <strong>sgonfie<\/strong> e <strong>stanche<\/strong>, scarpe lucide indossate sotto vestiti di un&#8217;<strong>eleganza<\/strong> <strong>balcanica<\/strong> di 30 anni fa.<br \/>\nPosso solo resistere, stringere i denti.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>E quindi uscimmo a riveder le stelle<\/strong>&#8220;&#8230; Uscendo dalla metro passer\u00f2 davanti alla libreria\u00a0 Feltrinelli e mi incazzer\u00f2 : ovunque libri di Fabio Volo e Moccia: perch\u00e9 li pubblicano, perch\u00e9 li pubblicizzano, perch\u00e9 alcuni si sentono in dovere di comperarli? Giuro a me stesso, ancora una volta, che se dovessi incontrarli li aggredirei.<br \/>\nNo, non esagero , lo meriterebbero. Avete mai letto un loro libro ? (no, non accetto che si dica che &#8220;per\u00f2 ecc ecc.&#8221;)<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ufficio<\/strong>, il palazzo bianco, imbocco la discesa, <strong>sono<\/strong> <strong>salvo<\/strong>, posso chiudermi ancora in una stanza, al riparo dai suonatori, dagli scrittori, dai posteggi da cercare.. Lavoro e un po&#8217; di musica salvifica.<br \/>\nMa&#8230; il badge non funziona ed il tornello non si apre: tutte le mattine !<br \/>\nArrivano, a seguire, nuovi\u00a0 discorsi da ascensore. Stavolta in ascensore davvero, seguiti dal consueto &#8220;buon lavoro&#8221;, che secondo me porta anche male.<\/p>\n<p>Accendo il pc:\u00a0 almeno 20 e-mail, in almeno la met\u00e0 di queste sono in copia conoscenza; cos\u00ec devo leggere per poi non intervenire, non ha senso, ma devo farlo.<\/p>\n<p>Allora vado in\u00a0 bagno, cago e gioco a scacchi col telefono.<br \/>\n<strong>Finalmente solo, rifugiato<\/strong>.<br \/>\nFinch\u00e9 non squilla il telefono, ovviamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; E&#8217; mattina gi\u00e0 da un po&#8217;. Mi rigiro e cerco il coraggio di alzarmi, fare. Il coraggio di terminare l&#8217;eterna lotta iniziata ieri sera con me stesso : &#8220;domani mi metto&#8230; &#8221; Certe volte riesco a prenderci sonno ed a svegliarmi con questo stesso discorso in testa. Per fortuna sogno altro, ben altro. 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