{"id":3303,"date":"2018-09-27T09:37:43","date_gmt":"2018-09-27T08:37:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=3303"},"modified":"2018-10-03T12:15:31","modified_gmt":"2018-10-03T11:15:31","slug":"michel-petrucciani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2018\/09\/27\/michel-petrucciani\/","title":{"rendered":"Michel Petrucciani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PetruccianiR375_060509.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3313\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PetruccianiR375_060509-300x206.jpg\" alt=\"Michel Petrucciani\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PetruccianiR375_060509-300x206.jpg 300w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PetruccianiR375_060509.jpg 375w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; notte anche se\u00a0 in realt\u00e0 questo non sarebbe dovuto essere un pezzo qui ma un discorso in una serata, qualcosa da integrare con pause per fumo, pezzi da ascoltare e video significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il jazz \u00e8 come la birra.<\/strong> La prima volta che la assaggi ti chiedi come faccia la gente a berne. Pi\u00f9 avanti non riuscirai a farne a meno. Qualcuno invece in maniera molto pi\u00f9 colorita, forse troppo, anni fa, aveva detto che il jazz \u00e8 come un peto, un rutto: piace, fa sorridere, solo chi lo fa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il jazz \u00e8 come un colore e non \u00e8 possibile scriverne tanto pi\u00f9 che spesso ci si rifugia dietro ad una canzone che possa identificarlo seppure espressione di una sola delle correnti di questa musica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Michel Petrucciani \u00e8 jazz<\/strong> per\u00f2, questo posso dirlo con certezza: jazz, come parola viene da <em>jam session<\/em> la cui contrazione pronunciata dai neri americani dava luogo ad un suono simile all&#8217;odierna parola, e lui dell&#8217;improvvisazione ha fatto il suo marchio di fabbrica.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francese ma di origine paterna italiana, senza perderci fra date, nasce con un destino che forse era parso gi\u00e0 scritto, determinato, ma che sapr\u00e0 invece lui stesso capovolgere non scoprendo un talento, una inclinazione naturale ma piuttosto sapendo dal destino determinare una strada che poi sembrer\u00e0 a tutti fosse stata da sempre la sua unica possibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Quanto fu destino, quanto inclinazione naturale o quanto invece capacit\u00e0 di volgere quella che <strong>Machiavelli <\/strong>chiamerebbe una maligna fortuna, questo no, non ci \u00e8 dato capire.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Forse in ogni genio c\u2019\u00e8 dell\u2019imperscrutabile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019osteogenesi imperfetta<\/strong>, \u201c<em>la malattia delle ossa di vetro<\/em>&#8220;, malattia che lo fece nascere con gravi malformazioni ossee e l\u2019incapacit\u00e0 di queste stesse di crescere e resistere agli sforzi pi\u00f9 naturali fece pensare appunto al peggio, ad una vita che si sarebbe spezzata quasi sul nascere:<strong> \u00e8 deforme, incapace di camminare, fragile all&#8217;inverosimile<\/strong> e cos\u00ec la sua adolescenza non \u00e8 di certo reale, comune n\u00e9 tanto meno facile. Vive in una sorta di ambiente che lo tutela, la sua casa e le attenzioni della famiglia ma tutto gli \u00e8 ostile dato che ogni mossa significa dolore, fratture, pericolo serio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>A 4 anni e segue<\/strong> interessato in tv <strong>Duke Ellington<\/strong> che anni dopo definir\u00e0 coma la scintilla che gli fece venire in mente di suonare il pianoforte: grida, urla, indica vedendo suonare quel mostro di talento in tv: <strong>vuole un pianoforte ed i genitori gliene comprano uno giocattolo. Impetuoso e burrascoso come sar\u00e0 poi per sempre spaccher\u00e0 il pianoforte<\/strong> troppo piccolo, non reale per le sue aspettative. Nelle martellate con le quali distrugge quel dono c\u2019era forse racchiusa tutta la forza di affermarsi, tutto l&#8217;esempio che credo ognuno dovrebbe tenere a memoria, dal quale imparare.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il padre riesce allora trovare a buon mercato un pianoforte usato, preso alla base militare dove lavorava e Michel passa le sue giornate a studiarlo, a sentire musica, a professionalizzare quell\u2019attrazione istantanea, a catalizzare le difficolt\u00e0 e la solitudine delle giornate spese lontane da tutto, persino dalla possibilit\u00e0 di frequentare una scuola, in uno spasmodico studio del pianoforte.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il padre chitarrista jazz ed i fratelli musicisti: una casa nella quale la musica insegna pi\u00f9 dei libri: <strong>Miles Davis<\/strong> con i suoi dischi, racconter\u00e0 anni dopo lo stesso Petrucciani, suonava incessante in quella casa ipnotizzandoli.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>A 13 anni la svolta, il primo concerto: Clark Terry,<\/strong> trombettista ben pi\u00f9 che affermato, \u00e8 in citt\u00e0 per una tourn\u00e9e e si ritrova non so dire perch\u00e9 senza pianista: <strong>Michel viene accompagnato sul palco, portato in braccio come un bimbo in fasce a causa della sua malattia: la sua statura (102 cm), le sue forme, destano stupore, curiosit\u00e0, forse piet\u00e0 e facili prese in giro<\/strong>. Lo stesso Terry attacca a suonare, temendo uno scherzo:\u00a0 una musichetta infantile credendo che quello messo a sedere sullo sgabello fosse un bimbo. In tutta risposta Michel non batte ciglio e risponde con un\u2019improvvisazione di assoluto livello professionale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sono gli ultimissimi anni dei \u201870 e d i genitori di Michel non riescono pi\u00f9 a trattenerlo, a proteggerlo visto che ormai \u00e8 conosciuto, che ha iniziato collaborazioni e partecipato a registrazioni di album di successo. \u00c8 il momento di uscire non solo di casa ma via via dalla Francia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il mito \u00e8 gi\u00e0 tale ed il tempo pare accelerare: tutti lo vogliono, tutti lo coinvolgono:<strong> Michel ha un tocco riconoscibile ed una capacit\u00e0 di improvvisazione fuori dalla norma. Le sue ossa fragili e deformi, mani comprese, lo costringono e pose innaturali a tocchi sui tasti di una pressione e di una intensit\u00e0 che diverr\u00e0 emotiva, impossibile da replicare proprio per le quote fisiche<\/strong>. Ai pedali Michel non ci arriva ed il padre nei primi anni progetta un marchingegno simile ad una prolunga di legno con il quale il figlio riesce a premere solo uno dei pedali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Si, esatto, Michel suona in maniera impedita a causa della sua malattia eppure in maniera cos\u00ec unica da non sembrare incompleta da non lasciar percepire che il pianoforte potrebbe essere sfruttato oltre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anni pi\u00f9 tardi, invece, le pi\u00f9 grandi case realizzeranno per lui pianoforti e sgabelli speciali, gli amici lo adageranno prima dei concerti su molli cuscini che gli permetteranno di raggiungere tutti i tasti del pianoforte ma non mancheranno i dolori, reali: <strong>spesso, infatti, suonando, Petrucciani si frattura le ossa e dalla nascita all&#8217;et\u00e0 adulta non furono rari i periodi trascorsi ingessato.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Con un piano su misura suona vivendo lo strumento nelle sue totali possibilit\u00e0 e sfumature, adesso gli anni sono di intensa produzione, di registrazioni prolifiche, di fonici appassionati a raccogliere quelle evoluzioni incredibili, dense, cos\u00ec tanto da far sembrare due i pianoforti che suonano. <strong>Le sue mani ossute volano sulla tastiera, veloci da sembrare ferme e le note, ai suoi ordini, trovano una posizione, un abbinamento che pare essere stato sempre il loro.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A volte negli album la sua musica appare inizialmente ridondante e Petrucciani a capo di un jazz di virtuosismi cos\u00ec complessi da sembrare meravigliosi esercizi e non musica, canzoni, per semplificare il concetto. Ad un orecchio non tecnico a volte pu\u00f2 risultare pesante proprio per l&#8217;insistito uso di altissima tecnica ma ai successivi ascolti rivela invece sfumature imperdibili, la voglia di riascoltare e di abbinare quel pezzo ad un momento particolare, un po&#8217; come succede con un vino.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Via via suoner\u00e0 con i pi\u00f9 grandi musicisti jazz americani, con i mostri sacri che prima vedeva in tv e sentiva suonare dal giradischi ed il tempo, i colori, gli spettacoli e la musica accelerano ancora facendogli conoscere un mondo del quale lui per\u00f2 pare gi\u00e0 esperto, compresi vizi pi\u00f9 o meno convenzionali e gravissime derive di alcol e droghe; un tratto, questo, in comune con molti altri jazzisti bruciati velocemente.<br \/>\nMa Michel \u00e8 unico anche in questo e va pi\u00f9 veloce, beve e si droga di pi\u00f9, pare essere affamato di una rivalsa verso la vita colpevole di non avergli concesso prima tutto quello che per gli altri era invece stato sempre scontato.<br \/>\nE&#8217; il 1999 quando muore, d&#8217;inverno, a causa di conseguenze piuttosto banali di un malanno polmonare; muore consegnandosi alla storia come una figura a met\u00e0 fra mito e leggenda.<br \/>\nE&#8217; sepolto al cimitero <strong>P\u00e9re Lachaise di Parigi<\/strong>, il famosissimo cimitero degli artisti: ma non basta, perch\u00e9 lui si distingue anche stavolta: muore infatti nel centenario della nascita di Duke Ellington e giace sepolto accanto a <strong>Chopin<\/strong>.<br \/>\nDio solo sa lass\u00f9 che cazzo di concerti stiano orchestrando lui, Miles Davis, Duke Ellington e lo schivo Coltrane. Se esiste un &#8220;di l\u00e0&#8221;, uno &#8220;lass\u00f9&#8221;, allora di certo c&#8217;\u00e8 grandissima musica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">So dame che la sintesi di questa storia non \u00e8 solo parziale ma indegna, che ci sarebbero nomi, date ed altri aneddoti ma questi raccontati sono quelli che ho scoperto cercando, nei vari anni, anni fa, quando ancora internet c&#8217;era e le informazioni erano poche e solo in inglese.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Quelle che ho scritto stanotte sono le pietre miliari di una meravigliosa storia di resistenza e sofferenza, di musica ed arte, delle rinunce e delle vittorie di un piccolo grandissimo uomo.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chiudendo il profilo del personaggio: ebbe 5 donne, importantissime relazioni, 5 donne che lui chiamava mogli pur non avendole mai sposate (forse l&#8217;ultima soltanto, una pianista, non ricordo), ebbe figli, uno dei quali ha eredit\u00e0 la sua stessa malattia.<br \/>\nPetrucciani \u00e8 il condensato di virt\u00f9 e vizi che tanti altri estrosi musicisti non avrebbero accumulato nemmeno tutti assieme, Petrucciani \u00e8 musica e spettacolo, un artista capace di calamitare non pi\u00f9 pena ed attenzioni morbose ma scaltra ammirazione.<br \/>\nIl suo tocco raffinato, la sua capacit\u00e0 di intrattenere, di riempire il palco traspare in ognuna delle registrazioni live, in ognuno dei video esistenti. Imperdibile il documentario sulla sua vita: da vedere (basta cercarlo su Rai replay oppure su Youtube in altre lingue)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Michel Petrucciani, l&#8217;uomo dalle ossa di vetro, \u00e8, era tutto questo: chi l&#8217;avrebbe mai detto?<\/strong><br \/>\n<strong>Nessuno, a parte lui.<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; notte anche se\u00a0 in realt\u00e0 questo non sarebbe dovuto essere un pezzo qui ma un discorso in una serata, qualcosa da integrare con pause per fumo, pezzi da ascoltare e video significativi. Il jazz \u00e8 come la birra. La prima volta che la assaggi ti chiedi come faccia la gente a berne. Pi\u00f9 avanti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1417,4],"tags":[2052,2058,2056,2055,1374,2059,10,568,2053,2054,2057,2051],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3303"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3314,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303\/revisions\/3314"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}