{"id":3346,"date":"2019-02-14T07:27:38","date_gmt":"2019-02-14T06:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=3346"},"modified":"2019-02-14T07:45:51","modified_gmt":"2019-02-14T06:45:51","slug":"forget-me-not","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2019\/02\/14\/forget-me-not\/","title":{"rendered":"Forget me not"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/img_4404.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"202\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Reggio Calabria, verso il mare da via 2 settebre<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forget me not<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stamattina ho piantato il mozzicone della matita.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, una di quelle matite che nel retro hanno una capsula con dei semi e che appunto puoi piantare quando la matita \u00e8 a fine vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel concetto di fine\/inizio mi aveva conquistato subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec ho scritto per mesi, appuntato ed appuntito, disegnato male continuando comunque a ripetermi che non era provvisorio, che <strong>seppure il tratto della matita pu\u00f2 essere cancellato esistono cose, fatti, idee, promesse che invece rimangono<\/strong>. La matita ha un fascino che la penna indelebile non ha. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La matita scrivendo sostiene un\u2019idea e lo fa seppure pu\u00f2 essere cancellata, lo fa consapevole del rischio, senza timore di essere smentita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La penna, la penna invece \u00e8 spavalda ma di suo non rischia mica niente.<\/strong> Bello o brutto quello che scrive rimane mentre la matita deve proprio impegnarsi perch\u00e9 sia memorabile quello che ha scritto, perch\u00e9 diventi incancellabile, che il tratto rimanga o meno impresso sulla carta.<\/p>\n<p>Ecco, da quella matita nascer\u00e0 una pianta, che poi \u00e8 una nuova idea, una prosecuzione di un\u2019altra, una nuova vita.<\/p>\n<p>Stanotte un temporale mi ha tenuto sveglio cos\u00ec che mentre l\u2019acqua in qualche modo ingravidava la terra, la matita andava spegnendosi, scrivendo con me, lasciandosi appuntire ancora ed ancora, pagina dopo pagina, preparandosi quindi a donarsi a quella terra cos\u00ec ricettiva che ho trovato stamattina qui sul grande terrazzo.<\/p>\n<p>L&#8217;odore del caff\u00e8 mi ha carezzato i baffi mentre guardavo la terra difronte, isola vicina eppure cos\u00ec distante nei modi, nella lingua.<\/p>\n<p><strong>Sullo stretto stamattina il mare \u00e8 calmo ma scuro, scuro come se sotto la superficie avesse rimescolato chiss\u00e0 che pensiero complicato, quale oscura riflessione malcelata. <\/strong>C\u2019\u00e8 un arcobaleno un po\u2019 timido che ancora deve colorarsi a dovere ma che nasce proprio in mezzo allo stretto di Messina.<\/p>\n<p>Te ne mando met\u00e0, solo met\u00e0, perch\u00e9 l\u2019altro mi serve per andare avanti oggi: <strong>qui il grigio \u00e8 pi\u00f9 grigio e c\u2019\u00e8 quell\u2019aria di arretrata ed atavica rinuncia che mi sembrano dare alle persone un viso indolente e sofferente, un\u2019importante impotenza che li costringe a tirare a campare senza apprezzare, senza migliorare.<\/strong><\/p>\n<p>Io ho bisogno di pensare che posso fare meglio, che posso andare, continuare, credere, tornare. Io ho bisogno di progettare e non mi trovo in questo stato di cose nel quale non riesco a godermi nemmeno i minuti su una panchina perch\u00e9 mi pare non di rifiatare ed apprezzare ma di aspettare come gli indiani seduti in terra a Varanasi lungo la strada che porta ai Ghat.<\/p>\n<p><strong>Ho visto scheletri terrificanti, palazzi mai terminati, strutture e cementi rabberciati, progetti interrotti. Qui si vive sospesi fra cento inizi e nessuna fine,<\/strong> fra finte fortissime speranze, nuovi inizi e certissime fini.<\/p>\n<p>Io qui percepisco del male, una forza pi\u00f9 forte dell\u2019uomo comune, uno spreco perpetuo. No, non \u00e8 tutto perso ma \u00e8 tutto difficile.<\/p>\n<p>Ho quasi finito qui e presto partir\u00f2 ancora. Stavolta sono pi\u00f9 vicino ma dovr\u00f2 allontanarmi.<\/p>\n<p>Sto bene, almeno credo, ma parlo poco e questo, lo sai, non \u00e8 un bel segno per chi come me lo farebbe anche di notte. Forse un po\u2019 mi sono spento qui o forse sono solo un po\u2019 invecchiato. <strong>Sento ancora di dover andare per\u00f2 cos\u00ec che il viaggio non possa ancora dire di avermi vinto, di avermi fermato<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui posso tornare: \u201c<em>mai tornare nei posti dove si \u00e8 stati felici\u201d<\/em>; ecco qui posso tornare. All\u2019ultimo aeroporto sono rimasto in piedi nell\u2019area <em>kiss&amp;go<\/em>, ma tu non c\u2019eri e cos\u00ec per me \u00e8 stato il caso solo di andare, senza baci n\u00e9 abbracci spezzati dal tempo.<\/p>\n<p><strong>I palazzi scalcinati, gli ingressi un po\u2019 muffiti sanno di qualcosa che non so spiegare ma che saprei riconoscere per starne alla larga<\/strong>: anche il mio zaino qui si \u00e8 ammorbato di una umidit\u00e0 che lo rammollisce, cos\u00ec come succede alla gente, come certi palazzi di loro belli ma trasandati: bada bene non decadenti ma ancor belli, attempati, questi sono trascurati e questo non mi piace. <strong>Non sono bellissimi anziani con la barba bianca e curata, sono vecchi mendicanti, sono il frutto malsano di una citt\u00e0 dove per anni s\u2019\u00e8 coltivata la rinuncia.<\/strong><\/p>\n<p>Io invece non posso n\u00e9 voglio dimenticarmi come sono e stamattina me lo sono ripetuto piantando appunto i semi incastonati dietro la matita, pensando che no, li non mi avrete di certo dimenticato. O almeno questo \u00e8 quello che mi piace pensare, che mi spinge ancora ad andare.<\/p>\n<p><strong>Spunteranno dei fiori, lo so, torner\u00f2 qui a guardarli cercando ancora qualche luce al di l\u00e0 dello stretto.<\/strong><\/p>\n<p>Sulla matita c\u2019era scritto <em>Forget me not,<\/em> non ti scordar di me: il nome dei fiori e pi\u00f9 ancora un concetto, un\u2019idea.<\/p>\n<p>Qui sotto mi reclamano a voce altissima perch\u00e9 sono in ritardo: mi offriranno un incarico di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Accetter\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forget me not Stamattina ho piantato il mozzicone della matita. Si, una di quelle matite che nel retro hanno una capsula con dei semi e che appunto puoi piantare quando la matita \u00e8 a fine vita. Quel concetto di fine\/inizio mi aveva conquistato subito. 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