{"id":3522,"date":"2022-08-09T11:08:59","date_gmt":"2022-08-09T10:08:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=3522"},"modified":"2022-08-10T17:14:35","modified_gmt":"2022-08-10T16:14:35","slug":"mimosa-sensitiva","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2022\/08\/09\/mimosa-sensitiva\/","title":{"rendered":"Mimosa sensitiva"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2022\/08\/09\/mimosa-sensitiva\/mimosa-pudica\/\" rel=\"attachment wp-att-3762\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3762\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/mimosa-pudica-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/mimosa-pudica-300x229.jpg 300w, http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/mimosa-pudica.jpg 492w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec io mi ricordo quel caldo secco del giorno ormai gi\u00e0 andato e noi stanchi e soddisfatti, caduti in un sonno scomodo ma irrinunciabile,\u00a0 mi ricordo l\u2019arrivo del freddo della sera in arrivo, quella chiara dispersione della terra che si riposa, raffreddandosi di colpo, come spegnendosi al tramonto.<br \/>\n<strong>Mi ricordo il fragore delle ruote del piccolo bus<\/strong> attrezzato che insisteva sulla ghiaia delle strade approssimative che si aprivano il largo, nere e sassose, fra la terra rossa del centro Australia. Sentivo tutto tenendo gli occhi chiusi, allontanando pensieri e dolori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevo serrato i denti traballando sul piccolo sedile, li avevo serrati poco\u00a0 prima di cadere fra la stanchezza e la soddisfazione del percorso della mattina, prima di isolarmi dalle chiacchiere sconquassate e multilingua degli altri passeggeri. Sentivo la bocca secca e la mascella stanca, l\u2019odore della polvere sulle mie labbra e guardavo le tue, chiuse e leggere: una forma morbida, mai arrabbiata come invece \u00e8 spesso ingiustificatamente la mia. Mi era capitato di mormorare nel sonno gli stessi percorsi, quelle stesse orrende parole crude e secche come sono certi rami di quegli alberi patiti che vivono lungo la strada.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevo cambiato posizione del corpo scostandomi un po, facendo forza su un braccio puntato sul sedile, avevo visto il mio braccio rigato bianco, di sudore, fra la polvere rossa appiccicata al braccio. Avevi sentito freddo staccata dal mio braccio sul tuo sterno e senza aprire gli occhi mi avevi preso la mano come per rassicurarmi, come per aver gi\u00e0 capito che quel risveglio dal sonno precario c\u2019era stato per\u00a0 insofferenza, che mi sentivo agitato.<br \/>\nNessuna parola.<br \/>\n<strong>Come una mimosa sensitiva mi ero stretto ma non per difesa, come per raccogliere invece, racchiudere, conservare.<\/strong><br \/>\nCos\u00ec io mi ricordo la sensazione delle tue unghie corte che mi sfiorano appena la pelle del palmo, la sensazione della tua mano che si richiude, delle tue dita fra le mie, ricordo di aver cercato di muovermi appena per non svegliarti, di esserci riuscito.<br \/>\nCos\u00ec gli alberi correvano fuori dal finestrino ora pi\u00f9 verdi ora pi\u00f9 secchi e mi sembrava che tutto fosse lontano e dimenticato, un sogno finalmente sbiadito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ricordo certi cieli azzurri ed alcuni arrabbiati, nervosi di un clima mai visto prima, altri che mi sembravano pi\u00f9 grandi e mi ricordo chiarissimo quel giorno che accettai di non poter pi\u00f9 scrivere o ricordare tutto quello che avrei voluto. Ricordo chiaro e forte il momento in cui avevo riconosciuto alla vita una forza maggiore di quello che avrei potuto dire e fare, di quello che sarei potuto essere. Ricordo di aver capito che di\u00a0 tutti quei viaggi e di quelle esperienze sarebbe rimasto poco o comunque qualcosa di meno denso e saporito di quanto avrei voluto, di quanto avessi percepito.<br \/>\n<strong>Il sole si precipitava veloce nel mezzo della piana rossa mentre la radio gracchiava canzoni messe insieme senza logica in un telefono cellulare.<\/strong><br \/>\nIo non volevo dire n\u00e9 fare. Avevo capito che ora non era tempo, che quella familiarit\u00e0 andava conservata, fotografata a mente senza cercare davvero di catturarla con parole od inadeguate fotografie.<br \/>\nCos\u00ec mi ricordo quella sensazione assoluta, quella sensazione di stare, bastare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Io mi ricordo l\u2019Australia, di me e di te, di cieli aperti, di giorni liberi e spensierati, di un senso di abbandono, di meraviglioso declino e di un distacco che mi faceva pensare a certi discorsi che avevo fatto seduto in terra, anni prima, con certi indiani dalle vesti unte ma legate con eleganza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi ricordo abbracci stretti e confusione, quel sentirmi come mi sento la domenica pomeriggio d\u2019estate, quando sono a casa dei miei e non so cosa dire, non so cosa fare e vorrei che qualcuno sentisse e capisse per non dover patire dentro quella differenza, quell\u2019urgenza di spiegare e scrivere, raccontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, quando mi hai preso la mano ho sentito che era domenica pomeriggio, a casa dei miei, che non avrei dovuto scrivere, che avevi capito certe mie notti e certi risvegli, certi miei umori ingestibili.<br \/>\nIo mi ricordo che ho sentito che\u00a0 avevi capito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cos\u00ec io mi ricordo quel caldo secco del giorno ormai gi\u00e0 andato e noi stanchi e soddisfatti, caduti in un sonno scomodo ma irrinunciabile,\u00a0 mi ricordo l\u2019arrivo del freddo della sera in arrivo, quella chiara dispersione della terra che si riposa, raffreddandosi di colpo, come spegnendosi al tramonto. Mi ricordo il fragore delle ruote [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,1810],"tags":[1824,10,2405,2406,2408,979,2369,2407,2360],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3522"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3522"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3769,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3522\/revisions\/3769"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}