{"id":578,"date":"2012-06-25T14:07:56","date_gmt":"2012-06-25T13:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=578"},"modified":"2012-07-13T16:29:18","modified_gmt":"2012-07-13T14:29:18","slug":"gocce-grasse","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/06\/25\/gocce-grasse\/","title":{"rendered":"Gocce grasse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una goccia grassa e lenta<\/strong>, una goccia di un serie pronta a cadere senza un chiaro ritmo, scandisce un tempo invivibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I condizionatori piagnucolano umidit\u00e0 lungo la strada che dall&#8217;ufficio porta alla mia fermata del metr\u00f2 oppure alla baguetteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;umidit\u00e0 sottratta ad uffici immobili nel centro di Roma, a stanze fatte di frasi fatte tipo quelle dei <strong>tg estivi<\/strong> che continuano ad esortare gli anziani ed i bambini a non uscire di casa causa caldo.<br \/>\n&#8220;andate nei centri commerciali&#8221;, dicono pi\u00f9 o meno dagli anni 90, &#8220;bevete acqua e mangiate leggero&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A met\u00e0 fra esortazioni allo shopping e rimedi della nonna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece credo sarebbe pi\u00f9 semplice non dire nulla e vivere normalmente, adeguandosi, come il condizionatore x che si adegua piagnucolando umidit\u00e0, svogliatamente.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho voglia di scrivere (menomale, vero?) e sono sommerso da bozze incomplete, alcune fatte da frasi che quando le ho scritte avevano la presunzione di sottintendere il miglior racconto che ora, ovviamente, si \u00e8 perso, sfiatato dal caldo, chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andremo in India, a fine Agosto, e forse avremo da scriverne qui, magari parlando di <strong>cani randagi intenti a rosicchiare cadaveri di paria<\/strong> che si sono lasciati morire a causa di quanto avevano fatto nella loro vita precedente.<br \/>\nPer ora le ferie sono lontane e vi posso scrivere solo del fatto che <strong>odio la gente che a pranzo si sente organizzata se mangia velocemente<\/strong>, se dice di fare una pausa pranzo di appena mezz&#8217;ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; come fare un lista di cose da fare per sentirsi organizzati ignorando poi l&#8217;essenziale fatto che quella lista \u00e8 la madre delle altre, pi\u00f9 lunghe, che verranno gi\u00e0 da domani.<br \/>\n<strong>Dire di fare non \u00e8 fare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed allora me li trovo che ordinano<strong> il primo panino della lista del menu<\/strong>, senza ragionare sul sapore, senza un azzardo, un abbinamento che non sia gi\u00e0 elencato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo panino, il pi\u00f9 facile, lo stereotipo, archetipo addirittura . <strong>Loro non mangiano, si nutrono<\/strong>, loro non capiscono l&#8217;essenza delle spezie, gli odori e gli abbinamenti, <strong>l&#8217;ordine degli ingredienti da mettere in un panino<\/strong>, sono di quelle persone che non fanno caso all&#8217;ordine dei gusti che il gelataio spalma sul cono: \u00e8 fondamentale , prima uno anzich\u00e9 l&#8217;altro: cambia tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei scrivere decide di abbinamenti per un panino croccante, da mangiare lento, a volte con un chinotto, a volte con una birra o semplice acqua, ma c&#8217;\u00e8 una ragione, un ragionamento, un motivo ed un gusto nel pensarlo, mangiarlo, vederlo preparare ordinatamente, col tempo che serve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230; <strong>e poi arriva lui, assiduo frequentatore<\/strong> (ma sempre meno di me) della baguetteria: si sente elegante e crede che radersi a fondo ogni giorno voglia dire essere ordinati.<br \/>\nLui no sa che si lascia degli orribili peli sotto l&#8217;orecchio e la pelle irritata; lui pensa solo che farlo ogni giorno significhi avere una buona rasatura.<br \/>\nLui pensa che stretto voglia dire elegante, visto che \u00e8 magro: non capisce che quei completi sono tessuti vecchi e colori tristi, che la cravatta con il nodo cos\u00ec stretto e piccolo \u00e8 brutta e volgare come il nodo grosso che hanno sempre i ragazzi che lavorano (????) alla Tecnocasa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E poi lui non indossa mai la cintura<\/strong>. Cos\u00ec che i pantaloni sono incompleti, cos\u00ec che manca un elemento per bilanciare il colore del vestito con quello delle scarpe.<br \/>\nMa a lui cosa importa?<br \/>\n<strong>Lui ordina il primo panino della lista, lo mangia veloce e si sente organizzato<\/strong>.<br \/>\nPoi arriva l&#8217;estate e lui ordina <strong>salmone e mozzarella<\/strong>, per lo stereotipo che impone un pasto leggero se fa caldo e poi via, rientrare in\u00a0 ufficio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Ed io sto male, mi innervosisco e bestemmio<\/span>; lo odio e divoro il mio panino che meriterebbe invece ben altra attenzione. Divoro immaginando di pestarlo di botte, di vomitargli in faccia l&#8217;odio per la fretta ed i pasti frugali consumati davanti allo specchio di una tavola calda, sistemando una brutta cravatta che si staglia sul colore di un vestito attempato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Un po&#8217; di limone&#8221;?<\/strong> gli chiedono preparando il panino&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;di di no o ti uccido, di di no, ti prego&#8221;,<\/strong> penso io..sarebbe troppo, il limone \u00e8 odioso, non va mai da nessuna parte, sta male con tutto, la gente lo usa solo perch\u00e9 si sente dire che smorza certi sapori: ed io mi chiedo che cazzo di senso abbia prendere un sapore e poi usarne un altro per smorzarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; un po&#8217; come il fatto che il nuoto \u00e8 uno sport completo, che la colazione \u00e8 il pasto pi\u00f9 importante della giornata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec anche oggi ho finito per dover andare via, <strong>per evitare di pestarlo<\/strong> mentre ordinava salmone ed era l\u00ec con la sua rasatura che crede perfetta, seduto mentre gli altri, senza cibo, occupavano il posto generando quel paradosso per cui chi ha il cibo sta in piedi e chi \u00e8 senza sta seduto: incivilt\u00e0 assolute.<br \/>\nCerte volte essere italiani \u00e8 difficile e ci si sogna in latitudini differenti, non dico migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due passi, prima di rientrare in stanza, pensando alla vespa, un viaggio lontano, una moto nuova, i libri pronti per essere letti, le pagine che ho scritto, quelle che non ho il coraggio di raccogliere o di scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una nostalgia che atterrisce pi\u00f9 del caldo<\/strong> che c&#8217;\u00e8 o che verr\u00e0, un male di stare, come un ballo di S. Vito.<br \/>\nTiro avanti a Campari ghiacciati, in barba al tg ed i suoi consigli del cazzo. Qualche concerto il cui biglietto \u00e8 gi\u00e0 sul mio comodino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cammino sul marciapiede assolato, puntinato qua e l\u00e0 da <strong>gocce grasse<\/strong> che cadono lente e svogliate.<br \/>\nIncrocio turisti con una cartina in mano e precipito in depressione senza un vero motivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venerd\u00ec vado ad Oporto:<\/strong> spero che l\u00ec non usino il limone sul pesce per smorzarne il sapore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una goccia grassa e lenta, una goccia di un serie pronta a cadere senza un chiaro ritmo, scandisce un tempo invivibile. I condizionatori piagnucolano umidit\u00e0 lungo la strada che dall&#8217;ufficio porta alla mia fermata del metr\u00f2 oppure alla baguetteria. 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