{"id":773,"date":"2012-09-04T20:34:06","date_gmt":"2012-09-04T18:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/09\/04\/la-storia-della-nostra-india\/"},"modified":"2014-02-11T12:55:30","modified_gmt":"2014-02-11T10:55:30","slug":"la-storia-della-nostra-india","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/09\/04\/la-storia-della-nostra-india\/","title":{"rendered":"La storia della nostra India"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120905-000704.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone \" alt=\"20120905-000704.jpg\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120905-000704.jpg\" width=\"368\" height=\"275\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paesaggio cambia ancora.<br \/>\nLasciando <strong>Jodhpur<\/strong> troviamo nuovamente verde intenso ed il <strong>deserto del Thar<\/strong> \u00e8 alle nostre spalle.<br \/>\nIl nostro programma prevede una sosta al <strong>tempio della motocicletta<\/strong>, una sosta in un grande tempio giainista e l&#8217;arrivo ad <strong>Udaipur<\/strong>, ultima delle citt\u00e0 dello stato del <strong>Rajasthan<\/strong> dove rimarremo due giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche oggi abbiamo trovato<strong> strade malmesse<\/strong> e voler raggiungere il tempio gianista ci costa buche e buche, tratti di terra pi\u00f9 o meno battuta.<br \/>\nPiove, il monsone fa capolino all&#8217;orizzonte e s<strong>i annusa la pioggia che arriva<\/strong>. Colonne d&#8217;acqua scura scendono dal cielo, laggi\u00f9; penso alla moto, alle stesse sensazioni annusate dalle prese d&#8217;aria del casco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Buchiamo lenti il muro d&#8217;acqua<\/strong> <strong>temendo per le buche ora nascoste dal fango<\/strong> e dall&#8217;acqua marrone: quanto saranno profonde?<br \/>\nPotremmo percorrere la nuova strada che scorre al fianco della attuale e che non \u00e8 che ad inizio lavori, sarebbe meglio, ma c&#8217;\u00e8 da salire un gradino di terra troppo alto per la nostra macchina.<br \/>\nCos\u00ec andiamo lenti, incrociando <strong>donne con cesti di erba sulla testa, donne che trasportano verdure<\/strong>, piccole cittadelle che non sono altro che <strong>avamposti<\/strong> delle societ\u00e0 che dicono di lavorare alla costruzione della strade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa strano come nel niente e nella estrema semplicit\u00e0 dei lavori manuali di costruzione spicchino muri dipinti con <strong>loghi di grosse case di lubrificanti o compagnie telefoniche<\/strong>: evidentemente qualcuno ha creduto nelle possibilit\u00e0 di crescita di questo paese.<br \/>\nCos\u00ec capita di vedere il rosso di Vodafone su un muro scalcinato, al fianco di mucche e maialini che rovistano nello scolo della fognatura improvvisata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove \u00e8 finito il <strong>colonialismo<\/strong> ? Dove sono gli effetti di quegli anni inglesi? Viaggiando pare che gli inglesi abbiamo lasciato solo la guida a sinistra, la lingua, l&#8217;uso di impeccabili uniformi scolastiche e nient&#8217;altro, sopratutto a livello di educazione civile, di costruzione delle infrastrutture, dei semplici modi di fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso \u00e8 pi\u00f9 chiaro, <strong>adesso l&#8217;India ha un sapore, una ragione ed un colore differente<\/strong>. Adesso che ci siamo dentro da qualche giorno qualcosa prende forma, dentro di noi.<br \/>\nDal suo anno zero ad oggi il paese ha attraversato, prima della colonizzazione, invasioni e guerre sante che hanno distrutto modi, vite, templi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli unni prima, i <strong>turchi, i musulmani, gli arabi,<\/strong> per una guerra santa o per fame di territori si sono spinti fin qui cancellando la prima India.<br \/>\nGli stessi <strong>Rajput<\/strong>, dinastia Indiana, sono giunti qui in Rajasthan dal <strong>Punjab<\/strong> per sfuggire alla furia degli invasori arabi.<br \/>\nGiunti qui in Rajasthan, pur<strong> appartenendo a caste induiste di rango inferiore<\/strong>,<strong> con la forza, hanno cambiato il loro status divenendo sedicenti illuminati<\/strong>, figli del sole: una giustificazione mistica per il salto di casta.<br \/>\nRinnegando la loro realt\u00e0 genealogica e proclamandosi della casta guerriera, seconda solo ai sacerdoti ( Bramini), <strong>riuscirono ad imporsi<\/strong> ed a creare una suddivisone del territorio in aree che divennero via via fortificate: le stesse aree di cui vi ho scritto in questi giorni, le aree dove sorgono i meravigliosi forti oggi visitabili e dove, negli anni, si sono succeduti i vari <strong>Maharaja<\/strong>, <strong>a volte in guerra fra loro<\/strong>.<br \/>\nTalmente in guerra, anche se per piccole contese, da non accorgersi della pericolosit\u00e0 dell&#8217;invasione araba: inevitabili le sconfitte e la miscela di usi e costumi di cui, ancora oggi, sono riconoscibili i segni e le architetture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong>inglesi<\/strong> arrivarono anni dopo, dopo il dominio <strong>Mogul<\/strong> di cui per\u00f2 non so dirvi altro che non sia quanto ho saputo al tempio Sikh: <strong>terribili torture<\/strong> per costringere induisti e sikh alla <strong>conversione religiosa<\/strong>; torture di cui si trova traccia in dipinti vari.<br \/>\n<strong>Gli inglesi arrivarono dopo le rotte di Vasco da Gama,<\/strong> se non ricordo male le letture nel <strong>1498<\/strong>, <strong>e non si curarono di spodestare i Maharaja ma di lasciarli al potere pur assoggettandoli<\/strong>, appoggiandoli misuratamente per poter portare avanti, nel frattempo i commerci di quella che veniva appunto chiamata la &#8220;<strong>compagnia delle indie&#8221;.<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;indipendenza indiana<\/strong> invece, del tutto merito <strong>della grande anima ( Mahatma) Gandhi<\/strong>, ci sar\u00e0 solo nel vicinissimo, per noi, <strong>1947<\/strong> !<br \/>\nI Maharaja declinarono pian piano trasformandosi da regnanti a ricchi uomini che dovevano pagare tasse e giustificare il possesso di beni di lusso.<br \/>\nAlcuni si lasciarono andare al cambiamento, altri resistettero, con l&#8217;incredibile favore del popolo, per altri anni. Altri ancora presero a viaggiare sperperando denaro mentre, venendo ai giorni nostri, altri sono divenuti manager di musei o di palazzi reali trasformati in hotel dove \u00e8 possibile soggiornare a prezzi per noi accettabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ora tutto ha un filo logico<\/strong>, ricostruito viaggiando, leggendo, guardando quadri, parlando di religioni, con le persone incontrate, nei villaggi, nelle citt\u00e0, nei musei.<br \/>\nA poco sono servite le audioguide o veri e propri libri anche se ammetto che la ricostruzione potr\u00e0 sembrare imprecisa e, lo riconosco, piuttosto grossolana.<br \/>\n<strong>Questa \u00e8 la storia che preferisco, quella raccontata, vissuta guardando<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora l&#8217;India per noi ha un filo logico differente e delle ragioni differenti: forse, nel modo di essere di vivere degli Indiani, c&#8217;\u00e8 un rifiuto per anni di colonialismo, un rifiuto per l&#8217;organizzazione a causa della distruzione patita per centinaia di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forse la vera India\u00a0 \u00e8 quella radicata nelle persone<\/strong>, anche odierne: una nazione naturale, <strong>primordiale<\/strong>, incentrata non su necessit\u00e0 e bisogni ma sulla consapevolezza che quello che la natura offre pu\u00f2 bastare.<br \/>\nEcco perch\u00e9 quella religione, ecco perch\u00e9 idoli e riti cos\u00ec chiari e semplici, <strong>ecco perch\u00e9 vivere in strada, mangiare solo il giusto<\/strong>, solo quello che la terra, non piegata la volere dell&#8217;uomo fosse solo per agricoltura od irrigazione, offre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse l&#8217;avvento del motore, della tecnologia, della plastica, della telefonia e di <strong>tutto quello che non \u00e8 appunto primordiale e naturale \u00e8 ingestibile<\/strong>: ecco le ragioni di tanta sporcizia e disorganizzazione : \u00e8 come se questo paese non ricevesse, rifiutasse quello che non \u00e8 suo, ci\u00f2 che non \u00e8 della sua propria natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;India \u00e8 grande e non \u00e8 esattamente una nazione ma forse un continente<\/strong>: trovare ora le ragioni vere, capire per aver visto \u00e8 ancora difficile.<br \/>\nMa questo fin qui ho visto, questo ho capito, di questo vi ho scritto cercando di spiegare, raccontare, coinvolgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vado a cena, pi\u00f9 tardi o forse domani, volando verso Delhi metter\u00f2 su &#8220;carta&#8221; qualcosa di questi due giorni qui ad Udaipur.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paesaggio cambia ancora. 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