{"id":40,"date":"2012-08-09T15:27:30","date_gmt":"2012-08-09T14:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/quarantaminuti\/?p=40"},"modified":"2012-08-09T16:25:43","modified_gmt":"2012-08-09T15:25:43","slug":"la-metodologia-di-insegnamento-delle-tecniche-sportive","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mynirvana.it\/quarantaminuti\/?p=40","title":{"rendered":"La metodologia di insegnamento delle tecniche sportive"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/quarantaminuti\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/basketball-clip-board-for-coaching.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-55\" title=\"basketball-clipboard-for-coach\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/quarantaminuti\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/basketball-clip-board-for-coaching-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"324\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metodologia \u00e8 una disciplina che studia ed analizza le dinamiche e le strategie di insegnamento e di apprendimento.<br \/>\nNel contesto generale delle discipline sportive l\u2019allenatore pu\u00f2 essere considerato un insegnante in senso lato, ed \u00e8 da considerarsi tale al di l\u00e0 della disciplina sportiva di propria competenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 chiaro per\u00f2 che il suo compito specifico sia comunque correlato all\u2019insegnamento delle tecniche dei movimenti tipici della disciplina sportiva da insegnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un allenatore in grado di applicare le corrette metodologie di insegnamento sar\u00e0 in grado di\u00a0 distinguere le varie condizioni personali dei propri atleti cos\u00ec da poter progettare un lavoro di insieme mirato contemporaneamente al miglioramento del gruppo e del singolo atleta nel caso in cui questo abbia capacit\u00e0 inferiori alla media del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ragionevole credere infatti che solo attraverso un corretto bilanciamento dei carichi di lavoro, e dell\u2019accurata programmazione, l\u2019allenatore possa riuscire a migliorare il livello <strong>generale<\/strong> degli atleti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni singolo, a maggior ragione se giovane oppure alle prime esperienze sportive, dovr\u00e0 essere sufficientemente motivato e costantemente stimolato dall\u2019allenatore. E\u2019 molto importante creare un ambiente ed un clima sportivo favorevole alla gestione del gruppo. Va ad esempio tenuto conto, proprio in quest\u2019ottica, che gli atleti giovani si avvicinano ad uno sport prima di tutto a scopo ludico ed al contempo con l\u2019obiettivo di stare insieme agli amici. E\u2019 molto frequente infatti che un atleta giovane abbandoni una disciplina sportiva a causa dell\u2019ambiente che lo circonda piuttosto che per motivi tecnici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni individuo nasce come fisiologicamente predisposto all\u2019apprendimento anche se <strong>il processo di apprendimento stesso \u00e8 legato a fattori strettamente personali quali motivazioni, contesti sociali e familiari, ed a fattori fisici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il processo di insegnamento occorre tenere presente anche la tipologia di sport, la struttura organizzativa entro cui si \u00e8 incasellati ed i processi energetici che gli atleti sono chiamati ad impiegare: consumi energetici istantanei oppure prolungati nel tempo,\u00a0 sport\u00a0 fatto di scatti o di sforzi di lunga durata e quindi resistenza ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va chiarito infatti che non esiste un solo <strong>metodo<\/strong> di <strong>insegnamento<\/strong> e che questo <strong>varia<\/strong> dipendentemente dalla <strong>situazione in cui si \u00e8 immersi, dal contesto sociale e sportivo a cui ci si riferisce<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allenatore deve saper adattare i propri metodi di insegnamento agli atleti ma anche alle infrastrutture di cui la societ\u00e0 per cui opera pu\u00f2 disporre: \u00e8 inutile ad esempio pianificare una preparazione atletica che prevede l\u2019utilizzo di attrezzi se la palestra in cui si opera non prevede attrezzature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esercizi del piano di allenamento devono essere adeguati anche in funzione del numero di atleti che si stanno allenando in una specifica seduta per evitare eccessive ripetizioni oppure periodi di pausa prolungata per un singolo atleta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo di insegnamento, si \u00e8 detto, \u00e8 strettamente dipendente dalle persone a cui si \u00e8 chiamati ad insegnare: alcuni dei fattori predominanti sono l&#8217; <strong>et\u00e0<\/strong>, le <strong>caratteristiche fisiche<\/strong>, la <strong>motivazione<\/strong> e l&#8217;<strong>estrazione<\/strong> <strong>sociale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriori componenti fondamentali dell&#8217;insegnamento sono la <span style=\"text-decoration: underline;\">conoscenza<\/span>, la <span style=\"text-decoration: underline;\">competenza didattica (come insegnare)<\/span> e la <span style=\"text-decoration: underline;\">giusta comunicazione<\/span> (in stretta relazione con il contesto vissuto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; innegabile come nel metodo di insegnamento siano influenti anche aspetti quali psicologia, sociologia, disciplina biologica e teoria dell&#8217;allenamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; bene che nel corso del proprio lavoro l&#8217;allenatore impari a costruire un <strong>modello di riferimento<\/strong> a cui riferirsi nell\u2019insegnare, un modello da utilizzare per poter correggere gli allievi durante l&#8217;insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Tale modello non dovr\u00e0 per\u00f2 essere troppo rigido<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">ne troppo volatile<\/span> (l\u2019estrema volatilit\u00e0 \u00e8 tipica degli allenatori inesperti che finiscono per rilevare sempre gli stessi errori non evolvendo i loro metodi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>modello<\/strong> di riferimento di un insegnante <strong>dovr\u00e0 essere costruito nel tempo<\/strong> e costituito da componenti vari quali nozioni acquisite, <strong>esperienza<\/strong>, biomeccanica e dalla <strong>capacit\u00e0 di adattare il modello stesso al contesto<\/strong> dove si intende applicarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione ottimale di insegnamento si ottiene stimolando gli allievi al raggiungimento di prestazioni sportive aderenti al modello di riferimento dell\u2019allenatore senza per\u00f2 incorrere nell\u2019errore di stravolgere gli allievi stessi (Condizione di over-coaching) in favore di un modello di riferimento che potrebbe essere inizialmente troppo rigido oppure troppo elevato per il livello generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giusto compromesso \u00e8 identificabile appunto in un modello di discreta flessibilit\u00e0 adattato agli allievi che dovranno, riferendosi a questo, costantemente cercare di migliorare la propria prestazione trovando soddisfazione nell\u2019allenamento.<\/p>\n<p>\u00a0Alcuni dei compiti fondamentali per l&#8217;insegnamento sono:<\/p>\n<ul>\n<li>facilitare l&#8217;apprendimento<\/li>\n<li>assicurare integrit\u00e0 fisica<\/li>\n<li>gestire e controllare i carichi nella preparazione<\/li>\n<li>sviluppare e riequilibrare le caratteristiche motorie (coordinazione motoria)<\/li>\n<li>sviluppare un interesse a lungo termine per lo sport praticato<\/li>\n<li>sviluppare una documentazione del lavoro via via svolto<\/li>\n<li>organizzare l&#8217;attivit\u00e0 in modo efficace ed adeguato ai tempi ed al contesto<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tali compiti debbono essere svolti tenendo sempre presente:<\/p>\n<ul>\n<li>Cosa insegno<\/li>\n<li>a chi lo insegno<\/li>\n<li>\u201cdove insegno\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Le tipologie del movimento: volontario, riflesso ed automatico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;allenatore, pi\u00f9 che a far comprendere il gesto o l&#8217;esercizio oggetto dell&#8217;allenamento, \u00e8 impegnato ad aiutare l&#8217;allievo a realizzare il gesto stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il raggiungimento di questo obiettivo \u00e8 importante la tecnica ma va osservato come nel basket, differentemente da altri sport, <strong>questa rappresenti solo il mezzo con cui arrivare al risultato mentre nei tuffi da trampolino, ad esempio, la tecnica rappresenti il risultato stesso<\/strong>.<\/p>\n<p>Esistono differenti tipi di movimento fisico che occorre conoscere ed analizzare per poter applicare le metodologie di insegnamento pi\u00f9 efficaci :<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>movimento volontario:<\/strong> le caratteristiche sono la <span style=\"text-decoration: underline;\">lentezza<\/span>, il <span style=\"text-decoration: underline;\">grande dispendio energetico<\/span> causato dalla concentrazione necessaria per compierlo e la conseguente <span style=\"text-decoration: underline;\">coscienza<\/span> del movimento stesso.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>movimento riflesso: <\/strong>identificabile dalla velocit\u00e0 di esecuzione, dall&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\">economia energetica dovuta alle sole contrazioni muscolari necessarie (decise dal sistema nervoso centrale) ed appunto\u00a0 dall&#8217;incoscienza del movimento stesso<\/span>. Un esempio classico \u00e8 una scottatura di un arto: la conseguenza \u00e8 un movimento veloce ma incosciente utile a ritrarre l&#8217;arto.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>movimento automatico: <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">simile<\/span> al <span style=\"text-decoration: underline;\">movimento<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">riflesso<\/span> ma si differenzia da questo per la <span style=\"text-decoration: underline;\">coscienza dell&#8217;azione.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;allenatore sta nel cercare di trasformare i movimenti dell&#8217;atleta da volontari ad automatici (ma mai riflessi)<\/strong> proprio per aumentare velocit\u00e0, diminuire la spesa energetica ed avere comunque una piena coscienza del movimento eseguito. Questa evoluzione del movimento si ottiene con l&#8217;<strong>esecuzione delle ripetizioni del movimento<\/strong>\u00a0 durante l&#8217;allenamento, ripetizioni che, ovviamente, dovranno <strong>tendere sempre pi\u00f9 al modello di riferimento scelto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Occorre cercare di rendere automatici non il gesto ma i processi utili alla realizzazione di questo stesso<\/span>: l&#8217;allenamento non insegna il gesto ma la <strong>propriocezione<\/strong> cio\u00e8 la capacit\u00e0 di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. Un progresso sotto questo punto di vista aiuter\u00e0 l&#8217;atleta al raggiungimento di una coscienza del movimento e della propria capacit\u00e0 fino a giungere ad una fluidit\u00e0 di movimento scaturita dal riconoscimento di una situazione e dall&#8217;individuazione del gesto pi\u00f9 adeguato da eseguire.<\/p>\n<p><strong>Le capacit\u00e0\u00a0 motorie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Le capacit\u00e0 motorie<\/strong> sono quei fattori che influiscono sulla prestazione e possono essere migliorati, educati, trasformati e mantenuti attraverso le varie forme di movimento.<\/p>\n<p>Possono essere distinte in due principali tipologie:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capacit\u00e0 coordinative<\/span>: dipendenti dal sistema nervoso centrale ed essenziali per ottenere la prestazione sportiva. Alcuni esempi sono la capacit\u00e0 di accoppiamento e combinazione dei movimenti, la capacit\u00e0 di coordinazione oculo-muscolare e la capacit\u00e0 di orientamento.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capacit\u00e0 condizionali<\/span>: forza, ritmo, resistenza, velocit\u00e0 e flessibilit\u00e0 (mobilit\u00e0 articolare, allungamento muscolare).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, lo sviluppo delle capacit\u00e0 coordinative si realizza entro i 7-13 anni: per questo motivo va considerata quella fascia di et\u00e0 come la migliore per l\u2019apprendimento dei gesti motori sportivi.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; importante notare che il grado di sviluppo delle capacit\u00e0 condiziona l&#8217;acquisizione delle abilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli obiettivi dell&#8217;allenamento \u00e8 appunto quello di metter in crisi il sistema fisico dell&#8217;atleta\u00a0 aggiungendo delle difficolt\u00e0 graduali cos\u00ec che si stimoli lo sviluppo delle capacit\u00e0 condizionali e quelle coordinative (seppure queste siano di base direttamente dipendenti dal sistema nervoso centrale e quindi non stravolgibili ne incrementabili come quelle condizionali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungendo ad esempio difficolt\u00e0 quali l&#8217;esecuzione di un esercizio rimanendo in equilibrio su una gamba od essendo bendato si tender\u00e0 ad esasperare la difficolt\u00e0 incontrata dall&#8217;atleta al punto di riuscire a stimolare le sue capacit\u00e0 di orientamento spazio temporali, di equilibrio e di ambidestrismo (nel caso di uso della sola mano opposta alla dominante).<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Le competenze di un allenatore<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le competenze di un buon allenatore potrebbero essere quindi riassunte come:<\/p>\n<ul>\n<li>Didattiche<\/li>\n<li>Gestionali ed organizzative<\/li>\n<li>Psicologiche\/sociologiche<\/li>\n<\/ul>\n<p>Utilizzando queste competenze l&#8217;allenatore dovr\u00e0 quindi saper :<\/p>\n<ul>\n<li>Motivare<\/li>\n<li>Comunicare<\/li>\n<li>Programmare<\/li>\n<li>Osservare<\/li>\n<li>Valutare<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La prestazione e la sua valutazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Va precisato come l&#8217;osservazione di un atleta non misuri l&#8217;apprendimento ma la sua prestazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;apprendimento<\/strong> <strong>va infatti concepito come un processo proprio della persona, non visibile ne misurabile direttamente con metodo empirico.<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso di una allenamento a lungo termine (es: una stagione sportiva) \u00e8 ragionevole credere che si verificheranno differenti fasi prestazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una fase iniziale la <strong>prestazione mostrata dall&#8217;atleta<\/strong> <strong>crescer\u00e0<\/strong> in maniera decisa e quasi esponenziale in conseguenza della alta concentrazione dell&#8217;atleta nell&#8217;acquisire i nuovi movimenti e nella stimolazione mirata delle capacit\u00e0 motorie coordinative e condizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La successiva fase sar\u00e0 invece caratterizzata da una <strong>stabilit\u00e0 della prestazione<\/strong> e, successivamente, con buona probabilit\u00e0, si arriver\u00e0 ad una\u00a0 fase in cui la<strong> prestazione sar\u00e0<\/strong> <strong>peggiorata<\/strong>: la propriocezione sviluppata e la errata convinzione della definitiva acquisizione del gesto da parte dell&#8217;atleta porta, paradossalmente, ad un peggioramento del gesto stesso eseguito (gesto atletico eseguito con sufficienza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In queste differenti fasi della prestazione \u00e8 invece possibile che l&#8217;atleta stia continuando ad apprendere costantemente o comunque con fasi che si discostano da quelle visibili in allenamento (la prestazione mostrata nella pratica)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prestazione \u00e8 infatti legata ad aspetti interiori come motivazione, difficolt\u00e0 motorie o coordinative che non sposano, da subito, il gesto atletico che in realt\u00e0 \u00e8 stato appreso, compreso dall&#8217;atleta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste la possibilit\u00e0 che un set di movimenti non riescano ad un atleta in determinate occasioni, mentre saltuariamente questi stessi movimenti risultino eseguiti alla perfezione. Generalmente questo accade perch\u00e9 l\u2019atleta \u00e8 in fase di maturazione fisica e\/o tecnica e non perch\u00e9 non ha compreso il gesto da eseguire. Continuare a lavorare significa poter vedere questo movimento eseguito perfettamente in ogni situazione. In altri casi la differenza di risultato potrebbe essere sistematica e costante nel tempo:\u00a0 il problema pu\u00f2 essere quindi di altra <strong>natura (psichica):<\/strong> ad esempio l\u2019atleta durante le fasi agonistiche non riesce ad esprimere tutto il proprio bagaglio tecnico nonostante la fase di apprendimento sia comunque arrivata al limite massimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; da notare come il proseguimento dell&#8217;allenamento potr\u00e0 essere ancora caratterizzato, in riferimento allo stesso gesto atletico preso in esame, da un nuovo miglioramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli aspetti psicologici e motivazionali va posta attenzione al fatto che <strong>non bisogna incorrere nell&#8217;errore di gratificare solo l&#8217;atleta che ha una buona prestazione precoce<\/strong> per evitare di demotivare, seppure indirettamente, gli altri atleti del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; sorprendente infatti osservare come negli sport professionistici di tutto il mondo sia assolutamente rilevante la percentuale degli <span style=\"text-decoration: underline;\">atleti nati nei primi mesi di un determinato anno<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, estremizzando il concetto, \u00e8 ragionevolmente relativo al fatto che, a parit\u00e0 di anno di nascita, i nati nel gennaio raggiungano una prestazione soddisfacente per loro e per il proprio allenatore molto prima dei nati nel dicembre dello stesso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In et\u00e0 adolescenziali infatti una differenza di 6\/10 mesi, rispetto alle capacit\u00e0 coordinative, pu\u00f2 risultare determinante cos\u00ec come lo \u00e8 la capacit\u00e0 condizionale pi\u00f9 evidente: la forza fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; fondamentale anche considerare\u00a0 che <span style=\"text-decoration: underline;\">le capacit\u00e0 propriocettive di un atleta adolescente molto sviluppato fisicamente sono tendenzialmente pi\u00f9 scarse di quelle dei coetanei pi\u00f9 minuti<\/span>: questo, senza dubbio, potrebbe influenzare una valutazione ed una motivazione\/demotivazione dell&#8217;atleta che potrebbe essere portato al disinteresse in uno sport in cui sembra, almeno inizialmente, non riuscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;allenatore dovr\u00e0 quindi costantemente essere impegnato nel progettare un allenamento che deve essere principalmente visto dagli allievi come un divertimento<\/strong>, e questo sar\u00e0 possibile soprattutto se gli esercizi\u00a0 saranno diversificati e particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I programmi di allenamento devono conseguentemente seguire uno schema relativo agli obiettivi che si vogliono ottenere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La correzione<\/strong><\/p>\n<p>Nelle metodologie di insegnamento va tenuto conto anche delle modalit\u00e0 di <strong>correzione: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">questa<strong> <\/strong>va fatta proponendo il modo corretto di svolgere l\u2019esercizio od il movimento ed indicando, spiegando dove e come si commette l\u2019errore, terminando poi la comunicazione con l&#8217; indicare la soluzione da adottare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche <strong>l\u2019uso della voce dell&#8217;allenatore gioca un ruolo importante<\/strong>: \u00e8 importante variare il timbro della voce per\u00a0 enfatizzare alcuni movimenti ritenuti fondamentali, gridare se necessario (mai in maniera diretta verso un singolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00c8 altrettanto importante sottolineare se un atleta, o l\u2019intera squadra ha fatto qualcosa di cui essere soddisfatti. Fare i complimenti perch\u00e9 un atleta ha eseguito un buon movimento \u00e8 importante, cos\u00ec come se la squadra ha fatto qualcosa di importante a livello corale (un buon attacco, una buona difesa a prescindere dal canestro eventualmente subito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00c8 rilevante che l\u2019atleta che effettua un movimento abbia la consapevolezza, nel caso, di aver commesso un errore. Questo\u00a0 fattore \u00e8 utile all\u2019allenatore a correggere l\u2019errore ed aiuta l\u2019atleta a comprendere dove si commette l\u2019errore ed a recepire\u00a0 le correzioni suggerite.<\/p>\n<p>\u00a0Nell&#8217;effettuare una correzione \u00e8 possibile scegliere fra :<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">fermare l\u2019allenamento e fare in modo che tutti, in silenzio, ascoltino l\u2019allenatore<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">far continuare l\u2019esercizio al resto del gruppo, portando con se l\u2019atleta che ha commesso l&#8217;errore per correggere il movimento (soluzione da applicare soprattutto se si ha disposizione un assistente)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Entrambe le soluzioni sono valide ma la scelta dipende dalla situazione, dal tipo di errore e dal livello dell\u2019atleta rispetto al gruppo e dal gruppo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In alcune situazioni un allenatore pu\u00f2 decidere di <em>ascoltare <\/em>il parere degli atleti. Soprattutto nello svolgimento di un determinato gioco, ascoltare il parere di un atleta pu\u00f2 rappresentare il modo di conoscere quanto il gruppo\u00a0 ha assimilato le <em>filosofie <\/em>di gioco dell\u2019allenatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo discorso pu\u00f2 per\u00f2 essere valido solo per atleti e gruppi evoluti e non per atleti principianti o giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In ogni caso deve essere per\u00f2 assolutamente chiaro che la decisione va presa dal solo allenatore<\/strong>, il quale si assume tutte le responsabilit\u00e0 nel rispetto dei ruoli.<\/p>\n<p>L\u2019altra faccia della comunicazione in chiave di correzioni\u00a0 \u00e8 costituita dalle\u00a0 <strong><em>punizioni<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un concetto senza dubbio importante nell&#8217;insegnamento a cui fare ricorso in maniera sporadica e per giustificati motivi: <span style=\"text-decoration: underline;\">evidenziare i comportamenti non corretti ed irrispettosi sia del singolo atleta che del gruppo<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In ogni caso non sar\u00e0 <strong>mai consigliabile ne gridare eccessivamente ne tanto meno umiliare un atleta od un gruppo: <\/strong>non solo non aiuterebbe ma sarebbe controproducente per il clima che si verrebbe a creare e per gli strascichi conseguenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio perch\u00e9 allenatore \u00e8 anche un <em>educatore<\/em>, non pu\u00f2 permettersi di utilizzare in modo errato le punizioni: occorre evitare di utilizzare come punizione esercizi particolari come la corsa, oppure i piegamenti sulle braccia, per evitare di non ottenere scarsa collaborazione o coinvolgimento degli atleti durante le fasi di preparazione atletica vera e propria. Questa potrebbe, conseguentemente, essere vista come una punizione e quindi essere svolta in maniera poco efficace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La comunicazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>La comunicazione \u00e8 una dote innata che pu\u00f2 per\u00f2 essere in qualche modo acquisita. Anche in questo aspetto \u00e8 infatti importante l\u2019esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 diventare buoni comunicatori seguendo le proprie attivit\u00e0 e nel tempo acquisire nuove competenze, osservando il proprio modo di comunicare ed i risultati raggiunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un errore comune \u00e8 quello di ritenere che la comunicazione sia dettata dall\u2019eloquenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\/le persone oggetto della comunicazione effettuano un filtro alla comunicazione stessa: ognuno recepisce alla propria maniera e focalizza l&#8217;attenzione su alcuni aspetti piuttosto che su altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E&#8217; fondamentale nella comunicazione porre attenzione alla posizione di chi sta comunicando, alla sua gestualit\u00e0 ed alla mimica facciale<\/strong>: estremizzando il concetto potremmo dire che un timbro basso di voce, utilizzato durante la dimostrazione di un esercizio eseguito dando le spalle alla squadra,\u00a0 raccolga molti degli elementi negativi della comunicazione sportiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;allenatore dovr\u00e0 mostrarsi sempre disponibile verso i propri atleti non escludendo la possibilit\u00e0 di essersi spiegato male e di rispiegare quanto appena detto senza apparire seccato per il fatto stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 fondamentale ricordare come la comunicazione non verbale trasmetta pi\u00f9 facilmente, a volte, di quella verbale.<\/p>\n<p><strong>Il messaggio deve essere<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>diretto, chiaro e specifico<\/strong>: troppi giri di parole e preamboli faranno perdere efficacia. Usare un linguaggio chiaro ed adatto al contesto ed alle persone (adolescenti, adulti). Caso emblematico il TIME-OUT<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mai contraddittorio rispetto ai messaggi precedenti<\/strong>: questo causerebbe insicurezza negli atleti<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ridondante ma non monotono:<\/strong> ripetere i concetti se necessario ma non annoiare, tediare gli atleti<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Elementi che invece ostacolano la comunicazione<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>far valere eccessivamente il proprio ruolo\\status<\/strong>:\u00a0 \u201c<em>stai zitto!<\/em>\u201d , \u201c<em>\u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 lo dico io<\/em>\u201d, \u201c<em>dai dimmi quello che devi dirmi<\/em>\u201d<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>parlare sopra un atleta \/ assistente<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rimproverare eccessivamente ed insistentemente: <\/strong>ad esempio sempre lo stesso atleta finendo per farlo sentire preso di mira.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo Soldini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La metodologia \u00e8 una disciplina che studia ed analizza le dinamiche e le strategie di insegnamento e di apprendimento. 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