{"id":1606,"date":"2014-01-08T17:33:32","date_gmt":"2014-01-08T15:33:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=1606"},"modified":"2014-01-09T13:41:54","modified_gmt":"2014-01-09T11:41:54","slug":"i-conti-con-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2014\/01\/08\/i-conti-con-il-tempo\/","title":{"rendered":"I conti con il tempo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/campo-lungo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1608\" alt=\"campo lungo\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/campo-lungo.jpg\" width=\"536\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/campo-lungo.jpg 800w, https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/campo-lungo-300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle mie l<strong>ettere a sorpresa<\/strong> hai perso tante volte i minuti rubati al lavoro o quei minuti prima del sonno, sforzandoti di seguire il filo di quel discorso che pareva complicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso abbiamo giorni veloci e confusi da digerire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo da fare i conti con il tempo<\/strong> mentre Roma pare annebbiata, forse per colpa dello smog del traffico oppure di una specie di umidit\u00e0, indizio\u00a0 di un inverno aspettato che non arriva mai davvero . Tutto questo mi fa pensare ad <strong>una canzone interrotta da un&#8217;orribile e stonata pubblicit\u00e0 trasmessa alla radio<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso per\u00f2 <strong>abbiamo tempo per rimandare<\/strong> conversazioni e le telefonate serie: adesso possiamo vederci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adesso si, anche se sembriamo pi\u00f9 estranei<\/strong> <strong>e se perfino un abbraccio potrebbe avere una meccanica complicata ed arrugginita<\/strong>. Non riusciamo ad entrare,insieme, nell&#8217;obbiettivo immaginario che ci inquadra, come fossimo, appunto, soggetti distanti:\u00a0<strong>un campo lungo<\/strong> in cui, e la nebbia non c&#8217;entra niente, siamo indistinguibili pure se vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso che al lavoro ci sentiamo realizzati ma meno tranquilli non sappiamo riconoscere l&#8217;odore che prima significava casa, adesso, <strong>quella fame che s&#8217;accendeva con un bacio<\/strong> sfiorato e che sapeva di bocche mescolate, del sesso animale, non ci appartiene ne frastorna.<strong> Almeno finch\u00e9 non ci assaggeremo ancora, in silenzio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Odier\u00f2 quell&#8217;impaccio, incontrandoti<\/strong>, quel non sapere se perdere o meno l&#8217;equilibrio e sbilanciarmi a stringerti. <strong>Mi far\u00e0 instabile quel dover rimisurare le azioni<\/strong>, ricominciare a provare, quelle orrende domande da fare a se stessi, tornando a casa<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Droga, maledetta. M&#8217;avveleni il sangue e mi lasci all&#8217;ossessione di inseguire una quotidianit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a casa, stanotte, mescolato agli altri senza volto, assonnati, nell&#8217;autobus, ballando la danza delle buche imposta dal pachiderma mezzo vuoto, targato Atac, mi sentir\u00f2 meglio e migliore. Sbaglier\u00f2 ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi perder\u00f2 ascoltando discorsi di <strong>adolescenti filippine<\/strong> e perder\u00f2 parole fra i<strong>l loro dialetto romanesco mescolato alla lingua dei genitori<\/strong>. Guarder\u00f2 i loro zaini sdruciti accarezzando la mia barba pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 bianca. Aprir\u00f2 ancora il libro che ho in tasca, progettando un viaggio oppure\u00a0 memorabili frasi che mai scriver\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In qualche modo saremo insieme<\/strong> e l&#8217;impaccio come la familiarit\u00e0 persa saranno lontani <strong>o forse saranno stati solo immaginati<\/strong> in partenza, perch\u00e9 in fondo niente cambia, e pure questo sa farci male.<br \/>\nNella notte pi\u00f9 lunga sar\u00f2 felice e svanito come il peggiore dei drogati, sapr\u00f2 sentirmi pieno, denso di ragioni ed aspettative. Avr\u00f2 chiarissimo in testa l<strong>a differenza fra aspettativa e speranza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sapr\u00f2 immaginare che riuscirai a tradirle entrambe come solo io credevo di saper fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Struggersi e farsi stringere lo stomaco dal bene<\/strong>, a distanza, ci riuscir\u00e0 come non mai, imprigionati ancora in <strong>un&#8217; inquadratura in bianco e nero che sapremo occupare di sbieco: fotografati in un campo lungo imperfetto. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nelle mie lettere a sorpresa hai perso tante volte i minuti rubati al lavoro o quei minuti prima del sonno, sforzandoti di seguire il filo di quel discorso che pareva complicato. Adesso abbiamo giorni veloci e confusi da digerire. 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