{"id":2146,"date":"2014-08-03T12:00:56","date_gmt":"2014-08-03T10:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=2146"},"modified":"2014-08-01T18:35:07","modified_gmt":"2014-08-01T16:35:07","slug":"bilanci-veloci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2014\/08\/03\/bilanci-veloci\/","title":{"rendered":"Bilanci veloci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2156\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/index.jpg\" alt=\"fast clock\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/index.jpg 225w, https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/index-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/index-144x144.jpg 144w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come quando \u00e8 venerd\u00ec pomeriggio d&#8217;estate e l&#8217;ufficio si \u00e8 svuotato<\/strong>. Cos\u00ec ho fatto una ronda fino gi\u00f9 al distributore del caff\u00e8, mentre Miles Davis suonava tranquillo di l\u00e0 nella mia stanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passando davanti alla stanza di Vale ho sentito l&#8217;odore dei bicchieri che all&#8217;asilo contenevano i pastelli colorati:<\/strong> \u00e8 chiaramente quello stesso e facendo finta di niente, camminando ancora, ho rivisto me stesso fra quei corridoi della scuola. Ho rivisto gli attaccapanni\u00a0 bassi,\u00a0 appesi lungo i corridoi fuori dalle classi; ho rivisto\u00a0 tutte le piccole giacche appese l\u00ec: oggi non funziona pi\u00f9 cos\u00ec e gli attaccapanni sono dentro\u00a0 ogni\u00a0 classe perch\u00e9 il mondo \u00e8 pi\u00f9 brutto e le persone malfidate.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora mi \u00e8 scattata la <strong>Sindrome del bilancio veloce<\/strong> e sono stato invaso dalla voglia di scrivere ed allo stesso tempo dall&#8217;incapacit\u00e0 di farlo: <strong>quello che mi scorre dentro adesso \u00e8 scaturito dal ricordo di quell&#8217;odore dei bicchieri di colori che sceglievamo al mattino, appena arrivati a scuola dopo aver salutato la mamma.<\/strong> Pi\u00f9 o meno tutti bicchieri uguali eppure c&#8217;era una logica rispetto alla verit\u00e0 dei colori, rispetto alla loro lunghezza: &#8220;dai, prendi un bicchiere e comincia a disegnare&#8221;, ma io non sono capace nemmeno ora.<br \/>\nAdesso dentro sento il sapore di un senso spietato di addio che c&#8217;entra poco con quel saluto ma che me ne ricorda certi altri dei quali poi fuggo il ricordo ben chiaro, per difesa. <strong>Ed allora, al massimo, posso difendermi tollerando l&#8217;idea della lontananza che si prova nell&#8217;ultimo giorno di scuola, quando sai che tutto cambier\u00e0 e che lascerai tutti.<\/strong><br \/>\nE&#8217; in quel momento, quando pregusti la lontananza e quel cambiamento, che la sindrome del bilancio veloce ti ammala. Capita anche cambiando lavoro, negli ultimi giorni, fosse pure di un cambio di sede.<br \/>\n<strong>A me capita in genere l&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno, in quel momento in cui ognuno crede di dover far bilanci:<\/strong> in quei momenti si pu\u00f2 sentire chiarissimo che il tempo scorre, corre e che sarebbe necessario sintetizzare tutto in poche parole o magari, se poi esistesse, infilare tutto dentro ad una sola parola, una sola, un aggettivo, o magari un&#8217;espressione capace di riassumere quello che hai dentro, che ti contraddistingue e che non sai ne puoi spiegare.<br \/>\n<strong>Sta tutto l\u00ec, in quel non riuscire a catalizzare, \u00e8 tutta l\u00ec la patologia della sindrome del bilancio veloce.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco mi sembra di vedervi, affetti dalla mia stessa malattia: la gente ride, festeggia, che sia ultimo dell&#8217;anno oppure festa di scuola od un addio al lavoro. Oppure sulla banchina di una stazione o mentre allacciate il casco, pronti per partire: cercare poche e giuste parole.<br \/>\nVoi siete l\u00ec che pensate al tempo che corre ed al voler riassumere, mettere a posto, dire, salutare, dimostrare che avete capito tutto, sentito profondamente, vissuto davvero: <strong>\u00e8 nel cercare le parole,\u00a0 nell&#8217;esercizio di riordinare velocemente le idee che vi perderete, incurabilmente, e che sorridendo, senza spavento, lascerete poi che tutto sia, senza dir nulla, senza riuscire a riassumere.<br \/>\nEd allora sarete guariti, anche se poi ricapiter\u00e0 in futuro: <\/strong>ma la leggerezza di quel lasciar correre tutto senza affanni \u00e8 la guarigione dalla sindrome, perch\u00e9 medicina reale non esiste davvero. Lasciar correre tutto, abbandonando l&#8217;idea delle parole pi\u00f9 giuste e del bilancio veloce.<br \/>\n<strong>La leggerezza per il sentirsi consapevoli di aver fatto bene, senza rimorsi ne rimpianti, di aver preso e lasciato qualcosa, in quel posto, nelle persone.<\/strong> La consapevolezza di non dover dir nulla per cementare meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nEcco, giorni fa, come oggi, ho avuto la sindrome del bilancio veloce. L\u00ec per l\u00ec non ho isolato nessuna consapevolezza e cos\u00ec ho cambiato stanza ed incarico senza dire niente.<br \/>\nLa fortuna mi ha premiato, arrivando dal lato dal quale non l&#8217;avrei mai attesa.<br \/>\n<strong>La signora riccia dell&#8217;impresa pulizie ha riconosciuto le mie cose, riordinate qui alla nuova stanza.<\/strong><br \/>\nI miei fogli appesi sul muro dietro la mia sedia, fra citazioni e frasi tutte mie, le mie cose disposte allineate sulla scrivania.<br \/>\nQuando poi ci siamo rivisti ho ripensato ai nostri discorsi brevi ed ai sorrisi assonnati della mattina, quando l&#8217;ufficio \u00e8 ancora vuoto ed io bevo il primo caff\u00e8 e lei lavora, mentre io sto impacciato in disparte cercando di spostare gli oggetti per lasciarla lavorare meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>&#8220;Sa?!?!?, ho visto la scrivania vuota di l\u00e0 e mi chiedevo dove fosse andato. Poi ho capito subito che si era trasferito qui.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Ho riconosciuto le sue cose da come le ha riordinate&#8230; Sa?!?!? io sono sempre curiosa delle sue frasi appese al muro, le leggo sempre&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E poi \u00e8 arrossita, ed io ero felice e guarito.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come quando \u00e8 venerd\u00ec pomeriggio d&#8217;estate e l&#8217;ufficio si \u00e8 svuotato. Cos\u00ec ho fatto una ronda fino gi\u00f9 al distributore del caff\u00e8, mentre Miles Davis suonava tranquillo di l\u00e0 nella mia stanza. 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