{"id":3323,"date":"2018-11-15T10:35:00","date_gmt":"2018-11-15T09:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/?p=3323"},"modified":"2018-11-15T11:06:09","modified_gmt":"2018-11-15T10:06:09","slug":"alghero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2018\/11\/15\/alghero\/","title":{"rendered":"Alghero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4160.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"321\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vecchia canzone parlava di Alghero, in compagnia di uno straniero.<br \/>\nCredo fosse <strong>Giuni Russo<\/strong>, con il taglio di capelli innovativo, con un concetto di rottura, una voce potente ma femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alghero<\/strong> per me invece lavoro dopo aver tagliato la Sardegna tutta in 24 ore fra Cagliari, Oristano, Sassari e poi finalmente Alghero, al riparo dal ritmo forsennato di lavoro, dai tanti incontri, dalle strette di mano e chiacchiere, dai sorrisi di opportunismo e dalle rassicurazioni che poi si trasformano sempre in qualcosa da fare, per me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alghero ha l\u2019aspetto e l\u2019atmosfera di un posto di frontiera<\/strong>, il sapore di una mistura importante: si parla il catalano, segno che l\u2019influenza spagnola, la catalogna, Barcellona, sono in qualche modo ancora presenti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piccola ed organizzata la citt\u00e0 nasce per un <strong>turismo elitario<\/strong> diventato di massa negli ultimi anni determinando, di fatto, la creazione di attivit\u00e0 commerciali di livello medio basso ed un microcosmo di persone e situazioni alle quali prima i locali non erano abituati. Quello che era parso come un salto di qualit\u00e0, almeno numerico, si \u00e8 trasformato in realt\u00e0 in una sorta di importante boomerang che tornando indietro ha portato con se una bolla immobiliare, centinaia di negozietti delle pulci, esercizi alimentari non ben definiti che servono pizza, kebab e pasta in senso lato ed affaristi cinesi che ostentando coralli dai prezzi inferiori alla plastica.<br \/>\nA cambiare tutto questo, mi dice il collega, \u00e8 bastato un accordo con <strong>Rayan Air<\/strong> che volando appunto su Alghero ha massificato il turismo sbarcando per\u00f2 anche i turisti rappresentati dall\u2019accezione pi\u00f9 negativa del termine attualizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, questa \u00e8 l\u2019Alghero riassunta divorando una crema catalana (appunto) e bevendo un cappuccino.<br \/>\nIeri era tardi quando sono riuscito a prendere sonno : la desolazione del ristorante dello stabilimento dove ho cenato mi ha agitato.<br \/>\nI camerieri erano attenti e qualche cliente c\u2019era pure ma io non sono riuscito a calmarmi nemmeno davanti al quel cumulo di cozze che finalmente alle 22 m\u2019era stato portato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando indietro quelle spiagge deserte, quegli <strong>stabilimenti denudati<\/strong> di ogni suppellettile e quel mare in silenzio m\u2019avevano fatto sentire svuotato, vuoto come le strade dove risuonavano solo le mie scarpe, dove potevo solo immaginarmi l\u2019estate ed il vociare delle persone che invece credo affollino gli stessi posti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, quell\u2019agitazione, quel non rumore, quelle luci sbiadite dall\u2019umidit\u00e0 della notte avevano il loro fascino, simile a quello dell\u2019altra canzone, Il mare d\u2019inverno (Enrico Ruggeri stavolta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stamattina sono uscito da<strong> porta catalana<\/strong> sul porto: nel piccolo arco \u00e8 ricavato uno strumento utile a qualche previsione meteo a mio parere piuttosto approssimativa e, dal lato opposto, una madonnina alla quale raccomandarsi nel caso in cui lo strumento dovesse indicare una brutta giornata.<br \/>\nIl porto non \u00e8 piccolo e stipato di imbarcazioni medio grandi a sostegno del turismo elitario che nel frattempo \u00e8 ancora una volta tornato a dominare (Rayan air non ha pi\u00f9 l\u2019accordo con l\u2019aeroporto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mura giallastre e piccoli merli sembrano cullare l\u2019ansa del porto<\/strong>; piccole scale portano sulle mura stesse sulle quali si scopre una Alghero pi\u00f9 storica e pittoresca: ristrutturate piccole case diventate signorili rifugi per bevitori, piccoli villini vista mare, localini che si atteggiano ad esclusivi dove poter mangiare. Tutto in contrapposizione con la citt\u00e0 anni \u201970 che si distende all\u2019altro capo ed ancora pi\u00f9 differente da quella pi\u00f9 recente dove ho dormito.<br \/>\nMi hanno spiegato che qualche anno fa questi metri di mura erano degradati e le case dal costo simile al regalo, che ristrutturazioni piuttosto recenti ma fedeli alle origini hanno riqualificato il tratto rendendolo di fatto esclusivo e costoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i primi metri e dopo aver assaggiato la vista aperta che si gode sul porto dalla base della statua della Madonna protettrice ho proseguito a passeggiare sulle mura giallastre. <strong>Dietro l\u2019angolo, d\u2019improvviso, il maestrale mi sferzava lasciandomi sulle labbra una salsedine non fastidiosa.<\/strong><br \/>\nUn vento mattutino ed irregolare, a tratti forte, un vento che costringe a strizzare gli occhi guardando avanti.<br \/>\nCatapulte e cannoni schierati sulle mura con tanto di pallottole in pietra: segni di un difesa che un tempo era strenua ma efficacie: sotto soltanto microscopiche calette e qualche colpo sparato malamente, troppo corto, oppure forse depositato li perch\u00e9 anticamente era da l\u00ec che si sparava.<br \/>\n<strong>Un mare pulito, un giorno pieno davanti e nessuno a goderne.<\/strong>Il collega parlava ma io non lo capivo: io ficcavo gli occhi all\u2019orizzonte; puntavo lo sguardo ora verso Barcellona, ora verso Marsiglia, pensavo al coraggio di quegli anni, pensavo a che effetto potesse fare quel tratto di mare ora piuttosto calmo se affrontato di notte, con carte approssimative, col solo motore umano di qualche remo, armati di santa pazienza e niente di pi\u00f9.<br \/>\nCosa spingeva l\u2019uomo ad andare, a conquistare sfidando mare, maltempo, culture differenti? Quali potessero essere le emozioni di chi andava lasciando che il mare aperto gli divorasse lo sguardo?<br \/>\nEra questo che abbassava il mio livello di attenzione, il volume della voce del mio collega appassionato della citt\u00e0, della sua storia, profondo conoscitore degli equilibri politici e sociali di un piccolo ed importante centro.<br \/>\n<strong> Ma io guardavo il mare, sfidavo il vento e nel bavero giocavo ad organizzare una difesa contro le navi che arrivavano scure dall\u2019orizzonte, pensavo ad un viaggio, ad andare per mare alla ricerca di qualche spezia, molto pi\u00f9 lontano che a Barcellona.<\/strong><br \/>\nI miei uomini mi avrebbero seguito, avrebbero avuto fiducia in me, nella mia rotta? Quando lasceremo il mare, pensavo, la gente festosa attorno ci saluter\u00e0: dalle casette basse sventoleranno fazzoletti, ci augureranno di andare e tornare. Con la barba ben rifilata rimarr\u00f2 serio prendendo il mare, girandomi e salutando tutti con un rapido gesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Facciamo colazione allora?<\/em> Ah gi\u00e0, la storia \u00e8 tutta un\u2019altra, qui ci tocca andare in ufficio e non c\u2019\u00e8 n\u00e9 mare increspato n\u00e9 uomini da tenere a bada e convincere a veleggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qua la questione \u00e8 molto pi\u00f9 semplice. Io passavo lenta la lingua sulle labbra raccogliendo il sale donato dal Maestrale del mattino.<br \/>\nChe ci credano o no prender\u00f2 il mare, andr\u00f2 lontano, non staro qui a pensare solo a giorno per giorno, ad un lavoro ordinario, ad una esistenza riduttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4161.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4155-e1542274910522.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-3329\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4155-e1542274910522-225x300.jpg\" alt=\"alghero, madonnina del porto\" width=\"368\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4155-e1542274910522-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4155-e1542274910522-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4162-e1542274945616.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-3328\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4162-e1542274945616-225x300.jpg\" alt=\"Alghero, le case sopra le mura del porto\" width=\"314\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4162-e1542274945616-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/img_4162-e1542274945616-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vecchia canzone parlava di Alghero, in compagnia di uno straniero. 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