{"id":803,"date":"2012-09-07T10:41:36","date_gmt":"2012-09-07T08:41:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/09\/07\/la-maturazione-di-un-viaggio\/"},"modified":"2013-07-24T13:41:36","modified_gmt":"2013-07-24T11:41:36","slug":"la-maturazione-di-un-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/index.php\/2012\/09\/07\/la-maturazione-di-un-viaggio\/","title":{"rendered":"La maturazione di un viaggio: verso il Taji Mahal"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone\" title=\"IMG_20120906_090007.jpg\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/www.mynirvana.it\/ilcircodelleparole\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/wpid-IMG_20120906_090007.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell&#8217;ipnosi del rumore ritmato e nel movimento del ventilatore non trovo la via del sonno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domattina partiremo per Agra ( la mattina del 6) diretti al maestoso <strong>Taji Mahal<\/strong>.<br \/>\n<strong>Sento che dentro qualcosa \u00e8 cominciato<\/strong>, sento l&#8217;urgenza di scrivere e metabolizzare sento che il viaggio \u00e8 maturato ed ha lasciato fermentare, come in ogni altro viaggio in grado di segnarmi, la voglia di rientrare in casa.<br \/>\nNo, non per la ricerca di routine ma per la necessit\u00e0 di digerire quanto visto e vissuto. Mi accade in ogni viaggio, <strong>stavolta forse un prima del solito<\/strong> visto che 2 settimane sono una misura che credevo piccina per assaggiare il sub continente indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elemento che si \u00e8 cementato per ultimo \u00e8 una <strong>sorta di delusione per le persone <\/strong>che immaginavo pi\u00f9 spirituali e meno corrotte nei modi. Il loro essere pressanti, il loro chiedere soldi e mendicare in maniera molesta non ricalca in pieno quanto le caste, la religione, la maledetta immaginazione e la conseguente mia aspettativa mi aveva suggerito.<br \/>\n<strong>Moltissimi<\/strong>, ma \u00e8 ovvio non tutti, sono amichevoli e <strong>cortesi per lavoro<\/strong>. Posso tollerarlo ma non posso stimolare comportamenti del genere ne fare mie queste meschinit\u00e0.<br \/>\nSiamo rimasti <strong>delusi anche di Amrik<\/strong>, il nostro autista: in maniera decisa e molto maleducata si \u00e8 lamentato della mancia che gli abbiamo lasciato alla fine degli 8 giorni assieme.<br \/>\nGli abbiamo lasciato 600 rupie, <strong>il 20% del suo stipendio<\/strong> mensile ma evidentemente, sbagliando, si aspettava di pi\u00f9 e non sa di certo che il tour era costoso fra hotel ed auto affittata: 800 euro. Se guadagna poco \u00e8 sfruttato dal suo capo e non da noi. Ad ogni modo l&#8217;ho regolato con simili modi:<strong> ho notato che imponendosi e mostrandosi decisi si incute una sorta di orribile terrore che smorza ogni polemica,<\/strong> ogni offerta, ogni tentativo di assalto: temo sia il retaggio del colonialismo peggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevamo avuto altre esperienze simili con uscieri, piccole guide, gente in strada, persone conosciute attraverso i racconti di persone fidate. <strong>Nessuno stupore ma l&#8217;amarezza per i modi<\/strong> e per la conferma che\u00a0 gli indiani sono in generale parecchio differenti dall&#8217;immaginario collettivo; almeno quelli di questo quarto di India vissuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci alziamo alle 4<strong> avvelenati dalla solita eccitazione<\/strong> e raggiungiamo <strong>la stazione che a quell&#8217;ora non dorme ma brulica,<\/strong> paradossalmente, del silenzio e del sonno appena iniziato di mendicanti, storpi e degli stracci che li avvolgono dormienti : <strong>vivono lenti, poggiati ai muri l\u00ec sotto i portici.<\/strong><br \/>\n<strong>Mucche accovacciate fra le persone che respirano lente<\/strong>, fra la polvere secca della strada, <strong>ai margini di una vita pi\u00f9 generale, una vita<\/strong> <strong>che scorre ignorante e selvaggia nel suo tentativo sballato di evoluzione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo prenotato una carrozza di <strong>prima classe<\/strong> visto che il prezzo \u00e8 di circa 20 euro totali : i sedili sono <strong>incerati di sporco<\/strong> ma il servizio \u00e8 pi\u00f9 che buono con aria condizionata e servizio di pasto che tutto sommato, a parte il solito latte, \u00e8 consumabile e conforta del risveglio duro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il treno taglia <strong>slum<\/strong> fatti di baracche ed una triste povert\u00e0, taglia<strong> vite sbagliate e dimenticate<\/strong> <strong>che non entreranno mai in statistiche ma solo in pochissimi libri<\/strong>. Sul binario che scorre al fianco del nostro una folta <strong>schiera di persone defeca lungo i binari<\/strong>. Vedo la loro schiena, il loro sedere scuro: una funzione vitale e collettiva eseguita cos\u00ec presto, in maniera cos\u00ec inconcepibilmente, per noi, organizzata, collettiva e pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Accovacciati con le ginocchia all&#8217;altezza del viso<\/strong> <strong>e con le braccia che ciondolano lungo le gambe,<\/strong> nella stessa posizione in cui vivono aspettando non so cosa, ogni giorno, lungo le strade, davanti a negozi scalcinati e chiusi, a palazzine pi\u00f9 o meno nuove, invecchiate velocemente per l&#8217;umidit\u00e0 dei tropici.<br \/>\n<strong>Non ho ancora capito l&#8217;occupazione di molti e credo che vivere, semplicemente vivere, basti a spiegare le loro giornate<\/strong> <strong>fatte di quelli che per noi ad occidente sono orribili ed insostenibili stenti<\/strong>; stenti culminati nel mangiare scarti di cibo altrui e nel rovistare nelle immondizie generali, nelle incustodite pieghe di una citt\u00e0 fatta di baracche, tende, stracci, canali improvvisati e <strong>lentissimi, macilenti, animali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho <strong>camminato<\/strong> per le citt\u00e0, mi sono avventurato, ho chiesto e parlato, sono rimasto deluso, eccitato, speranzoso, ho avuto l&#8217;idea di nuovi viaggi: <strong>mi sono sentito una farfalla perch\u00e9 le farfalle sentono il gusto con i piedi<\/strong>: <strong>camminare offre chiarissimi l&#8217;idea e l&#8217;odore dell&#8217;India.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho aperto il giornale ora: al dil\u00e0 delle notizie maggiori della povera, sottile carta, ho letto pagine intere di <strong>ricerca persone<\/strong>, annunci di cerimonie funebri di persone morte ieri, giovani, giovanissime. <strong>In India credo che il 70% della popolazione sia sotto i 25 anni<\/strong>&#8230;la loro aspettativa di vita \u00e8 terribile come terribile \u00e8 l&#8217;idea che le statistiche sono bugiarde perch\u00e9 vuote, che un censimento reale ed effettivo sia impraticabile: quei bimbi nudi, lucidi di sporco che vedo ogni giorno negli slum oppure ai semafori, in che numero rientrano ?<br \/>\nNel giornale ci sono <strong>foto di cadaveri e richieste di riconoscerli<\/strong>, ci sono notizie di criminalit\u00e0 violenta che delude e stupisce: come si pu\u00f2 avere il &#8220;tempo&#8221; per questo, in questa situazione ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sapr\u00f2 so cosa raccontarvi del <strong>Taji Mahal<\/strong> : \u00e8 nel niente, sotto il sole, di una trascurabilissima citt\u00e0, Agra, e sono certo che ne abbiate in testa chiarissima l&#8217;immagine vista la fama e la bellezza del monumento.<br \/>\nMi curer\u00f2 solo di ricordare che <strong>\u00e8 pagano e che rappresenta il dolore per la morte di una delle mogli del principe<\/strong> (tralasciamo i nomi) o forse, vediamola diversamente, <strong>testimonia l&#8217;amore per lei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il <strong>viaggio di ritorno<\/strong> abbiamo una prenotazione in <strong>seconda classe<\/strong>,<strong> il che ci aiuter\u00e0 a completare l&#8217;esperienza treno<\/strong> che, come in ogni viaggio, penso sia lo specchio di una nazione ed un metodo per capirla piuttosto bene.<br \/>\nCi sono <strong>carrozze riservate alle donne<\/strong> e parecchie classi di viaggio fra le quali la <strong>sleeper class<\/strong>: <strong>una sorta di vagone letto dove i passeggeri mangiano,dormono, defecano, urinano e riescono a scendere e salire dal treno praticamente al volo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molte stazioni il treno pare solo rallentare ed \u00e8 infinitamente pi\u00f9 lungo della <strong>banchina su cui, sempre, ci sono centinaia di topi.<\/strong><br \/>\n<strong>La gente sale e scende avvolta in stracci<\/strong>, trasportando stracci o secchi con cibo da consumare o vendere.<br \/>\nLa <strong>seconda classe<\/strong> \u00e8 ben distante dalla prima, non tanto per il prezzo quanto per assenza di servizio e per essere uno stretto corridoio lungo il quale sono ricavate cabine da 4 posti: lettini trasformabili in sedili.<br \/>\n<strong>Le lenzuola erano bianche<\/strong> in origine ma ora sono <strong>marroni e striate di sporco<\/strong>, i cuscini sono sgonfi e rosicchiati negli angoli, i <strong>muri unti di umidit\u00e0 di un sistema di aria condizionata<\/strong> che funziona gettando una sorta di alito puzzolente ma freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riusciamo a stare vicini nonostante la prenotazione dica il contrario; lungo il corridoio vediamo piedi, ancora sederi, <strong>gente che mastica tabacco per non soffrire la fame, gente che sputa<\/strong> dai finestrini, alcuni che comperano cibo dai venditori improvvisati: questi vestono una uniforme blu divenuta nera e burrosa di sporco; forse sono dipendenti delle ferrovie indiane, forse l&#8217;ennesima setta nata od inventata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio scorre lento e rivediamo le foto come stessimo guardando dentro ad un caleidoscopio; oltre un migliaio di ricordi che ne sottintendono altrettanti se non almeno il doppio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il treno \u00e8 in ritardo ed \u00e8, come crediamo sempre, la misura, il banco di prova, di un viaggio, di un popolo.<br \/>\n<strong>Il treno \u00e8 anche momenti per pensare e cercare di incasellare<\/strong>. Qualche videogame con il cellulare per sprecare un tempo denso e lento: l&#8217;arrivo a Delhi sar\u00e0 caotico fra offerte e storpi mendicanti, poliomielitici e deformi <strong>fenomeni di un baraccone fin troppo naturale<\/strong> per riuscire ad impietosire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forse ci stiamo abituando<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio ora abbiamo lo stesso occhio che abbiamo per la Thailandia o per la Malesia: una sorta di capacit\u00e0 di guardare, capire, discernere.<br \/>\n<strong>Un occhio clinico, in parte cinico<\/strong>, in grado anche di tutelare e scegliere chi aiutare, dove vedere senza guardare, non per voler rifiutare l&#8217;idea quanto per rimandare, per agire seguendo un ipotetico modo migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il viaggio va esaurendosi<\/strong>: ci rimane qualche ora da sparpagliare in due giorni a Delhi, fra la nuova e la vecchia citt\u00e0.<br \/>\nPoi viaggeremo nel tempo, per il gioco dei fusi orari, tornando verso Roma, naufragando verso casa, rigurgitando esperienze non del tutto digerite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A presto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo<\/p>\n<p>P.s. Per ogni prenotazione in India, che sia di voli o treni \u00e8 indispensabile andare su <strong>www.makemytrip.com<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ipnosi del rumore ritmato e nel movimento del ventilatore non trovo la via del sonno. Domattina partiremo per Agra ( la mattina del 6) diretti al maestoso Taji Mahal. 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