Come diventare tiratori credibili?

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Teodosic shot

Forse nella tanta filosofia propinata dai santoni della pallacanestro viene sottovalutato qualcosa di piuttosto lampante e sul quale a mio parere, per moltissime ragioni,almeno ai livelli dei campionati regionali, si investe molto poco: il tiro.

Con un ottimo tiro fra le proprie abilità serve davvero tanto altro?
L’unico a fare discorsi su questa impostazione, per quanto ho potuto ascoltare in prima persona, è stato Matteo Boniciolli; durante un clinic organizzato dalla Fip, qui a Roma, parlo di “tiratori credibili”: è inutile predicare geometrie irraggiungibili, filosofie di collaborazione, lavorare di fino su ogni movimento se non si cura davvero il tiro. Un tiratore credibile tiene sotto scacco la difesa, costringe ad accoppiamenti difensivi scelti a tavolino, impone scelte tattiche che potrebbero quindi costringere una squadra a difendere come non vorrebbe o come non è abituata. Un tiratore davvero credibile ottiene vantaggi da una finta di tiro, uno poco credibile, è evidente, no. Marchereste chi sapete tirare “mattoni” ?
Un tiratore credibile, è ovvio, segna molti punti.

Bologna - 19/02/2015 - primo allenamento al PalaDozza per Matteo Boniciolli nuovo allenatore della Fortitudo Eternedile Bologna (Photo by Roberto Serra / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

Bologna – 19/02/2015 – primo allenamento al PalaDozza per Matteo Boniciolli nuovo allenatore della Fortitudo Eternedile Bologna (Photo by Roberto Serra / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

Traduco e riassumo a beneficio di tutti quanto scrive Coach Mac (basketballforcoaches.com) aggiungendo qualche considerazione personale :

  • il tiro è l’abilità più importante: siamo onesti, ammettiamolo.
  • tiratori non si nasce. Si diventa. Cosa differenzia me, voi dai leggendari tiratori? Le ore di lavoro, è scientificamente provato. Anni di lavoro, ora dopo ora: non c’è altra ricetta.
  • servono 1500 tiri a settimana per incrementare sensibilmente le proprie percentuali di tiro, e qui sta il problema: 1500 tiri significano tempo, quanto? Tralasciando statistiche numeriche più “precise” potremmo velocemente fare qualche riflessione: ogni allenamento di livello medio giovanile, regionale (perché poi questa è la realtà sulla quale la Fip dovrebbe ragionare e non certo quella elitaria del professionismo) , dura in media 1,5 ore.
    Ogni seduta è composta dalle varie fasi come mamma Fip impone e non tutte queste includono l’uso della palla, non tutte queste prevedono un tiro da scoccare.
    Riflettiamo sul fatto che un giocatore debba riaccordarsi ai compagni prima di ripetere l’esercizio, che un allenamento sia anche fatto di altri movimenti, che ci siano incluse fasi nelle quali un giocatore è impegnato a difendere.
    Detto questo, solo questo e non tanto altro, ci possiamo facilmente accorgere che un giocatore, in ogni allenamento riuscirà a tirare 40 volte, forse 60 nella più rosea previsione.
    Facile intendere come la soglia dei 1500 sia piuttosto irraggiungibile in un contesto come il mio: 3 sedute settimanali di allenamento da 1,5 ore ciascuna spesso degradate a 2 sedute settimanali a causa della partita fissata in uno dei giorni di allenamento.
    Ci sono realtà differenti anche a livello giovanile. le squadre élite od eccellenza, ad esempio: un giocatore della società per la quale lavoro attualmente, concesso in prestito, lavora sul campo una media di 5 ore al giorno. Un totale ore giornaliero maggiore di quello che io ho a disposizione settimanalmente: chiaro come in questo contesto i giocatori possano evolvere differentemente.
  • Per quanto detto al punto sopra occorre che un giocatore vada al campo a tirare, da solo, nel tempo extra allenamento. Si. Ed occorre che un giocatore  che non pensi a sabati, domeniche, festività: 1500 tiri a settimana ragionando non solo su quantità ma su qualità: occorre scoccare i tiri pensando ai consigli tecnici dell’allenatore, impostando il corpo, governando il gesto.
    La differenza sta tutta in quel tempo, nel totale dei tiri scoccati ogni settimana: lì sta la differenza fra chi diverrà un tiratore credibile e chi no ed è brutale che tutto sia legato ad un numero, ad un tempo a disposizione. Solo leggendo questi numeri si capisce come il 90% non riuscirà ad essere ricordato per la propria abilità nel tiro.
    Ho personalmente visto ragazzi lavorare sui campi di Croazia, Slovenia e Serbia: ho visto giovani tirare fino a sera o sotto la pioggia nei campetti all’aperto.
  • Molti giocatori non tengono memoria dei loro tiri. Occorre tenere traccia di percentuali realizzative al fine di capire meglio come lavorare per migliorare e, non ultimo, per avere sotto gli occhi un pronto riscontro in senso positivo, un riscontro che possa mentalmente spingerli a fare meglio.
  • Fondamentale: avere un piano, sapere su cosa lavorare. non è pensabile di migliorare qualcosa senza misurarlo e senza avere un piano da rispettare (Aspetti tecnici sui quali lavorare progressivamente).

I 5 passi per migliorare il tiro:

  1. valutate la tecnica di tiro facendo tirare i giocatori…senza canestro! Esatto! Laciandoli tirare, ripetere quel gesto mentre gli girate attorno correggendo la posizione iniziale, il gesto, l’equilibrio, vi aiuterà a raggiungere un modello tecnico di riferimento senza che la percentuale realizzativa sia ancora entrata in gioco. Un giocatore con una brutta tecnica di tiro tenderà ad imparare più lentamente la tecnica corretta se dovrà essere concentrato contemporaneamente su piedi, gambe, busto, braccia, mani e canestro da realizzare. Lavoriamo prima sul corpo, sul gesto e poi “sulla mira”.  Coppie di giocatori che ripetono il gesto di tiro, da fermi e l’allenatore che gira loro attorno correggendo i dettagli. Il canestro è altrove, lo stress mentale di segnare o meno va lasciato da parte. Un giocatore con una brutta tecnica di tiro, dovendo modificarla del tutto, sarà meno confidente che mai e vedendo che non sta realizzando canestri avrà sfiducia in se ed in quanto gli state dicendo !
  2. Aumentare il numero di tiri che ogni giocatore esegue durante un allenamento. Come? Banalmente prevedere più esercizi che includono un tiro: si potrebbero progettare esercizi che inizia no con un tiro ma che, in realtà , riguardano contropiede oppure la difesa: avremo recuperato un tiro per ogni ripetizione dell’esercizio seppure questo era stato concepito per la difesa. Prevedere intermezzi di allenamento costituiti da serie di tiri liberi da tirare appunto sotto stress fisico.
  3. Prevedere sessioni extra di allenamento dedicate al tiro: i giocatori digeriscono volentieri questo extra lavoro piuttosto che sedute extra dedicate a difesa o atletica
  4. Progettare allenamenti individuali: includete pochi giocatori così che le ripetizioni salgano sensibilmente di numero. Istruiti 4 o 5 giocatori sulla tecnica da eseguire questi potranno continuare ad esercitarsi da soli nel tempo extra allenamento seppur non con la stessa attenzione. Nel frattempo voi potrete lavorare con altri giocatori.
  5. Con regolarità rivedere gli allenamenti individuali progettati in precedenza, incoraggiare i giocatori e monitorare i progressi.

 

 

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