Apr 02
MassimoDeliri notturni, Infinito apollo 13, artemis 2, coratella, infinito, luna, pasqua, tramezzini, volare, volere volare

Un equipaggio è diretto verso la luna, sarà l’equipaggio più lontano dalla terra, battendo Apollo13. Non è previsto allunaggio, l’equipaggio include il primo uomo di colore.
Sogno, sempre e comunque pur consapevole non ci andrò mai e spero lo facciano le mie figlie.
Parliamo del programma Artemis 2, circa 10 giorni di viaggio attorno alla luna, “ecco tutto“. Sul sito NASA ci sono tante informazioni e materiale, foto per potersi distrarre dal mondo reale.
Ci rifletto davanti alla mia seconda colazione per una fame da stress, strabuzzando gli occhi: ma un tramezzino prosciutto e formaggio, può costare 3,50 €
Pasqua si avvicina fra chi proteggi gli agnelli e chi invece li griglia: il mondo dopo tutto è sempre diviso a metà. Devo cucinare la coratella, mantengo le tradizioni familiari: avete capito da che parte sto.
Capite a che livello totalmente inferiore, più basso sono? Questo mi fa sentire da un lato semplice, orgoglioso del fatto, dall’altro mi fa sentire uno zero, inferiore.
Volere volare, che poi era il titolo di vecchio film che non mi era nemmeno mai piaciuto ma che rivedrei: mi fa paura, ma non il film, volare , l’altezza. Invecchiando sono peggiorato ma volare a bordo di un velivolo allora si mi va bene. E’ la funivia che mi da noia adesso come adesso: vorrei essere in Austria e forse ci torneremo ancora con l’idea che si, è un paese che pare proprio migliore, come tanti ormai.
Domani sono in ferie; non so più se voglio dormire, se ci riesco o meno, se riposo davvero: ho ascoltato un articolo trovato su L’internazionale che parla dell’effetto placebo legato alla percezione del nostro sonno, della sua qualità- In pratica si che conta quanto dormiamo, ma conta anche come ci convinciamo di aver dormito ed influisce sul benessere realmente percepito. L’ho ascoltato in podcast perché se mi fermo a leggere, spesso mi addormento, tanto per rimanere in tema.
Lug 03
MassimoDeliri notturni dispacci, guerra del vietnam, inspirare, michael herr, saigon, vietnam

Inspirare
C’era una carta del Vietnam sul muro del mio appartamento di Saigon e certe notti che tornavo tardi in città mi buttavo sul letto e stavo a guardarla, così stanco da non riuscire a far niente di più che togliermi gli stivali. Quella carta era una meraviglia, specialmente adesso che non corrispondeva più alla realtà.
Intanto, era molto vecchia. L’aveva lasciata lì anni prima un altro inquilino, probabilmente un francese, dato che era stata fatta a Parigi. Anni e anni di caldo umido a Saigon avevano deformato la carta nella cornice, e avevano lasciato una patina sui paesi che raffigurava. Il Vietnam era suddiviso negli antichi territori di Tonchino, Annan e Cocincina, e a ovest, oltre il Laos e la Cambogia, stava il Siam, un regno. È vecchia, dicevo a chi veniva a trovarmi, è una carta molto, molto vecchia.
Se la terra morta potesse ritornare e perseguitarci come fanno i defunti, avrebbero potuto scrivere ATTUALE sulla mia carta e bruciare quelle che si usavano nel 64, ma, state tranquilli, non sarebbe successo niente del genere. Continua a leggere….
Giu 19
MassimoDeliri notturni
Ho letto molto, scritto altro, lavorato, perso un campionato di basket per soli 2 punti, sudato fatica vera su appunti che non so mai se prenderanno vita.
Insomma rieccomi se qualcuno si fosse mai chiesto che fine avessi fatto e dai contatori visite vedo che si, qualcuno ogni tanto vien qui, legge oppure accede alla home e poi va via: sogno sia perché con tristezza lo faccia dopo aver verificato che non c’è niente di nuovo, che lo faccia con frustrazione perché, invece, avrebbe voluto leggere qualcosa. Oppure oh, ci sta pure che entri ed esca pensando: no, no nera qui che sarei voluto essere.
Tipo adesso ci sono 5 visitatori on line: chi siano, da dove leggano non è importante: è la sensazione di aver seminato qualcosa che mi riempie.
Fa caldo, rimando tutto, figuriamoci la scrittura. Ho ancora serate giù al campo da basket, le bambine che escono presto da scuola, il pranzo da preparare, il jazz da ascoltare. In tutto questo sono costretto al lavoro.
Non aggiungerò né foto né tag perché appunto rimando tutto, perché fa caldo, perché m’è rimasto pesante il pranzo indiano.
Giu 30
MassimoDeliri notturni amarcord, massimo soldini, svuotati

Ci sono sensazioni ed oggetti nei quali ci si può rifugiare, pensandoci, specie in certe sere, tipo ieri.
Ci sono serate in cui sentirsi svuotati e delusi sembra un irrinunciabile dovere e così anche le sensazioni sul fondo dell’ amarcord vanno sparendo, e lo fanno a braccetto con la convinzione di averle davvero capite, assorbite oppure addirittura vissute. Continua a leggere….
Gen 04
MassimoDeliri notturni angkhor wat, ashram, ayuttaya, buddha, giainismo, india, new delhi, nuova delhi, posta dei piccioni, sud est asiatico, thailandia

Rifugiamoci in India, in certi ashram, discutiamo di religione con la gente che incontreremo al tempio, facciamoci spiegare come funziona la posta dei piccioni di New Delhi , impelaghiamoci in complesse discussioni al tempo Giainista in quei giorni quando non vorrebbero che tu entrassi con me per via del ciclo mestruale.
Prendiamoci tempo per parlare con i monaci seduti fuori dalle mura della vecchia capitale Thailandese di Ayuttaya, rifiatiamo mangiando un panino sotto l’albero che integra da chissà quanti anni la testa di pietra di un Buddha.
Avrai gli occhi grandi quando allontanandoti dalle strutture in pietra del tempio nella natura di Angkor Wat in Cambogia scoprirai essere invece un Buddha sdraiato, dormiente, molto simile a quello del palazzo reale di Bangkok sotto i cui piedi riderai forte come una bambina, senza motivo.
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