Ago 05
MassimoPapà - Il mio progetto più grande e folle, Racconti camel, giornali pornografici, la noia, massimo soldini, papa, Tom Sawyer

Tutte le volte che aspetto in piscina che le bambine finiscano la lezione di nuoto mi ritrovo con lo sguardo nel vuoto, stanco e mi torna in mente mio padre infreddolito che mi aspetta con tutto il peso sugli avambracci poggiati sulla transenna fuori dal campo di basket: io lo vedevo correndo per il campo e mi sentivo in colpa.
E’ una noia inspiegabile, un senso di nulla e vuoto che fa bene, fa riflettere, fa sentire un fischio nelle orecchie per tanto silenzio.
Con la mente torno ai pomeriggi senza niente da fare, quando tornato da scuola mi prendevo qualche minuto di nulla sdraiato sul letto a casa di nonna, dopo pranzo: sul soffitto c’erano dei segni di umidità: non potevo fare a mano di notare che sembravano dei personaggi dalle gambe lunghe, persone che calciavano con inaudita forza palloni oppure che volavano fra le stelle. E non cambiavano mai, eppure erano lì chissà da quanto, chissà come, marroncini stagliati sul soffitto bianco. Ed io a fantasticare su quella assurda partita di pallone.
Poi era la volta di guardare il grande prato fuori dalla finestra: mi ricordo di quella volta che il fiume era in grossa piena, così grossa che riempì un fosso che era stato lì, verde d’erba, inspiegabile depressione, per anni. Quell’anno dalla finestre scrutavano la piena ormai giunta vicino alla strada e mi gustati la fretta e la percettibile eccitazioni di quel tipo che si fece il bagno non curante di quello che poteva poi starci in quel fosso, dell’acqua orrenda e marrone. Semplicemente si spogliò velocemente e si tuffò con noi alla finestra, incuriositi che continuavamo a dire: ma che fa, si spoglia? si fa il bagno?
Già, i pomeriggi passato andando al prato, allontanarsi, arrivare fino al fiume, fra le canne, la paura di non ritrovare la strada, arrivare fino il furgone abbandonato, quello con i giornali porno dentro, la prima Camel fumata, quella tosse fortissima.
Io mi annoiavo sdraiato sul letto, con il braccio dietro la nuca, come Tom Sawyer nella sigla del cartone animato.
La noia.
Ci ho ripensato guidando verso casa: Bea ed i silenzi in auto , Matilde intanto canta.
L’odore delle scuole è tutto uguale, dalla mia alla loro, attraverso anni che non importano.
Giu 10
MassimoDeliri notturni, Musica, libri, foto, film a Repubblica di Kalakuta, afro beat, afrobeat, afrojazz, fela kuti, kalakuta, massimo soldini, Onyeabor, zombie

Foto da Wikipedia
Olufela Olusegun Oludotun Ransome-Kuti, Fela Anikulapo Kuti dopo essersi cambiato nome, per noi semplicemente Fela Kut (1938–1997)
Anikulapo ossia colui che è padrone, che dispone della morte; di certo padrone della sua vita, come tutti oggetto della propria morte ma a seguito di una vita di avventure, eccessi, ideologie e musica.
Un rivoluzionario e musicista nigeriano di fama internazionale, considerato il principale artista nigeriano e il padre del genere afrobeat, uno stile che fonde musica tradizionale africana, funk, R&B caratterizzato da ritmi complessi eseguiti con ottoni, chitarre e percussioni. Continua a leggere….
Apr 15
MassimoDeliri notturni, Musica, libri, foto, film 555. tarantino, de niro, elenco telefonico film, jackie brown, massimo soldini, samul l jackson

Jackie Brown – Foto da Amazon prime
Filmone del 1997 di Tarantino: Jackie Brown, da vedere e rivedere anche tenuto conto che ci sono De niro e Samuel. L. Jackson.
Bene, uno dei personaggi chiave è Max Cherry, della Cherry cauzioni, lo capirete proprio vedendo il film.
Dalla telefonata che fa a Jackie, ecco aggiornato il nostro elenco telefonico (precedente versione):
- 9159302 Max Cherry land line
- 3133688 Max Cherry mobile
- 9911075 6872 59* Max Cherry cerca persone
File aggiornato:
555 movie-tv phone number
Apr 02
MassimoDeliri notturni, Infinito apollo 13, artemis 2, coratella, infinito, luna, pasqua, tramezzini, volare, volere volare

Un equipaggio è diretto verso la luna, sarà l’equipaggio più lontano dalla terra, battendo Apollo13. Non è previsto allunaggio, l’equipaggio include il primo uomo di colore.
Sogno, sempre e comunque pur consapevole non ci andrò mai e spero lo facciano le mie figlie.
Parliamo del programma Artemis 2, circa 10 giorni di viaggio attorno alla luna, “ecco tutto“. Sul sito NASA ci sono tante informazioni e materiale, foto per potersi distrarre dal mondo reale.
Ci rifletto davanti alla mia seconda colazione per una fame da stress, strabuzzando gli occhi: ma un tramezzino prosciutto e formaggio, può costare 3,50 €
Pasqua si avvicina fra chi proteggi gli agnelli e chi invece li griglia: il mondo dopo tutto è sempre diviso a metà. Devo cucinare la coratella, mantengo le tradizioni familiari: avete capito da che parte sto.
Capite a che livello totalmente inferiore, più basso sono? Questo mi fa sentire da un lato semplice, orgoglioso del fatto, dall’altro mi fa sentire uno zero, inferiore.
Volere volare, che poi era il titolo di vecchio film che non mi era nemmeno mai piaciuto ma che rivedrei: mi fa paura, ma non il film, volare , l’altezza. Invecchiando sono peggiorato ma volare a bordo di un velivolo allora si mi va bene. E’ la funivia che mi da noia adesso come adesso: vorrei essere in Austria e forse ci torneremo ancora con l’idea che si, è un paese che pare proprio migliore, come tanti ormai.
Domani sono in ferie; non so più se voglio dormire, se ci riesco o meno, se riposo davvero: ho ascoltato un articolo trovato su L’internazionale che parla dell’effetto placebo legato alla percezione del nostro sonno, della sua qualità- In pratica si che conta quanto dormiamo, ma conta anche come ci convinciamo di aver dormito ed influisce sul benessere realmente percepito. L’ho ascoltato in podcast perché se mi fermo a leggere, spesso mi addormento, tanto per rimanere in tema.
Mar 19
MassimoPapà - Il mio progetto più grande e folle farfalle, festa del papà, lavoretti, massimo soldini
“Lavoretti”, ovviamente, oggi più che mai.
meraviglia distillata il disegno di Bea, in cornice del lavoretto stesso, mi ritrae a suo dire con delle mani che sembrano ali di farfalla rimandandomi a quanto scritto in precedenza.
Impietosamente realistico il disegno di Matilde che mi raffigura con ancor meno capelli ed evidentemente più stress ed anni, rimandandomi però all’immagine dolce di mio padre, molto più simile a quel disegno di quanto lo stesso non sia a me, almeno ad oggi.
In entrambi i casi tuffi al cuore, a bomba.

“Lavoretti”, Beatrice e Matilde Soldini
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