Noi siamo…

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… falene impazzite.

Continuiamo a sbattere sullo stesso muro, sforzandoci di andare o almeno di capire la direzione.
Aggrapparsi e poi scivolare, come su un vetro; una finestra per uscire e nessuna forza per romperla.
Scendere, risalire: svolazzare affannati e senza metodo: fino alla fine, fino quasi a morirne

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Soffrire

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Soffro di chiamate perse, di “clienti irraggiungibili”, soffro di sociopatia, bisogno di moto, continua sete di birra

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Cercare

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Imbrigliare, accusare

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Sei lo specchio del modello che la società ci ha costretto ad accettare, quello stesso modello in cui ci è stato detto di credere sia quello per cui siamo progettati.

Il modello cui l’uomo dovrebbe aderire, secondo chi, o cosa, questo no, non ci è dato sapere. Credere ed obbedire freddamente, omologarsi.

Sei imbrigliato nella struttura dei rapporti rassicuranti propri di famiglie che non esistono più, sei la vittima predestinata dell’ineluttabile cambiamento odierno della massa lasciva e cieca, ormai decisa ad abbandonarsi al gusto, alla preferenza vera, non schermata dai doveri imposti dal modello di cui sopra !

Cedi, ora: è inutile resistere.

Lei e le ferie scarburate

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Ho speso una settimana di ferie.
Le ho spese al meglio, scrivendo, vedendo film (con il favoloso picco di 4 in un giorno), godendo dei saldi mentre il resto del mondo, o quasi, lavora, girando ore in libreria, leggendo incipit e finali di libri, immaginando il mio, fantasticando, incrociando lo sguardo degli altri clienti con un fare tipo “ehi, ciao, se qui per un autografo ? Cosa vuoi che scriva?, come è il nome?”.

Ho mangiato alla tavola calda cinese, dormito spesso fino alle 13, gustato Roma fra feste e lavoro, negli orari in cui l’ho sempre vista poco, anzi , quasi mai.
E certe zone sono sul serio diverse.

Per esempio, Trastevere, di giorno, chessò, alle 12.40, esiste comunque !!!

Ho comperato pantaloni e scarpe nuove (Clarks) nella speranza che lei, vedendomi così’ anni 80, si muovesse a compassione e che mi accompagnasse in un sabato mattina fra i vicoli di Roma, nei mercati rionali, al forno del quartiere, per mangiare “pizza e mortadella”.
Ma lei come tutte le più belle è da corteggiare a lungo, lei da e dopo toglie, ti fa innamorare e poi ti lascia solo a rimuginare di notte con i tuoi dubbi sul mondo e sulla gente.

No, lei non è Loretta, stavolta.
Lei è una vespa 50 special, colore ovviamente bianco, trito di ricordi e sensazioni di tanti capelli fa: pomeriggi in piazzetta,le prima guide dei mezzi a marce, i motori da truccare, Roma anni 80 ormai sparita.
Ricordi non troppo sbiaditi di un tempo favoloso che, come tutte le cose più belle, ormai non c’è più.
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