La Repubblica di Kalakuta

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Fela Kuti, foto da wikipedia

Foto da Wikipedia

 

Olufela Olusegun Oludotun Ransome-Kuti,  Fela Anikulapo Kuti dopo essersi cambiato nome, per noi semplicemente Fela Kut (1938–1997)

Anikulapo ossia colui che è padrone, che dispone della morte; di certo padrone della sua vita, come tutti oggetto della propria morte ma a seguito di una vita di avventure, eccessi, ideologie e musica.

Un rivoluzionario e musicista nigeriano di fama internazionale, considerato il principale artista nigeriano e il padre del genere afrobeat, uno stile che fonde musica tradizionale africana, funk, R&B caratterizzato da ritmi complessi eseguiti con ottoni, chitarre e percussioni.

Da giovane si trasferì a Londra nel 1958 per studiare medicina, ma si diplomò infine al Trinity College of Music; Nel 1969 viaggiò negli Stati Uniti, dove fu di certo influenzato da mabienti, musiche, idee e viaggi: tornato in Nigeria, fondò la band Africa 70 e creò la Repubblica di Kalakuta, una comune che fungeva da studio di registrazione e rifugio, dichiaratasi indipendente dal governo nigeriano.
Un gesto di suo epico, di contrasto e protesta:la sua musica, cantata in inglese per essere accessibile a tutto il continente, conteneva forti messaggi politici contro le dittature militari nigeriane. Per questo subì costanti persecuzioni: nel 1977, dopo la prima incursione del ’74, a seguito del successo della canzone Zombie nella quale denunciava appunto una polizia manipolata, senza idee né volontà, mille soldati invasero la Repubblica di Kalakuta, incendiando gli studi e uccidendo sua madre, morta appunto qualche giorno dopo essere stato gettata dalla finestra.

Continuò nonostante questo la sua lotta politica, subendo anche due anni di carcere (1984-1986), ridotti dopo la iniziale condanna, per accuse di contrabbando considerate di natura pretestuosa e politica anche da organizzazioni umanitarie.

Al suo rilascio divorziò dalle sue “ultime” 12 mogli; si 12 delle 27 sposate in un solo colpo nel 1978 nel giorno dell’anniversario della invasione delle Repubblica di Kalakuta.

Fela era un sostenitore del panafricanismo e del socialismo, una mistura di posizioni talvolta criticate come sessiste o egocentriche (vedi il matrimonio) sebbene abbia anche espresso visioni progressiste sui diritti delle donne nel corso della sua vita.

Pare morì a causa di AIDS il 2 agosto 1997 a Lagos.

Al suo funerale partecipò una folla immensa, stimata in circa un milione di persone. Oggi è ricordato non solo come un genio musicale che ha inventato l’afrobeat, ma come una delle figure più influenti e coraggiose della lotta per i diritti umani e contro la corruzione politica in Nigeria.

Possiamo accedere al suo genio su vinile o musica digitale, spotify ad esempio: possiamo sognare, immaginare e sentirci grandi, oppure tanto piccoli perché un coraggio del genere non lo avremo mai.

È notte, le sue note risuonano nella mia stanza vuota in questi giorni di naufragio emotivo causa finale di pallacanestro nuovamente persa, un lavoro che sa di routine. Dovremo parlare di Onyeabor, altro grandissimo nigeriano.

 

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