Qualifiche allenatore, circolare tesseramento CNA Lazio 2016-2017

Pubblico oggi, anche se non più in realtà utile a questa stagione cestistica, la circolare tesseramento dove leggere “chi può allenare cosa”.
Lo faccio oggi per via del fatto che, contrariamente a quanto accadeva in passato, o per meglio dire, ad oggi con maggiore chiarezza, è espresso chi è abilitato ad allenare categorie elite ed eccellenza.
Dalle precedenti circolari infatti sembrava che in Istruttore di base NON potesse allenare queste categorie mentre, nel documento di questa stagione “pare” (dico pare perché elencare i campionati con chiarezza sarebbe stato troppo bello) che POSSA allenare Elite ma non eccellenza

Circolare tesseramento gare 2016.2017

 

Qualifiche allenatore, circolare tesseramento CNA Lazio 2015-2016

A basketball with a whistle and clipboard with an alley-oop play drawn

Aggiornamento di quanto scritto in precedenza qui sul blog.

Riporto quanto l’ultima circolare in materia di tesseramento allenatori riporta.

Quali squadre, dipendentemente dalla propria qualifica, un allenatore può allenare? Continua a leggere

Allievo allenatore ed Istruttore di base: cosa possono allenare?

approvatoQUESTO ARTICOLO E’ STATO AGGIORNATO DALLA CIRCOLARE TESSERAMENTO CNA LAZIO: LEGGI QUI

Qualifica del Corso Istruttore di Base:
Il superamento del corso consente di allenare ed essere iscritti a referto in qualità di capo allenatore per qualsiasi squadra partecipante ad un Campionato Federale Senior di competenza degli organi territoriali e per i campionati giovanili regionali.
Consente,inoltre, di essere iscritti a referto in qualità di 1° assistente nei campionati di DNB, DNC,A2/F e
A3/F.

Qualifica del Corso Allievo allenatore:

Il superamento del corso consente di allenare ed essere iscritti a referto in qualità di capo allenatore per qualsiasi squadra partecipante ad un Campionato a libera iscrizione (Solo 1 divisione stando alle circolari CNA del 2014 per la stagione 2014/2015)

Contropiede

Il contropiede, nella pallacanestro, può essere sintetizzato dalla seguente “formula”, definizione:

conquistare gli spazi vantaggiosi in tempi brevi

Una squadra persegue il gioco in contropiede per differenti ragioni che, schematicamente, potremmo riassumere nei seguenti punti:

  • Per effettuare tiri ad alta percentuale (tiri facili)
  • Per realizzare parziali importanti
  • Per mettere pressione sui tiratori avversari
  • Perché esalta i giocatori ed il pubblico
  • Per far utilizzare i fondamentali ad alta velocità (squadre in età giovanile)
  • Sopperire ai limiti della squadra: ad esempio impostare un gioco in velocità per evitare che la difesa avversaria possa schierarsi ( caso in cui la difesa fosse di una tipologia tale da non essere attaccata con confidenza )
  • Imporre ritmo atletico che alla lunga possa mettere in difficoltà gli avversari.
  • Migliorare la condizione fisica della propria squadra.

Il contropiede si basa, prima di tutto, su un concetto di transizione mentale ossia sul passaggio da una fase difensiva ad una offensiva: questa capacità è allenabile. (diagramma sotto: esempio di esercizio; la linea zig zag è da intendersi scivolamento difensivo non correttamente rappresentato causa software a disposizione)

allenare transizione mentale

 Fasi del contropiede

Le fasi nelle quali è suddiviso il contropiede sono:

Entrare in possesso della palla

  • Apertura
  • Conduzione
  • Sviluppo
  • Conclusione

Per entrare in possesso della palla si possono sfruttare diverse situazioni difensive: pressione difensiva, anticipo passaggi, recupero palle vaganti; rimbalzo difensivo ed apertura; rimessa da canestro subito.

Per quanto riguarda il rimbalzo difensivo occorre focalizzare fondamentali tecnici e tattici:

Fondamentali tecnici:

  • Tagliafuori (negare spazio vantaggioso all’attacco: giro frontale e dorsale, uso forza ed equilibrio)
  • Rimbalzo, presa e protezione della palla. Occorre avere la capacità di atterrare con i piedi rivolti al fronte di attacco. Conquistata la palla, questa va tenuta sotto al mento tenendo i gomiti larghi.
  • Passaggio (due mani sopra testa, una mano laterale, passaggio baseball)

Fondamentali tattici:

  • Guardare
  • Toccare
  • Parlare (comunicare eventuale segnale difensivo)
  • Ascoltare (ascoltare eventuale segnale difensivo)

Rimessa da canestro subito: fondamentali aspetti sono da considerarsi la presa della palla e la velocità di rimessa in campo.

 

Apertura: consente di mangiare tempo e spazio vantaggioso nei confronti della difesa avversaria. Va tenuto in considerazione il punto più conveniente dove ricevere l’apertura: questo risulta essere quello della zona vicino od oltre (direzione centro campo) il prolungamento della linea del tiro libero, tenendo le spalle parallele alla linea laterale in modo tale da poter tenere sotto controllo il passatore che la zona da attaccare.

 

Conduzione: In questa fase il ricevitore dell’apertura deve scegliere se eseguire un palleggio od un passaggio per mantenere il vantaggio acquisito. Rispetto alla zona da attaccare in palleggio è ragionevole credere che la zona centrale del campo sia occupata da giocatori impegnati nel ripiegamento difensivo e che la zona laterale sia invece quella più vatnaggiosa perché immediatamente attaccabile. Nel caso in cui si fosse speso del tempo per eseguire l’apertura e se la difesa fosse parzialmente rientrata, si dovrebbe scegliere per un palleggio che permetta di guadagnare la zona centrale del campo. Le tipologie di palleggio da utilizzare sono: palleggio spinto (mano sinistra o destra), palleggio alternato spinto.

Se si sceglie di avanzare con dei rapidi passaggi (Corti e veloci, diagonali e verticali, MAI orizzontali), si dovranno eseguire passaggi due mani dal petto in considerazione del fatto che questa situazione è praticamente l’unica nella quale è realisticamente realizzabile un passaggio di questo genere. Una alternativa per un lancio efficace è quella dell’uso del passaggio baseball.

Sviluppo: in questa fase è fondamentale operare corrette scelte delle spaziature rispetto allo spazio ed al tempo utili a mantenere il vantaggio acquisito. La decisione di correre larghi oppure stretti dipende dall’azione della difesa in ripiegamento.

 

Conclusione:

  • Prima ondata in soprannumero: spazi ampi e vantaggio numerico (1c0; 2c1; 3c1)
  • Prima ondata pari numero: spazi ampi e spazio vantaggioso da attaccare (1c1;2c2,3c3)

Fondamentali tecnici:

  • Palleggio spinto alternato / non alternato
  • Hockey dribbling, esitazione e cambi mano
  • Passaggio due mani petto, una laterale, una mano, dal palleggio

 

  • Seconda ondata: quarto e quinto giocatore che arrivano come rimorchi (lettura spazi per mantenere il vantaggio)

 

Principi della difesa su contropiede:

  • Transizione mentale
  • Posizionamento: occupare spazi vantaggiosi prima dell’attacco (area dei 3”)
  • Contenimento: rallentare l’avvicinamento della palla negando il più possibile le linee di passaggio.

Collaborazioni difensive sui blocchi

In un sistema difensivo ben organizzato gli aspetti delle collaborazioni difensive rivestono un ruolo fondamentale affinché si riesca a mantenere un atteggiamento attivo impedendo all’attacco di eseguire i movimenti previsti che gli sarebbero vantaggiosi. Questo obiettivo è raggiungibile mantenendo una aggressività tale da negare od ostacolare le linee di passaggio ottimali. Detto obiettivo difensivo è più difficilmente perseguibile nel caso in cui gli attaccanti giochino eseguendo dei blocchi. Continua a leggere

Progressione didattica 1c1 fronte a canestro

1c1 progressione

Una progressione didattica di 5 esercizi: 1 contro 1 fronte a canestro.

Progressione utilizzata per esercitazioni Fip di preparazione al corso Allenatore di Base

 

Progresione 1c1 attacco

Preparazione atletica, processi energetici e contrazioni muscolari

index2

La preparazione Atletica è una materia di complemento dell’insegnamento della tecnica di uno sport.

Nel tempo e con vari studi sono stati sviluppati allenamenti mirati ad ogni singola disciplina sportiva e quindi anche per il gioco della pallacanestro.

Allenarsi quindi. Ma cosa significa?

Per allenamento si intende: l’insieme degli interventi e degli stimoli di tipo fisico e psicologico finalizzati al miglioramento di una prestazione.

L’allenamento è propedeutico all’accrescimento tecnico del singolo atleta. Se l’atleta migliora il proprio fisico potrà maggiormente rispondere all’accrescimento tecnico che gli viene richiesto; basti pensare a quanti movimenti sono preclusi se l’atleta non è fisicamente pronto a dominare il movimento stesso (coordinazione)

 Prima di parlare delle tecniche di allenamento è necessario prendere confidenza con alcune terminologie che saranno utili nel progettare e nel dimostrare un allenamento da mettere in pratica con il proprio gruppo di atleti. Continua a leggere

Simbologie

Ogni piano di allenamento, ogni schema, ogni esercizio può essere graficamente tradotto utilizzando un’appropriata simbologia di uso internazionale.

L’utilizzo della simbologia è essenziale nella preparazione dei piani di allenamento così come nella creazione degli schemi e degli esercizi:

Continua a leggere

Le differenti aree del sapere

L’insegnamento del basket, come ogni altra disciplina, non può prescindere dai concetti base del “sapere”, prima, e del “saper trasferire” poi.
Sommariamente potremmo suddividere la conoscenza e la capacità di trasferirla nell’allievo in 5 aree del sapere:

Saper essere: l’insieme delle norme comportamentali con cui l’allenatore deve dare l’esempio, la deontologia, valori umani e professionali come ad esempio la puntualità, la rettitudine morale ecc.

Sapere: l’insieme delle regole di gioco, la tecnica. Chi insegna qualcosa deve essere preparato (vale per tutte le discipline).

Saper fare: Il solo sapere non è sufficiente, bisogna anche saper fare che si traduce nella capacità di effettuare una corretta progettazione didattica ma, anche, di saper effettuare un esercizio (dimostrazione).Più in generale, l’allenatore deve sapere quali obiettivi si propone, in quanto tempo e con quali mezzi.
Questi tre elementi costituiscono la base per una buona didattica.

Saper far fare in campo:  Ai concetti visti si affianca quello di saper far fare in campo, l’allenatore deve programmare il proprio lavoro e poi deve essere in grado di metterlo in pratica attraverso adeguate modalità didattiche.

In ultimo deve verificare gli esercizi effettuati dai propri allievi, verificarne i movimenti che si prefigge di insegnare e far eseguire.

Saper comunicare: l’ ultimo concetto è saper comunicare, ricordarsi che l’allenatore allena uomini, persone con le quali si deve relazionare e con i quali deve parlare adeguatamente.

Deve essere in grado di instaurare un rapporto proficuo per far rendere il massimo dai propri giocatori, saper parlare, ma saper anche ascoltare e non solo relativamente a questione tecniche.

 L’organizzazione in campo: tutti gli allenamenti devono essere preparati con cura a partire dai concetti esposti precedentemente.  La preparazione deve prevedere anche la suddivisione del lavoro sul campo. I giochi e gli esercizi possono essere previsti per file (giocatori uno dietro l’altro) per righe (uno di fianco all’altro); in coppia, in singolo, a gruppi; su tutto il campo, a metà campo (di attacco o di difesa, o trasversale), su un quarto, su una porzione.
L’allenatore sceglierà di volta in volta quale disposizione attuare affinché l’esercizio possa essere effettuato negli spazi più consoni.

Un giocatore si deve saper muovere e deve saper giocare nello spazio e nel tempo; deve sapersi muovere mentre accade qualcos’altro di fondamentale nell’azione di gioco: un esempio è il corretto timing di attuazione di uno schema, l’uscire da un blocco e ricevere la palla con i piedi girati durante la ricezione della palla: piedi pronti e diretti a canestro.

Il giocatore deve sapersi muovere sul campo mantenendo la corretta spaziatura con i propri compagni di squadra, essere autonomo nel gioco ed avere iniziativa seppure è importante essere collaborativo con i compagni ed equilibrato sotto il profilo mentale, tattico e fisico: concetto di pallacanestro integrata.

Il passaggio dal minibasket al basket

Il momento di passaggio fra minibasket e basket rappresenta probabilmente uno dei momenti chiave nell’evoluzione di un atleta ed è infatti nel corso di questa transizione che viene rilevato il maggior numero di abbandoni spontanei.

E’ ragionevole credere che nella grossa percentuale di  abbandoni sia compreso un considerevole numero di potenziali atleti di rilievo che non verranno purtroppo mai scoperti e che questa problematica rappresenti probabilmente la prima causa della bassa percentuale di talenti espressi.

  Continua a leggere