Qualifiche allenatore, circolare tesseramento CNA Lazio 2015-2016

A basketball with a whistle and clipboard with an alley-oop play drawn

Aggiornamento di quanto scritto in precedenza qui sul blog.

Riporto quanto l’ultima circolare in materia di tesseramento allenatori riporta.

Quali squadre, dipendentemente dalla propria qualifica, un allenatore può allenare? Continua a leggere

Allievo allenatore ed Istruttore di base: cosa possono allenare?

approvatoQUESTO ARTICOLO E’ STATO AGGIORNATO DALLA CIRCOLARE TESSERAMENTO CNA LAZIO: LEGGI QUI

Qualifica del Corso Istruttore di Base:
Il superamento del corso consente di allenare ed essere iscritti a referto in qualità di capo allenatore per qualsiasi squadra partecipante ad un Campionato Federale Senior di competenza degli organi territoriali e per i campionati giovanili regionali.
Consente,inoltre, di essere iscritti a referto in qualità di 1° assistente nei campionati di DNB, DNC,A2/F e
A3/F.

Qualifica del Corso Allievo allenatore:

Il superamento del corso consente di allenare ed essere iscritti a referto in qualità di capo allenatore per qualsiasi squadra partecipante ad un Campionato a libera iscrizione (Solo 1 divisione stando alle circolari CNA del 2014 per la stagione 2014/2015)

Progressione didattica 1c1 fronte a canestro

1c1 progressione

Una progressione didattica di 5 esercizi: 1 contro 1 fronte a canestro.

Progressione utilizzata per esercitazioni Fip di preparazione al corso Allenatore di Base

 

Progresione 1c1 attacco

Preparazione atletica, processi energetici e contrazioni muscolari

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La preparazione Atletica è una materia di complemento dell’insegnamento della tecnica di uno sport.

Nel tempo e con vari studi sono stati sviluppati allenamenti mirati ad ogni singola disciplina sportiva e quindi anche per il gioco della pallacanestro.

Allenarsi quindi. Ma cosa significa?

Per allenamento si intende: l’insieme degli interventi e degli stimoli di tipo fisico e psicologico finalizzati al miglioramento di una prestazione.

L’allenamento è propedeutico all’accrescimento tecnico del singolo atleta. Se l’atleta migliora il proprio fisico potrà maggiormente rispondere all’accrescimento tecnico che gli viene richiesto; basti pensare a quanti movimenti sono preclusi se l’atleta non è fisicamente pronto a dominare il movimento stesso (coordinazione)

 Prima di parlare delle tecniche di allenamento è necessario prendere confidenza con alcune terminologie che saranno utili nel progettare e nel dimostrare un allenamento da mettere in pratica con il proprio gruppo di atleti. Continua a leggere

Simbologie

Ogni piano di allenamento, ogni schema, ogni esercizio può essere graficamente tradotto utilizzando un’appropriata simbologia di uso internazionale.

L’utilizzo della simbologia è essenziale nella preparazione dei piani di allenamento così come nella creazione degli schemi e degli esercizi:

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Le differenti aree del sapere

L’insegnamento del basket, come ogni altra disciplina, non può prescindere dai concetti base del “sapere”, prima, e del “saper trasferire” poi.
Sommariamente potremmo suddividere la conoscenza e la capacità di trasferirla nell’allievo in 5 aree del sapere:

Saper essere: l’insieme delle norme comportamentali con cui l’allenatore deve dare l’esempio, la deontologia, valori umani e professionali come ad esempio la puntualità, la rettitudine morale ecc.

Sapere: l’insieme delle regole di gioco, la tecnica. Chi insegna qualcosa deve essere preparato (vale per tutte le discipline).

Saper fare: Il solo sapere non è sufficiente, bisogna anche saper fare che si traduce nella capacità di effettuare una corretta progettazione didattica ma, anche, di saper effettuare un esercizio (dimostrazione).Più in generale, l’allenatore deve sapere quali obiettivi si propone, in quanto tempo e con quali mezzi.
Questi tre elementi costituiscono la base per una buona didattica.

Saper far fare in campo:  Ai concetti visti si affianca quello di saper far fare in campo, l’allenatore deve programmare il proprio lavoro e poi deve essere in grado di metterlo in pratica attraverso adeguate modalità didattiche.

In ultimo deve verificare gli esercizi effettuati dai propri allievi, verificarne i movimenti che si prefigge di insegnare e far eseguire.

Saper comunicare: l’ ultimo concetto è saper comunicare, ricordarsi che l’allenatore allena uomini, persone con le quali si deve relazionare e con i quali deve parlare adeguatamente.

Deve essere in grado di instaurare un rapporto proficuo per far rendere il massimo dai propri giocatori, saper parlare, ma saper anche ascoltare e non solo relativamente a questione tecniche.

 L’organizzazione in campo: tutti gli allenamenti devono essere preparati con cura a partire dai concetti esposti precedentemente.  La preparazione deve prevedere anche la suddivisione del lavoro sul campo. I giochi e gli esercizi possono essere previsti per file (giocatori uno dietro l’altro) per righe (uno di fianco all’altro); in coppia, in singolo, a gruppi; su tutto il campo, a metà campo (di attacco o di difesa, o trasversale), su un quarto, su una porzione.
L’allenatore sceglierà di volta in volta quale disposizione attuare affinché l’esercizio possa essere effettuato negli spazi più consoni.

Un giocatore si deve saper muovere e deve saper giocare nello spazio e nel tempo; deve sapersi muovere mentre accade qualcos’altro di fondamentale nell’azione di gioco: un esempio è il corretto timing di attuazione di uno schema, l’uscire da un blocco e ricevere la palla con i piedi girati durante la ricezione della palla: piedi pronti e diretti a canestro.

Il giocatore deve sapersi muovere sul campo mantenendo la corretta spaziatura con i propri compagni di squadra, essere autonomo nel gioco ed avere iniziativa seppure è importante essere collaborativo con i compagni ed equilibrato sotto il profilo mentale, tattico e fisico: concetto di pallacanestro integrata.

Il passaggio dal minibasket al basket

Il momento di passaggio fra minibasket e basket rappresenta probabilmente uno dei momenti chiave nell’evoluzione di un atleta ed è infatti nel corso di questa transizione che viene rilevato il maggior numero di abbandoni spontanei.

E’ ragionevole credere che nella grossa percentuale di  abbandoni sia compreso un considerevole numero di potenziali atleti di rilievo che non verranno purtroppo mai scoperti e che questa problematica rappresenti probabilmente la prima causa della bassa percentuale di talenti espressi.

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La metodologia di insegnamento delle tecniche sportive

La metodologia è una disciplina che studia ed analizza le dinamiche e le strategie di insegnamento e di apprendimento.
Nel contesto generale delle discipline sportive l’allenatore può essere considerato un insegnante in senso lato, ed è da considerarsi tale al di là della disciplina sportiva di propria competenza.

E’ chiaro però che il suo compito specifico sia comunque correlato all’insegnamento delle tecniche dei movimenti tipici della disciplina sportiva da insegnare.

Un allenatore in grado di applicare le corrette metodologie di insegnamento sarà in grado di  distinguere le varie condizioni personali dei propri atleti così da poter progettare un lavoro di insieme mirato contemporaneamente al miglioramento del gruppo e del singolo atleta nel caso in cui questo abbia capacità inferiori alla media del gruppo.

E’ ragionevole credere infatti che solo attraverso un corretto bilanciamento dei carichi di lavoro, e dell’accurata programmazione, l’allenatore possa riuscire a migliorare il livello generale degli atleti.

Ogni singolo, a maggior ragione se giovane oppure alle prime esperienze sportive, dovrà essere sufficientemente motivato e costantemente stimolato dall’allenatore. E’ molto importante creare un ambiente ed un clima sportivo favorevole alla gestione del gruppo. Va ad esempio tenuto conto, proprio in quest’ottica, che gli atleti giovani si avvicinano ad uno sport prima di tutto a scopo ludico ed al contempo con l’obiettivo di stare insieme agli amici. E’ molto frequente infatti che un atleta giovane abbandoni una disciplina sportiva a causa dell’ambiente che lo circonda piuttosto che per motivi tecnici.

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