Noi non viaggiamo perchè…

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“Noi non viaggiamo per fuggire la vita ma viaggiamo perchè la vita non fugga da noi”

Era impossibile non fare propria una frase così, vista scritta su un muro al nostro arrivo qui a Delhi.
Il tour nel sud si è concluso a Cochin, città piuttosto grande e piena di turisti nonostante non abbia molto da vedere: effetto del suo essere strategica come punto di partenza ed arrivo, anche in virtù del grande aeroporto.

Sulla costa oceanica, primo attracco dei colonialisti portoghesi e successivamente degli olandesi: tutto prima che gli inglesi dessero il via alla compagnie delle indie ed alla vera, robusta e violenta colonizzazione.
Poco più a sud, a Calicut, arrivò nel 1498, Vasco Da Gama che poi morì a Cochin dove rimase sepolto nella chiesa di San Francesco prima di essere riportato in Portogallo.

Oltre a questa chiesa c’ è da vedere il palazzo olandese ricco di mappe e vecchi progetti colonialistici e mercantili e la zona dei pescatori dove campeggiamo le reti da pesca cinesi ormai più coreografiche che redditizzie.
Questa è la città dove vive Simpson, il mostro autista: orgogliosamente sfila un paio di volte sulla via di casa sua e gode del pomeriggio libero per passare tempo con moglie e figlie prima del nostro saluto e della partenza, fra qualche settimana per un nuovo tour.

Poco da dire quindi a parte della scoperta di uno degli snack più buoni dopo la samosa che qui, finalmente si trova nelle friggitorie a bordo strada.
Spesso, in serata, le friggitorie, preparano radici di tapioca tagliate a rondelle che vengono fritte in olio e sale: sapore simile alle patate ma consistenza più legnosa, costo tipo 30 centesimi di euro per ingrassare a colpi di olio esausto che lascia un sapore misto fra cocco e burro: tapioca chips promosse !!

Delhi è invece una città dalla doppa faccia visto che alterna zone poverissime ed accalcate a zone di ambasciate e ricchissimi centri commerciali dove i commessi trascorrono le giornate con le mani in mano: causa dei pochi clienti in grado di fare acquisti. Diciamo che sono posti per indiani ricchi ed occidentali in visita o trasferiti qui.

Siamo ospiti di Alessia che come lo scorso anno si è resa più che disponibile lasciandoci anche auto ed autista a disposizione. Non basterà mai un semplice grazie .
Così in questi giorni, mentre il viaggio matura e va verso la sua fine naturale, possiamo alternare un po di riposo e quotidianità a visite piuttosto comode nonostante alcuni posti siano fin troppo caotici.

Credo che la misura giusta per visitare questa città, complice traffico e caldo, siano 4 o forse 5 giorni che noi abbiamo deviso in due anni visto che eravamo qui anche l’estate scorsa.

Dire che il Gandhi Smriti ed l‘Indira Gandhi Smriti sono imperdibili.
Entrambi i posti sono commemorazioni fedelissime della vita e della morte dei due dei personaggi più importanti per la storia indiana.
Abiti, oggetti e purtroppo i luoghi dove entrambi sono stati uccisi.
Conservati gli abiti indossati il giorno della morte, raccolte fotografiche e ritagli di giornali.
Preciso che Indira pur avendo lo stesso cognome non era imparentata con il Mahatma e che le due storie sono affascinanti ma molto diverse ( google potrà facilmente aiutarvi e non è il caso si riepilogare troppo brutalmente qui).
Entrambe le vite sono state terminate da estremismi religiosi ed il fatto è identificativo di una nazione divisa, anche oggi, ed incentrata su tradizioni e religioni che governano più della politica.

Imperdibile anche old delhi, dedalo di vicoli e strade così piene di traffico da non poter essere ne guidate ne camminate: carretti, biciclette, grosse auto, camion, animali, persone che dormono sullo spartitraffico ed altre che attraversano ovunque. Il tutto condito in salsa di clacson ! Per la cronaca, la via famigerata è Chandni Chowk lungo la quale si potrebbe visitare il tempio giainista e l’annessa clinica per gli uccelli.

Nello stesso quartiere vanno visitati anche la grossa moschea ed il red fort dal lato opposto: fortissime influenze arabe, retaggio del dominio Moghul.

Bello ma dispendioso in termini di tempo il complesso del Purana quila, tema connesso a quanto detto poco sopra.
Decisamente meglio spendere tempo, e meglio al tramonto per la luce e per minore ressa, il complesso di Humayun tumb : arenaria rossa e marmo bianco circondata da giardini , una sorta di prova generale del Tahi Mahal che sarebbe stato poi costruito negli anni a seguire.

Superando invece le misure restrittive dell’accesso al Akshardham Temple, centro culturale indiano più che vero tempio, si possono spendere circa 2 ore girovagando nella struttura: inutile riflettere su cosa può entrare o no nel tempio.
Nulla è la risposta: penne, gomme, sigarette, cibo, cinture in pelle, telefoni ecc ecc.
Occorre andare vestiti in modo decente: il che significa maglietta a maniche corte tollerate ma pantaloni o gonne rigorosamente sotto al ginocchio.
Evitate come la peste gli show ed il giro in barca: tutto costoso e piuttosto noioso visto che il pacchetto totale dura praticamente, senza esagerazioni, una giornata intera.
Forse sarebbe il caso di vedere, alle 7 di sera, la fontana musicale. Magari il prossimo anno….

Come è possibile che esistano gli slum dove si nasce, vive e muore in strada, al fianco di grossi palazzi, centri commerciali?
Come può essere che ci siamo viali zeppi di ambasciste e mucche che attraversano la strada?
Perchè vi scrivo da una casa meravigliosa, grande ed occidentale ma uscendo a fumare debbo guardarmi dai grossi pipistrelli che volano dall’albero di fronte?
Perchè i giornalisti della cnn che abitano qui di fianco ogni mattina architettano un set con luci e quanto altro necessario a mascherare il fatto che lanciano i servizi girati, da sotto casa?
Perchè la gente dorme sotto i cavalcavia, i bambini chiedono elemosina ai semafori e la gente dorme sdraiata sui marciapiedi?

Ristoranti extralusso e templi hindu, perchè?
Una statua di Ganesh mi osserva dal mobile davanti alla scrivania ed ha una faccia che contiene le risposte a questa ed altre domande: vedere per capire e credere.
Questa è India e mai farai foto per riuscire a spiegare ne video per trasferire rumori e colori.

Se queste pagine di blog, a volte credo lunghe ed un po’ noiose, vi hanno in qualche maniera tenuto compagnia, fosse anche per cortesia od affetto, per la preoccupazione o per un sentimento vicino ad una forma di curiosa pena, se avete avuto una latente ansia nel saperci quì, alla perenne ricerca di movimento, spostamento ed una forma di conoscenza empirica, allora si, siete pronti per le vostre domande, per i vostri occhi sgranati.

E vi invito a provare, a venire qui giù (poi se servisse una guida…)

Indira ghandi e mahatma Gandhi durante il digiuno

omicidio indira gandhi

scritte sul muro india: will be deflated

india,cochin, famiglia in moto

akshardham  temple delhi

india, bici caffè e thé

radici di tapioca

radici di tapioca, tapioca chips

spezie indiane

india,kerala,cochin: reti cinesi dei pescatori

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