Mimosa sensitiva

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Così io mi ricordo quel caldo secco del giorno ormai già andato e noi stanchi e soddisfatti, caduti in un sonno scomodo ma irrinunciabile,  mi ricordo l’arrivo del freddo della sera in arrivo, quella chiara dispersione della terra che si riposa, raffreddandosi di colpo, come spegnendosi al tramonto.
Mi ricordo il fragore delle ruote del piccolo bus attrezzato che insisteva sulla ghiaia delle strade approssimative che si aprivano il largo, nere e sassose, fra la terra rossa del centro Australia. Sentivo tutto tenendo gli occhi chiusi, allontanando pensieri e dolori.

Avevo serrato i denti traballando sul piccolo sedile, li avevo serrati poco  prima di cadere fra la stanchezza e la soddisfazione del percorso della mattina, prima di isolarmi dalle chiacchiere sconquassate e multilingua degli altri passeggeri. Sentivo la bocca secca e la mascella stanca, l’odore della polvere sulle mie labbra e guardavo le tue, chiuse e leggere: una forma morbida, mai arrabbiata come invece è spesso ingiustificatamente la mia. Mi era capitato di mormorare nel sonno gli stessi percorsi, quelle stesse orrende parole crude e secche come sono certi rami di quegli alberi patiti che vivono lungo la strada. Continua a leggere….

Slovenia, il necessario

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Ovvero, Da Roma, o Pontecorvo che cambia poco nei fatti, alla Slovenia (poco dopo il confine), con 2 bimbe “ammaestrate a dormire tutta la notte”.

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Oulanka national park

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Come un brivido di freddo risaliamo veloci lungo la schiena della Finlandia percorrendo la sua spina dorsale fatta di lunghe e silenziose strade.

Appena sotto la linea del circolo polare artico, a pochi km dal confine con la Russia si sviluppa il parco nazionale di Oulanka: al suo centro, in inverno stazioni sciistiche e d’estate cottage estivi, spazi per attività outdoor in senso vario. Ruka è la nostra scelta ed il Lisaki village si rivela fantastico visto che per scarsi 70€ ci mette a disposizione un mini appartamento completo di cucina ed una macchina per asciugare i vestiti, del tutto diversa dalle classiche asciugatrici che siamo abituati ad usare, utile, ci spiegano, soprattutto in inverno, rientrando inzuppati dalla neve se si vuole esser pronti a riuscire in breve tempo.
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Finlandia, capire viaggiando

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Alcuni punti fermi:

I finlandesi hanno parole lunghe ed impronunciabili, usano troppe k ed in questa regione Dei laghi la cucina è basata al 90% sul coregone come in effetti un ubriacone mi ha poi spiegato uscendo, barcollando, dal ristorante di stasera.

Ho creato una playlist di musica finlandese talmente ben fatta che così tanto folk ha fatto da richiamo per le renne che ora spadroneggiano in mezzo alla strada guardandoci in maniera pure piuttosto spavalda!

Alci ancora nulla invece ma ho scoperto Kari Tapio che è tipo a metà fra Claudio Villa e Toto Cotugno dal quale, fra le altre cose ha copiato “l’italiano” riadattandola al finlandese, divenendo famoso e chiudendo ogni esibizione con quella. Il tipo ha poi attinto ad altri folk italiani tipo romaneschi con Lando Fiorini e “cento campane” e Renzo Arbore.

Per evocare il passaggio delle renne dovrò proseguire nella playlist, è chiaro.

La regione dei laghi

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Il sole è già alto che la notte non è ancora finita, biondissimi bambini senza l’apprensione delle mamme pedalano su strade semi deserte.
Non è il periodo giusto per il sole di mezzanotte ma le ore di luce sono comunque molte di più che a casa

Un cielo di un azzurro vivace ed il fresco di prima mattina ci sferzano smuovendoci dal torpore del viaggio e del sonno frettoloso; in aeroporto il ritiro auto va senza problemi visto che chiunque qui parla inglese.
Una Skoda, noiosissime strade e limiti di velocità che non ricordavo così rigidi né bassi: le prime ore scorrono lente sfilando eleganti e magrissimi abeti rossi nudi per la maggior parte del tronco.  Continua a leggere….

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