Alghero

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Una vecchia canzone parlava di Alghero, in compagnia di uno straniero.
Credo fosse Giuni Russo, con il taglio di capelli innovativo, con un concetto di rottura, una voce potente ma femminile.

Alghero per me invece lavoro dopo aver tagliato la Sardegna tutta in 24 ore fra Cagliari, Oristano, Sassari e poi finalmente Alghero, al riparo dal ritmo forsennato di lavoro, dai tanti incontri, dalle strette di mano e chiacchiere, dai sorrisi di opportunismo e dalle rassicurazioni che poi si trasformano sempre in qualcosa da fare, per me.

Alghero ha l’aspetto e l’atmosfera di un posto di frontiera, il sapore di una mistura importante: si parla il catalano, segno che l’influenza spagnola, la catalogna, Barcellona, sono in qualche modo ancora presenti. Continua a leggere….

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Cina, consigli per l’uso

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Senza avere prenotato e stabilito tutto da casa si incorre in giornate come oggi nelle quali lo sconforto e la stanchezza prevalgono sul resto.

Siamo stati costretti a spendere mezza giornata per una serie di cambiamenti piuttosto importanti che ci hanno appunto portati a rivedere i programmi.

Questo mi fa venire in mente che può essere utile qualche consiglio molto pratico per pianificare un viaggio qui in Cina.

Innanzi tutto scaricare un traduttore off line (google translate andrà benissimo), perché nessuno parla inglese e dovrete parlare tramite cellulare scrivendo in inglese e facendo loro leggere in cinese. Spesso questa è stata una soluzione ottimale per risolvere questioni spigolose ai pasti (ricordatevi che i cinesi mangiano di tutto e che quindi potreste avere sorprese inattese nei piatti a livello di insetti ed interiora varie)

Secondo punto, scaricate delle mappe da usare sempre off line. Maps.me è una app che sfrutta mappe collaborative sulle quali potete aggiungere e recensire posti: a volte qui in cina si è mostrata una app un po’ imprecisa sopratutto nelle grandi rotonde cittadine ma in generale ottima anche perché ha i nomi dei posti anche in lingua locale (da mostrare ai tassisti e simili che comunque vanno aiutati appunto con il navigatore considerato che sono letteralmente rincoglioniti. La app propone percorsi pedonali, in auto, con mezzi pubblici.

Se potete, per le più grandi attrazioni, prenotate i biglietti appena arrivati in città oppure addirittura giorni prima tramite internet. I cinesi sono un numero che non potete immaginare ed attrazioni tipo la città proibita attenzione, chiusa di lunedì), hanno un numero di ingressi giornalieri limitato (qui a Beijing, per la città proibita, 80000 al giorno che sono pochi, fidatevi). Molti tour operator su web offrono pacchetti o semplici biglietti anche se a volte a costi leggermente superiori a quelli locali. Una ottima soluzione è chinatravelguide che, fra le altre cose, oltre ad un sito in inglese, offre un contatto wechat (app simile a whatsapp qui in Cina usatissima) con il quale potete chattare in diretta. Il personale parla inglese ed è gentile anche se un po’ legnoso nel comprendere: siate metodici e dettagliati perché basta una parola fuori posto per fraintendersi sopratutto con i nomi delle città che in qualche caso differiscono di poche lettere od addirittura di qualche accento. È possibile pagare in carta di credito tramite paypal. Il servizio invia notifiche via e-mail con le quali, nel caso dei treni, dovrete andare a ritirare i biglietti (sempre passaporto al seguito)m evitate caselle e-mail gmail perché tutto quello che è google è bloccato dalla ferrea censura cinese.

Scaricate, prima di partire, una applicazione vpn così da poter usare, una volta arrivati in Cina, social network ed appunto siti che altrimenti sarebbe bloccati. Le soluzioni sono tante ma alcune app di questo genere sono comunque bloccate dal governo e non funzioneranno. Express vpn è risultata ottima e veloce: in sostanza queste applicazioni anziché farvi connettere direttamente ad internet, vi faranno connettere ad un server di un altro paese tramite una connessione criptata così che non si sappia tanto facilmente quale sito od app starete utilizzando. I servizi vpn sono gratis per poco traffico dati ma il servizio illimitato, a pagamento, costa in genere meo di 10 euro per un mese.

Portate sempre al seguito contanti (moneta locale): la carta di credito non è quasi mai accettata e quando lo è è solo quella del circuito cinese: no MasterCard, no Visa. Assurdo. L’unica banca che cambia soldi eBank of China (ricordatevi sempre il passaporto).

Cercate di muovervi con larghissimo anticipo per andare e tornare da stazioni, aeroporti, attrazioni: ripeto, i cinesi sono milioni e milioni e le file possono durare ore. I biglietti li potete ritirare in qualsiasi stazione ferroviaria esibendo passaporto ed il numero di ritiro che è nelle e-mail che vi avrà inoltrato il tour operator (vedi sopra).

Prenotando hotel dovete tenere conto che molti di questi accettano solo cittadini cinesi. Booking.com riporta questa indicazione e riporta, una volta prenotato, il magico tasto per ottenere la schermata in lingua locale da mostrare al tassista (catturate la schermata perché off line booking.com non funzionerà)

In giro ci sono pochissimi turisti occidentali o forse si mescolano nella moltitudine di cinesi: non sperate di chiedere informazioni facilmente e sfruttate google translate (scaricate le lingue così da usarlo off line).

Passaporti: portateli al seguito perché spesso occorre mostrarlo per cambiare soldi in banca (cambi possibili solo solo bank of China) e per entrare in vari siti.

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Pechino, di corsa!

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Tramonto al tempio del cielo

Pechino merita forse più giorni di Shanghai.

Rivedendo i programmi causa città proibita chiusa di lunedì, trasferimenti per la muraglia cinese sempre affollati e trani ed aerei verso le altre nostre tappe siamo strati costretti ad alzare il ritmo dei nostri giorni così che la media chilometri al giorno si sia attestata sui 10 e che alla sera le gambe risultino piuttosto pesanti.

Ringrazio Dio, Buddha, o chi altri per la temperatura del tutto accettabile ossia sui 30 gradi senza umidità, cosa che in Asia è un assoluto colpo di fortuna. Nessun segno del pesantissimo inquinamento che affligge la nazione nei maggiori centri: grazie a vento a e pioggia infatti il cielo è più limpido anche se il mondo non è più pulito visto che appunto il vento ha spinto più in là il tutto.

Fatto sta che spesso nelle case occorra installare un purificatore di aria per sopperire all’altissimo tasso inquinamento e che addirittura nei templi sia indicato di accendere incensi votivi nei giorni di inquinamento, segno che in quella occasioni la visibilità sia scarsa di suo…immaginate la vivibilità. Continua a leggere….

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Direzione Pechino

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Treno verso Pechino/Beijing

In treno verso Pechino come la chiamiamo in Italia, Beijing come si chiama in realtà, verso Khanbalik (la città del Khan) come la chiamavano i mongoli di Gengis Khan prima e come la chiamarono successivamente i sudditi di Kublai Khan, suo nipote.

Una città il cui nome letteralmente significa “capitale del nord”, una città oggi di certo diversa da quella che vide e visse Marco Polo ma comunque densa di storia e di profumi, di odori e tradizioni mescolate nel tempo e negli usi dei popoli che si sono alternati. Continua a leggere….

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Una città, tante città. Fra i templi buddhisti ed il mercato delle mogli.

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Shanghai è un’Asia differente perché concentra in se realtà molto diverse, modalità di vita ed architetture diametralmente opposte.

Lunghi viali di importanti negozi dei marchi più famosi del mondo dai quali, in due traverse, si arriva a casette più basse, ristoranti tradizionali, venditori di pesce che espongono in strada. Il quartiere della concessione francese ad esempio è come fosse una cittadella a sé stante: quasi un ghetto per occidentali espatriati, cinesi amanti di ristoranti alla moda, vecchie case tradizionali ora ristrutturate e molto costose. Con una fermata di metro o meni, camminando, si cambiano prospettiva, scenario, utilizzo della città. Continua a leggere….

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