Mondi lontanissimi

No Comments

Questo post è stato letto 88 volte!

Franco Battiato negli anni Novanta (archivio storico/LaPresse)

Franco Battiato negli anni Novanta
(archivio storico/LaPresse)

 

Oggi è scomparso Francesco, Franco Battiato.

Si dovrebbe tacere, per rispetto, ed invece sui social impazzano messaggi di saluto, attestati di una stima d’occasione con il risultato che chi come me ha amato l’artista soffra ora di un odio violentissimo che divora da dentro.
Così sono al pc, invaso di cose da fare, beghe di lavoro e mi sento più svuotato e povero, atterrito come non so spiegare, smarrito come ancora una volta non so scrivere e mi assale l’ansia per tutte le parole che in questi mesi non ho saputo catalizzare qui, scrivendo.

Ricordi affastellati, luci dei concerti che ho visto, compreso quello con la canicola di Luglio 2014, allo stadio centrale del tennis qui a Roma sebbene quello non sia stato il più bello per lui né per me: ero impegnato a lanciarmi in una nuova vita, a rilanciarmi, a capire.
Mi ricordo che guidai per ore tornando a casa, che fumando e bevendo persi la strada almeno 3 volte, che cantavo da solo, che da lì presi coraggio, che saltai in sella alla moto qualche giorno dopo e me ne andai verso est ritrovando la forza della libertà, sentendomi in pace col mondo, cominciando una nuova vita, quella di oggi.
Battiato è la bellezza al di là del comune, il primo “nasone” ad avere successo con le donne, un uomo di un’eleganza di altri tempi, di una estrema complicazione fatta di versi zeppi di citazioni, di atmosfere di viaggi, di profumi, di amori strazianti. In quelle canzoni tralasciandone la critica musicale colta ed odiosa sul tema, rimane l’inarrivabile capacità di correlare geografia, geopolitica, musica, la storia, la natura umana per pur misera che spesso appare.

Battiamo è “l’animale”, non certo “La cura” che tanti invece ha colpito, che tanti hanno abusato senza rispetto, inflazionandola, usandola ovunque. “Stranizza d’amuri”ecco chi credo fosse Battiato, ecco chi mi ha costretto ad essere, ecco che oggi mi ha costretto a tornare qui, a scrivere.

Per me Battiato è congelato a quel concerto all’auditorium di Roma, a quei momenti fra me e te, al suo concerto con Alice, alle canzoni fra passato a presente, a quella nostra stretta, alla bontà ed alla bellezza di quello che ha scritto e che la maggior parte non ha mai capito.
Per me Battiato è quel misto di atmosfere mistiche fatte di viaggi ed incontri di religioni, di scontri con il male di vivere, la depressione, di quell’amore così intenso da lasciarlo quasi sempre vittima. Oggi Battiato è ancora questo per me e ne vorrei saper scrivere visto che tanto l’ho seguito nel tempo. Ma è giusto invece tacere proprio per rispetto. Se si potesse partecipare ai funerali andrei volentieri, prendendo pure l’aereo, ma ha scelto una forma privatissima così che ancora una volta sia inarrivabile ai più. Io c’ero, tu c’eri, questo è quello che conta, è quello che rimane, compresa la sua poesia.

Questo post è stato letto 88 volte!

Lascia un commento

Devi essere connesso per commentare.


free counters