Infastidire

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L’sms di Fineco che puntualmente vedi dopo ore che è arrivato e che manda in vacca quell’eccitazione derivante dalla sorpresa presunta.. il chiederti chi sarà mai, poi seguito da somma delusione.

Il copri water di carta, qui in ufficio, che più sei al limite, e più stenta a farsi posizionare dove deve permettendoti di liberarti…

quelli che dicono che “il nuoto è uno sport completo“: vaffanculo, è noioso e poi non è sociale !

quelli che chiamano mentre sei sulla porta pronto per uscire ( che poi credo siano amici di quelli che chiamano mentre sei sotto la doccia )

la telefonata dell’attimo in cui hai deciso che uscirai dall’ufficio

la tazza del caffè del bar che è troppo calda

i baristi che non ti avvertono che il cornetto con la cioccolata è appena uscito dal forno….bastardi !!!
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Definire

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Ipertrofia della mente, sangue impazzito.
Emorragia di parole, meravigliosa ferita, grande salto, vertigine della mente, ragionamento che non torna.
E’ un abbraccio da dietro , un bacio dato di striscio , 100 km percorsi solo per avere 5 minuti.
Una notte spesa a guardare il soffitto, una fumando assonnato, in macchina, mentre vai al lavoro con la barba incolta.

E’ un viaggio, lontano, l’odore dell’aria il sabato mattina, in motorino, con Roma che pare di 20 anni fa.
E’ una maglietta fina, estiva, un paio di jeans ed il giubbotto.
E’ anche le mattine col cielo arrabbiato il telefono che non squilla, mille perché, ragioni che non trovi.
Amniotica sensazione, dolce appartenenza, meraviglioso prendersi cura  e sentirsi curati .
E’ senso di possesso, scambio, comunione di carne, è il ritrovarsi con abitudini non tue, rivederti dentro quotidianità altrui.

Un desiderio spinoso, una proiezione continua, lo sguardo fisso sul monitor, un sorriso fra il demente ed il sorpreso, esibito a sproposito.
La spinta per fare, un vestito elegante, la barba rasata con linee perfette. Una camicia nuova; è vestirsi con cura.
Un posto dove cenare, un bicchiere grosso e tondo pieno di vino rosso.
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Imbrigliare, accusare

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Sei lo specchio del modello che la società ci ha costretto ad accettare, quello stesso modello in cui ci è stato detto di credere sia quello per cui siamo progettati.

Il modello cui l’uomo dovrebbe aderire, secondo chi, o cosa, questo no, non ci è dato sapere. Credere ed obbedire freddamente, omologarsi.

Sei imbrigliato nella struttura dei rapporti rassicuranti propri di famiglie che non esistono più, sei la vittima predestinata dell’ineluttabile cambiamento odierno della massa lasciva e cieca, ormai decisa ad abbandonarsi al gusto, alla preferenza vera, non schermata dai doveri imposti dal modello di cui sopra !

Cedi, ora: è inutile resistere.

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Lei e le ferie scarburate

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Ho speso una settimana di ferie.
Le ho spese al meglio, scrivendo, vedendo film (con il favoloso picco di 4 in un giorno), godendo dei saldi mentre il resto del mondo, o quasi, lavora, girando ore in libreria, leggendo incipit e finali di libri, immaginando il mio, fantasticando, incrociando lo sguardo degli altri clienti con un fare tipo “ehi, ciao, se qui per un autografo ? Cosa vuoi che scriva?, come è il nome?”.

Ho mangiato alla tavola calda cinese, dormito spesso fino alle 13, gustato Roma fra feste e lavoro, negli orari in cui l’ho sempre vista poco, anzi , quasi mai.
E certe zone sono sul serio diverse.

Per esempio, Trastevere, di giorno, chessò, alle 12.40, esiste comunque !!!

Ho comperato pantaloni e scarpe nuove (Clarks) nella speranza che lei, vedendomi così’ anni 80, si muovesse a compassione e che mi accompagnasse in un sabato mattina fra i vicoli di Roma, nei mercati rionali, al forno del quartiere, per mangiare “pizza e mortadella”.
Ma lei come tutte le più belle è da corteggiare a lungo, lei da e dopo toglie, ti fa innamorare e poi ti lascia solo a rimuginare di notte con i tuoi dubbi sul mondo e sulla gente.

No, lei non è Loretta, stavolta.
Lei è una vespa 50 special, colore ovviamente bianco, trito di ricordi e sensazioni di tanti capelli fa: pomeriggi in piazzetta,le prima guide dei mezzi a marce, i motori da truccare, Roma anni 80 ormai sparita.
Ricordi non troppo sbiaditi di un tempo favoloso che, come tutte le cose più belle, ormai non c’è più.
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