Zagabria – Koper (Capodistria) – Portoroz e Pirano

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Direzione Capodistrtia, in onore dei Telecapodistria, tv abbastanza indipendente degli anni 70-80, una tv fra giornalismo reale dove l’America non aveva sempre ragione e documentari troppi veri che in Italia non passavano la censura. Una tv che molti ricordano per i film osé che tanti giovani hanno allietato e che sembravano chissà quanto “porno” mentre oggi, a pochi anni di distanza, sembrano meno espliciti di certe pubblicità di prima serata. Una tv d’avanguardia per tecnologia e praticamente avanti nelle idee salvo declinare lentamente con accordi commerciali con Finivest ed a causa della guerra Jugoslava poi (la sede fu anche bombardata).

Così ho lasciato Zagabria dopo la serata con Alberto e Roberta ancora in attesa dei notizie delle loro auto e dopo un sonno funestato da Chiara, giovane ventiduenne di Milano che viaggia con la sua amica e che dorme nella mia stessa camerata: “nonnaaaa“, il suo urlo di notte e poi in atto di sonnambulismo mormora fra se e se frasi sconnesse, seduta sul letto mentre la guardo cercando di restituirle i suoi occhiali che aveva lanciato giù dal letto, sulla mia testa, chiedendo appunto della nonna.

Poche ore di sonno, soprattutto dopo la cena  sotto all’ostello e dopo il nastro infinito di birre e cicchetti bevuti con Alberto, proseguito con birre al piccolo bar dove trasmettevano una stupenda partita di basket.
Cena, per la cronaca, equivalente di 13 euro per un mega piatto di calamari e patate fritte, zucchine grigliate con gamberi.

Come non infervorarsi con gli altri croati presenti, anche loro alticci? Fine partita ora 2.30, tutti contenti ed eccitati per la bella gara, tutti infreddoliti per la pioggia fine ed il freddo e tutti delusi quando il barista verso la fine, sorridendo nel corso dell’azione decisiva ci ha urlato: “ehi, tenete d’occhio l’angolo per il tiro da 3 !”
Il segreto è che la partita era stata giocata qualcosa come 4 mesi prima e che ovviamente il risultato fosse ben noto e che le nostre urla di condivisione, bevendo e fumando, fossero allora quantomeno inutili e folli agli occhi di tutti gli altri al bar (A parte che per l’inglese che smacellava ubriachissimo importunando OGNI donna presente e finendo poi per parlare da solo al mucchio dei cuscini accatastati dopo la chiusura del locale).

km semplici senza nulla da raccontare se non che all’arrivo, poco fuori Capodistria (quindi rieccomi in Slovenia), ho raggiunto questo ostello, piccolo casale di campagna dove fuori è possibile anche usare il barbeque per la mia gioia e per la preoccupazione condivisa degli altri occupanti.
Qui tanti italiani residenti e tanti in viaggio, forse troppi per sentirmi in viaggio, lontano. Non sono a posto, dentro mi divora una smania che non mi fa ancora sentire sazio.
Ho fatto un giro sul mare, a Pirano, bello anche se molto turistico, fra piazze, vicoli strettissimi e tetti rossi. Un posto di mare veramente carino, pieno di spiagge libere, acqua piuttosto pulita e ristoranti economici.

Pranzo 7 euro per un piatto, reggetevi VERAMENTE FORTE, di 10 salsicce di carne speziata (non avevano dose minore), cipolle, tutto inserito nel pane di Sarajevo (tipo mega piadina ma cicciotta) al quale, per far bene il danno al fegato, ho aggiunto 1 litro di birra e salsa di peperoni (che qui in Slovenia chiamano paprika ma che piccante non è mai).
Ovviamente sono presenti ristoranti anche di “cose a forma di pesce” e ristoranti di pesce  top class. In ogni caso economico ma meglio mirare al risparmio visto che il costo di una cena, seppure economica, supera di certo quello di una nuova notte in ostello: andare è più importante del resto !
Pirano quindi promosso: bella baia, bel paese anche se un po invaso da turisti (nel mezzo della settimana meno). Meno Portoroz che è praticamente costituito solo da un lungo mare fatto di mercatini, negozietti, casinò tanto diffusi qui in Slovenia e poco altro se non qualche spiaggia degna di nota (con annessi turisti over 50 from Italy !)
Un classico lungomare ma sereno,tranquillo, attrezzato e piuttosto economico. Diciamo quindi che Pirano è da vedere e “cenare” mentre Portoroz è invece da vivere in spiaggia ed in qualche bar per la serata, volendo evitare i posti più fighetti nel centro di Pirano (comunque pochi).

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Questo articolo è stato scritto in precedenza ed ora auto-pubblicato: mentre lo leggerete sarò infatti prima in viaggio verso Rjieka, (Croazia, vedi articolo precedente) e starò poi guidando lentamente sulle strade statali fra Croazia, Slovenia ed Italia.
Massimo.
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