Oulanka national park

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Come un brivido di freddo risaliamo veloci lungo la schiena della Finlandia percorrendo la sua spina dorsale fatta di lunghe e silenziose strade.

Appena sotto la linea del circolo polare artico, a pochi km dal confine con la Russia si sviluppa il parco nazionale di Oulanka: al suo centro, in inverno stazioni sciistiche e d’estate cottage estivi, spazi per attività outdoor in senso vario. Ruka è la nostra scelta ed il Lisaki village si rivela fantastico visto che per scarsi 70€ ci mette a disposizione un mini appartamento completo di cucina ed una macchina per asciugare i vestiti, del tutto diversa dalle classiche asciugatrici che siamo abituati ad usare, utile, ci spiegano, soprattutto in inverno, rientrando inzuppati dalla neve se si vuole esser pronti a riuscire in breve tempo.
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La regione dei laghi

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Il sole è già alto che la notte non è ancora finita, biondissimi bambini senza l’apprensione delle mamme pedalano su strade semi deserte.
Non è il periodo giusto per il sole di mezzanotte ma le ore di luce sono comunque molte di più che a casa

Un cielo di un azzurro vivace ed il fresco di prima mattina ci sferzano smuovendoci dal torpore del viaggio e del sonno frettoloso; in aeroporto il ritiro auto va senza problemi visto che chiunque qui parla inglese.
Una Skoda, noiosissime strade e limiti di velocità che non ricordavo così rigidi né bassi: le prime ore scorrono lente sfilando eleganti e magrissimi abeti rossi nudi per la maggior parte del tronco.  Continua a leggere….
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Verso Helsinky

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Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto.

Un volo praticamente vuoto, un servizio algido ma efficiente, un paio di puntate su Netflix e così le luci di Helsinki già spuntano sotto la pancia di ferro del piccolo aereo. L’aeroporto è asettico e silenzioso, vuoto di passeggeri ed inservienti, vigilanti. Sono chiusi perfino i negozi: eccola la prima Finlandia che ci accoglie.
È tutto pulito ma vuoto, silenzioso che pare qualcuno dorma, qualcuno che però non puoi vedere visti i corridoi deserti, i soli cartelli a dare indicazioni. Il coronavirus non c’entra: questo è il paese più scarsamente popolato dell’Europa ed uno fra quelli più organizzati e rispettosi. Non c’è bisogno di usare mascherine a meno che non si sia in luoghi affollati che praticamente pare non esistano per definizione visto che anche ai nastri per il ritiro bagagli non si è più di 30.  Continua a leggere….
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Dala

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Dala, una gioda turistica

Così appena al di là del fiume, Dala ci aspettava silenziosa e scura come una marea notturna.

Grossi e panciuti traghetti ogni 20’ attraversano la Yangoon River per trasbordare circa 1000 persone alla volta fra pendolari e Dio solo sa cos’altro. Una piccola strada fangosa conduce al molo dove s’affollano umani ed animali pronti per salire sul prossimo traghetto. C’è confusione, un piccolo mercato lungo la strada, gente che grida, che vende biglietti di quella che credo essere qualcosa di simile ad una lotteria; c’è polvere e caldo, c’è gente scalza che ci offre del cibo, ci sono gli immancabili rollatori di foglie di betel.

Dei cani malati bivaccano fra la gente in cerca di cibo o qualche lite per sentirsi ancora vivi:  scorticati da malattie della pelle e denutriti fino a barcollare ora ringhiano, ora osservano guardinghi poco dopo aver finito di leccare rimasugli di cibo poco raccomandabile già in partenza.
Consunti stracci avvolgono i risoluti venditori mentre qualche donna cerca di rendere decente il telo che funge da base per la sua bancarella. A fatica possiamo distinguere chi è in fila per l’imbarco, chi invece ha già il suo biglietto, chi sta solo curiosando fra le bancarelle e chi è intento ad aiutare il tipo che deve imbarcare quei polli, vivi, legati con uno spago.

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A Kalaw

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Tè, Kalaw

A circa 2 ore di auto da Nang Shue ed ad una dal più vicino aeroporto di Heho, Kalaw si mostra nella sua verde forma di villaggio montano appena dopo le curve delle buona strada che il lentissimo taxi percorre cambiando spesso corsia per non ben precisati motivi.
Non è ancora del tutto chiaro come funzioni la circolazione stradale visto che la guida dei veicoli è sul lato destro ma che guidando si debba tenere la destra col risultato che non sia definitala corsia di sorpasso.
Posto di villeggiatura per birmani benestanti e stazione di trekking, Kalaw sembra piuttosto calma ed organizzata da subito, ricca di influenze di culture e religioni differenti che riescono a convivere senza troppi sforzi. Più vicina al confine con il Bangladesh offre cucina indiana di livello, facce differenti ed un rapporto ancora più rilassato con la religione buddista nonostante anche qui siano presenti un paio di monasteri e di importanti pagode.
Le numerose piccole agenzie di viaggio offrono molteplici soluzioni di trekking articolate in 1 o più giorni anche da e verso lago Inle (viene organizzato il trasferimento del bagaglio così che camminando si abbia solo lo stretto necessario per circa 18 km al giorno).
Siamo arrivati qui con un taxi organizzato dalla Inle boy, la compagnia che a Nuang Shue vanta 13 barche e giovani barcaioli piuttosto esperti, come abbiamo visto nei giorni al lago. Nell’attesa dei biglietti aerei che da Heho ci porteranno infine a Yangoon il proprietario ci ha spiegato che negli ultimi anni sono state introdotte tasse prima di allora inesistenti  e che che però tutto sommato sono basse, tali da garantire un livello più che decente, a loro dire, di sanità pubblica e sistema scolastico.
Il Myanmar aperto al turismo da quando l’esercito ufficialmente si è tirato indietro dal potere politico ha fatto si che il paese prendesse un impulso di crescita interessante, visibile ad occhio nudo, camminando per strada: ponti e strade in costruzione, sistemi di pagamento digitale in diffusione, trasporto pubblico su gomma molto buono e ben 3 compagnie aeree che operano voli in aeroporti folkloristici e con procedure molto manuali ma che possono raggiungere anche destinazioni più lontane offendo un servizio di assoluto rilievo comprensivo di pasti a bordo.

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