Intolleranze

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Food-Intolerance1

Un ristorante per intolleranti.

Ecco, penso ce ne sia bisogno proprio considerando la società contemporanea, i vizi e le virtù, le esigenze della vita moderna, come si diceva nella pubblicità del Cinar (seti stai chiedendo cosa sia il Cinar o cosa dicesse la pubblicità allora vattene affanculo).

Così il mio nuovo progetto è questo, un ristorante dedicato agli intolleranti. Leggi: non pensare che sia uno dei tanti.

L’idea è semplice ma unica nel suo genere: un posto dove il gestore, l’oste, io, è intollerante, un posto dove chi cucina è nervoso e non sopporta, in generale, così come i clienti non gradiscono, non sopportano, appunto non tollerano certe situazioni. Qui i clienti intolleranti si rilasseranno vedendo maltrattare le persone che si atteggiano, frignano e straparlano che magari hanno invitato qui proprio per non essere potuti intervenire in prima persona. Il capo ufficio? Il collega, l’amica “mimimimi”?

Così proporremo un menu che fra i veri piatti avrà anche pietanze vegane, soluzioni “apericena”, birre analcoliche, aperitivi analcolici, gelati alla frutta, cibo vegano, cibo senza lattosio e tanto altro che le persone ora vanno cercando: un cibo innaturale che offre un gusto povero e spento in nome di ideologie alla moda e di pratiche che in realtà non hanno nulla di benefico per il clima, gli animali e tanto meno per la salute.
Un ristorante bar, pizzeria, un pub, un locale ben arredato dove c’è musica dal vivo.
Organizzerò inoltre serate con educazioni di massa: basterà proporre certa musica di merda e poi, a locale pieno essere sicuri di buttare fuori tutti a suon di insulti proprio a causa del fatto che sono venuti li per quella musica orrenda (tipo reggaeton).

Aperitivi: vuoi solo bere qualcosa? Ma certo! Prova però ad ordinare un analcolico.

A cena, una pizza margherita?
Col cazzo! Quella pizza semplice te la vai a fare a casa tua
. Che sei venuto a fare, ad ordinare cose tipo la pasta al pomodoro perché non sai cucinare?

Il menù però propone in effetti scelte alla moda: il fine è chiaramente quello di individuare gli avventori da deridere con la collaborazione di staff ed altri clienti.
Verdure lesse? Ma dove ti credi di stare all’ospedale, eh?

Puoi ordinare verdura, ovvio, ma prova a chiedere cose senza aglio, per dire.
Che cazzo significa la cicoria senza aglio? Le verdure non ripassate in padella te le vai a fare alla vaporiera a casa tua, hai capito?

Nel menu ci sono molte verdure ma bada a non ordinare piatti tipo carbonara vegana, arrosto dell’orto, bistecca di tofu. Tu prova, poi vedi.

Da bere vuoi una birra analcolica?
E dai su, allora te le cerchi!
Quando portiamo il mezzo litro di vino per il benvenuto si può al massimo chiedere il bianco anziché il rosso ma se non bevi vino ti alzi e te ne vai.

Fra i dolci molte scelte con frutta, gelati alla frutta: in caso di ordinazione il cliente viene allontanato senza bisogno di spiegazioni. Ma che sono questi gusti mosci, spenti? Il gelato è fatto di creme, le crostate di burro e zuccheri, marmellata, no di frutta fresca, glassata: ti alzi e te ne vai, subito.

Il personale è sceltissimo e per questo autorizzato a cacciare via persone vestite in maniera indecorosa: risvoltini ai pantaloni, occhiali grandi, occhiali da sole indossati di sera, gonne cortissime, maglie scollate, pantaloni trasparenti, mocassini senza calzini, pantaloni senza cintura, completi da uomo senza cravatta, scarpe sportive sotto a pantaloni eleganti, smalto su unghie corte, smalto di colore perlato, peli sulle gambe, borsa non abbinata alle scarpe o cintura non abbinata alle scarpe, maglioni o giacche pesante a giudizio dell’oste non adeguati al clima: tutte soluzioni che portano ad insulti, derisioni ed allontanamento.

I camerieri, inoltre, servendo ai tavoli, intervengono in maniera rumorosa ed in caso di necessità anche in maniera volgare nei discorsi dei clienti: bestemmie ed alto volume ed insulti gridati con mano a cucchiaio posta accanto alla bocca saranno elargiti in caso di discorsi qualunquisti, buonismo e persone accomodanti.
L’oste, in cuor suo, essendo la mente del locale, è quello che darà il meglio di se a livello di selezione all’ingresso ed intolleranza nei discorsi in sala.

Un ristorante per intolleranti. Questo diranno volantini e pubblicità.
Di fatto lo sarà e pur attraendo proprio l’altro tipo di intolleranti garantirà serate movimentate…

Allora, mentre continuate a leggere, che posso portarvi?
Chessò, un supplì cotto al forno, siete sicuri sicuri?

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