Parigi

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Così è luglio,  il 14 per la precisione, ed arriviamo a Parigi che ci sembra proprio di prenderla, di conquistarla così come successe anni indietro, lo stesso giorno, alla presa della Bastiglia.

La sensazione è appunto quella di una quiete diffusa come dopo una gran bagarre.
In realtà in mattina c’è stata una parata di commemorazione, che abbiamo perso, e che verrà ricordata come la parata degli errori, delle gaffes tanto per rimanere su termini francofoni: due motociclisti intenti in evoluzioni si centrano in pieno mentre poco dopo la pattuglia acrobatica sbaglia i colori dipingendo nel cielo una bandiera altrui.
Lungo i viali ordinati non c’è traffico né gente che affretta il passo: forse effetto del caldo di un sabato pomeriggio di prima estate, forse effetto del rifiatare annoiati dopo la parata ed in attesa della finale dei campionati mondiali di calcio del giorno dopo.

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Floid’s, la barberia

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floid la barberia 1

Così uscendo dall’ufficio ho incontrato ancora il tassista jazzista, quello che al parcheggio taxi del grand’ hotel vicino piazza della Repubblica suona la tromba, accompagnato dal sottofondo del pianoforte,  della sua autoradio, quello che suona mentre aspetta che arrivino i clienti.

Ogni volta che lo incontro penso sempre al tipo che a Perugia sta li nei dintorni di corso Vannucci: il tipo con i dreads  e la sua fisarmonica: a raffica suona pezzi della colonna sonora del mitico film Il favoloso mondo di Amelie, un film che poi, in qualche modo, mi ha cambiato la vita.
E mi ricordo che gli voglio bene, perché è una delle mie certezze della vita: io vado a Perugia, prenoto sempre allo stesso ristorante (Civico 25), ordino sempre gli stessi favolosi piatti, e nel pomeriggio precedente passeggio, e lui è sempre lì: lui e la sua fisarmonica: e ci spendo minuti a starlo ad ascoltare, e credo ormai perfino lui si ricordi di me.

Allora, ho pensato, fosse il giorno giusto per andare da Floid’s, la barberia arredata in stile America anni 50/60: musica rockabilly, folk, country in sottofondo. Acconciature a tema, foto di Evlis ovunque, arredi  (vedi foto), semplicemente da urlo.
La barberia è nel quartiere africano (Metro b1 fermata Libia), vicino Montesacro, dove sono nato. Il barbiere è Paolo, piemontese, trapiantato qui per un amore poi sfumato. Il negozio è da visitare, gustare, vivere, ascoltare: in fondo a destra ci sono un pianoforte e delle chitarre: è possibile, volendo, improvvisare anche concerti, piccoli eventi a tema.

 

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Inutile descrivere quello che le immagini possono spiegare meglio delel mie parole. Dico solo che è un piacere, che è una barberia moderna con gusto al passato, che seduti in attesa potrete leggere fumetti e riviste dell’epoca (riviste di moto degli anni 80/90), fumetti tipo l’Intrepido (poggiato sulle mie gambe in foto).

Almeno stavolta scrivo poco, e lo faccio con gusto. Vi lascio guardare qualche foto, pensando che sarebbe bello andare lì, parlare di musica, del passato, scherzare col bambino capriccioso che si lagna per il taglio di capelli, ricordare di mio padre, annusare Floid, il dopobarba mitico del quale ho scritto, qui sul blog, parecchia pagine fa (QUI).

Sarebbe bello andare dire fare leggere pensare, ricordare. Io l’ho fatto, ne è valsa la pena.

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Massimo

 

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