Riordinare

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Oggi ho svuotato la cassettiera dell’ufficio.
Un trasferimento; un su e giù di piano, banalissima routine in un ufficio.

Oggi ho svuotato la cassettiera.
Dentro ci ho trovato libri, appunti, penne asciutte, matite spuntate, persone, posti, ricordi.

Non ho altri armadi ne cassettiere in cui ri-depositare tutto quello che ora dorme dentro lo scatolone.

Cavi, libri, fogli di nessuna utilità, vecchi appunti mai trascritti, nozioni mai digerite, ricordi e persone: tutto un po’ offuscato, come la sera, poco prima di dormire, quando hai bevuto tanto da rimanere in piedi sull’orlo dell’oblio terapeutico della birra.

Matite, penne,fogli, appunti e vecchi planner zeppi di appuntamenti mancati ed aspettative tradite.
Si, so più o meno dove metterli, basterà trovare il coraggio di archiviare in qualche maniera, capire, ricordare, forse avere anche la forza di guardare avanti e trasformare il tutto in propellente per andar via, magari più in alto.

Ma non sarà una questione di spazio o volume, di geometria classica o della banale logistica del mobilio da ufficio.
Persone, posti, fatti e ricordi sotto forma di oggetti non entrano ne in una scatola ne in nuovi armadi.

Difficile spiegare quel bicchiere di carta collegato all’altro da un elastico, la collezione di biglietti da visita, dei pupazzi non ben identificati, i disegni dei bambini, le bomboniere mai aperte segnali della vita dei colleghi che scorre.
Come spiegare la prima matita usata per scrivere il primo giorno di lavoro, il blocco esaurito che tengo ancora lì ?

Difficile spiegare la vecchia radio ormai preistorica, le cuffie, il mouse rotto, appunti di cose mai scritte, i fogli di citazioni ed immagini che tenevo appesi sulla porta dell’altro ufficio: altro trasloco, altro tuffo, di pancia, nel mare magnum dei ricordi saporiti.

Riordinare, incasellare sembra impossibile.
Lo è infatti.

La scatola che contiene i ricordi mescolati è in viaggio, mi seguirà, se arriverà mai, intatto oppure meno.
Se perdessi tutto? Ci starei male come un po’ rimescolato mi sento ora.

Ogni viaggiatore è affezionato al suo zaino, ed il concetto va molto al di là dei vestiti di poco conto che tiene lì dentro.

Quella scatola per me è il mio zaino.

Io, senza quella “roba”, quello zaino, dove cazzo vado?

Non perdetelo trasportandolo  ok?

Massimo

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