L’eroica

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Nelle soste puoi trovare gente che mangia pane e salame bevendo vino rosso.
Puoi (vedi foto) bere un uovo bello fresco così che tu possa sentirti rinfrancato.
Girandoti attorno puoi credere d’essere tornato indietro nel tempo.

 

E già, perché l’Eroica è un po’ tutto questo: passione, rievocazione, poesia, vino rosso,pane, salame, soprattutto persone.

 

La corsa nasce come revocazione storica e poetica del mezzo della bicicletta,  dei tempi andati: una revival di quel periodo in cui le strade erano poco più che sbrecciate, l’ Italia un paese invidiabile e le persone buone come il pane da mangiare.
I tempi, si sa, cambiano, ma ci piace credere che quegli eroi non siano mai andati, che dentro ognuno ci sia ancora quell’italianità che ci dipinge, bene, oltre confine.

I tempi da rievocare sono quelli  degli eroi che popolavano l’immaginario collettivo e le pagine dei quotidiani, che fossero sportivi o meno: Coppi, Bartali, tanto per dire due.
Ciclisti a cui i bimbi, pedalando (quando potevano avere una bici.. ), pensavano e si ispiravano: quelli erano anni  in cui sognare era un obbligo , l’unica medicina per tirare avanti.

Oggi l’ Eroica è festa, persone, folklore non solo italiano: persone da un po’ tutto il mondo, vestite come ai tempi, in sella a bici dei tempi…

Soste all’ombra di lecci secolari, paesaggi collinari, famiglie a bordo strada, polvere lungo il tracciato, tanto pane e salame, salsicce, formaggio, vino rigorosamente rosso.
Il pubblico è colorito e festante ma gli iscritti?
Semplice: amatori, professionisti, squilibrati di ogni genere, semplici appassionati di OGNI ETA’.

Esatto, persone di 80 anni e 205 km, di storia da pedalare. 90 km circa il tratto di strada  sterrata prevista.
Niente paura, visti i tempi ed i pochi eroi rimasti in circolazione ci si può atteggiare  su  differenti percorsi anche dal chilometraggio sensibilmente ridotto.

In maniera molto meno eroica, si può, ovviamente fuori dal periodo della corsa ciclistica, percorre la strada in moto.
Almeno per ora propendo e tendo ad organizzare il tutto molto prossimamente.

La cornice è più o meno nota: Chianti senese, Valdarbia e  Valdorcia; il clou è ovviamente rappresentato dai tratti di strade bianche ancora esistenti che consentono di rivivere l’atmosfera del ciclismo d’epoca. (nel nostro caso vissuto in maniera più veloce e paracula).

Il percorso  è interamente tracciato con segnaletica stradale ma on line esistono diversi siti da cui scaricare coordinate gps e quanto altro necessario all’impresa anacronistico presuntuosa.

 

Per la cartina del percorso 205 km clicca qui

 

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