Bled – Zagabria

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Slovenia, e poi Croazia perché rotolare verso sud ha sempre il suo fascino. E poi perché è vicina,perché passare i confini ha qualcosa di inspiegabilmente necessario, perché la decisione è stata presa d’improvviso, con una chiamata skype al prode Bistecca (Leonardo), che come fosse in un reality show schiaccia bottoni, controlla percorsi, km e costi della navi per influenzare la scena, il finale.
Verso Zagabria, salutando il mio amico Milos lassù a Bled: 250 km circa senza troppi sforzi se non quello di fotografare incredibili cicogne che hanno nidificato in piena autostrada.

Capitale della Croazia ma controlli ridicoli alla frontiera dove il panciuto poliziotto apre i passaporti e li richiude senza nemmeno ficcarci lo sguardo dentro: lunga coda in autostrada (si paga a percorrenza come in Italia: dalla Slovenia a qui 1 euro per i pochissimi km).

L’odore dei panni stesi nelle prime ore del pomeriggio migliora l’atmosfera dell’ostello che dopo pranzo riposa, sonnecchia, si svuota per le partenze ed i saluti e si riempie di stanchi arrivi, frettolose uscite verso il centro.

Sono qui da due giorni: un ostello in pieno centro, zona pedonale semi impossibile da trovare, stavolta : qui non molti infatti parlano inglese.
Zagabria è molto grande, divisa in città alta e città bassa: ma tutto sommato due giorni sono sufficienti per visitare tutti i monumenti e vivere un po della vita nottura articolata in vari pub, disco pub e passeggiate sulla via qui sotto, zeppa di ulteriori piccoli bar animati notte e giorno (fino alle 02.00).

Camminando su nella città alta ho trovato per caso (non ho una guida per la Croazia), il museo delle relazioni spezzate: un museo gratuito e bellissimo che racconta appunto relazioni spezzate per mezzo di storie scritte e semplici oggetti di vita quotidiana che i donatori hanno deciso di lasciare per arricchire l’esperienza comune. Surreale, speciale, doloroso, dolciastro, bello e belli i vari gadget (ma costosi) in vendita. Da vedere, leggere, arricchire scrivendo qualcosa, comprando qualcos’altro oppure semplicemente prendendo un caffè nella caffetteria interna (80 corone ossia poco più di1 euro per un caffè americano e dei biscotti di purissimo burro).

La vita è strana: uscendo dall’ostello ho incontrato nuovamente le due coppie milanesi che ho conosciuto giorni fa a Maribor, in Slovenia. Hanno avuto una disavventura, la rottura delle turbina della loro auto e quindi le vacanze rovinate. Due di loro torneranno in Italia mentre gli altri due rimarranno qui fino a lunedì in attesa di notizie dal meccanico. Giriamo insieme per qualche ora, ceniamo insieme e si ride di tutto.
Anche stavolta ho riscosso successo nella cucina e così preparo sempre qualcosa in più visto che ormai ho capito che la gente appena invitata accetta, sia per fame che per curiosità: incredibile come semplice pasta al burro oppure al tonno possa stupirli e sembrare così buona, migliore di quella trovata negli pseudo ristoranti italiani qui. La magia del curry, aggiunto d’occasione qui e là migliora tutto. Pollo al curry (Citato anche nel biglietto in foto). Mix di zuppe liofilizzate, aggiungendo spezie di fortuna oppure pasta gorgonzola, radicchio e tanto pepe come se non ci fosse un domani: tutto questo è valso sorrisi, abbracci,contatti e-mail e numerose foto.

Prossima tappa… non so, ovvio !
Nord o sud? Sarajevo sarebbe bellissima ma è lontana ed i giorni purtroppo scorrono veloci.
Fin qui sono riuscito a contenere i costi ma manca il tappone di rientro con le spese di
benzina ed autostrada da mettere in conto.
Allora ascolto ancora un po ‘ di jazz qui in cucina mentre gli altri finiscono la pasta al tonno che ho cucinato, scendo qui sotto al bar, fumo un toscano mappa alla mano.

 P.S. forse più tardi nuove foto (contento Bistecca?)

 

 

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