Verso Bagan

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 bagagli ok bus
Verso Bagan, stavolta  con un Van di “ok bus“, una compagnia di seconda linea rispetto all’altra, JJ Express, in tutto e per tutto.
Questo qui come trasporto fa molto sud-est asiatico: il bus va ma è piccolo, ha l’aria condizionata freddissima se vuoi ma non si dove cazzo mettere gli zaini e sei seduto dove non hai spazio nemmeno per starci in piedi. Gli asiatici hanno le gambe corte.
Ci sediamo dietro come quelli che alle gite scolastiche fanno casino, sdraiamo gli zaini sul corridoio bloccando di fatto gli altri li al loro posto. Dietro a noi c’è seduta una famigliola italiana, un uomo ed i suoi due figli; lei diabetica, e lo capisco dal cerotto che monitora la glicemia. Il padre è un vecchio viaggiatore che ora sonnecchia, figlio degli anni ’60, ci racconta del Magic Bus e pare sia io l’unico ad averne già sentito parlare. Gli altri dormono tutti nonostante gli schiamazzi del grassone, altro italiano, finito seduto vicino a me.

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Cruciverba

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cruciverba
Io non so perché ma stamattina il treno è pieno di anziani che discutono fra loro completando cruciverba di varia lega. La differenza fra i settimanali, alcuni dei quali hanno copertine a colori sbiaditi già in partenza mi trasmette quell’odiosa sindrome del comico che non fa ridere che sento chiarissima guardando tutti quelli che non sono La settimana enigmistica. “Inadeguatezza”.
Cercano parole differenti da quelle comuni e certe volte ne discutono il significato. “Desco, come posso spiegarti ?”.
Hanno visi più espressivi e riescono a comunicarmi a distanza disappunto, stupore ed approvazione solo guardandomi, riferendosi a quei giovani seduti più in là. Cercano parole desuete ma saporite. “Che significa desco”? Chiede l’uomo del tutto incanutito ma distinto mentre dietro a lui qualcuna si lamenta della seduta opposta al senso di marcia.
“Vedi se c’entra”, e lo dice facendo un gesto con le mani come per spiegare il significato della parole.
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