La democrazia della merda

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Ecco questo  un concetto complicato che provo a spiegare in poche righe. L’attuale, in Italia, è la democrazia della merda ossia un appiattimento generalizzato di meriti e competenze, il totale moltiplicarsi di norme obbligatorie non rispettate mescolate ne l tirare a campare, nel pressapochismo.
Oggi tutti hanno la convenzione di essere liberi di poter fare e dire perché siamo in democrazia. Nessuno riesce più ad avere una percezione reale di sé stesso, tutti pensano di poter progredire, meritare.
Siamo riusciti a confondere la possibilità di informarci usando un mezzo come internet con la necessità di dire la propria opinione su ogni argomento. Nessuno dice più ” non mi interessa”, “non ne so nulla” ma ognuno dice cosa ne pensa senza padroneggiare l’argomento.

Tutti possono studiare“, e non “tutti devono studiare”, ma la differenza non è chiara, ci siamo confusi anche in questo caso e l’università sforna imbecilli ignoranti perché nel frattempo li insegnano solo professori che costringono a comprare i propri libri e che non si presentano se non per bocciare tutti senza motivo cercando di assurgere a miti insuperabili.
Gli assistenti, i ricercatori, vengono male pagati o sono raccomandati così che il sistema dell’istruzione si fondi sul nulla: nelle scuole inferiori devi venir promosso altrimenti poi dicono che il fatto ti ha causato problemi psicologici e gli insegnanti debbono stare attenti anche a riprenderti o sanzionarti anche se sei maleducato o non studi.
All’università basta insistere, tutto qui, prima o poi ti laurei ed i risultati stanno in giro: gente incapace di parlare, non scrivere, italiano, incapace di spiegare di cose si occupa, gente senza spina dorsale, senza un etica.
Una scuola nella quale non si insegna educazione civica e dove lo sport è messo al bando e concepito come tempo nel quale studiare per le altre materie è una scuola morta da subito.

Che dire poi del mondo del lavoro? Assumere ha dei costi che spingono a non assumere anche perché se poi assumi non puoi licenziare mai nemmeno se il lavoratore non lavora palesemente. Con milioni di motivi, leggi, sindacati ed altro che non sto a dilungarmi a dire, hanno ragione i maleducati, i lavativi: l’improduttività, la meritocrazia sono concetti aleatori ormai, in Italia.
Oggi devi tutelarti per dimostrare che non sia tu quello da buttare fuori se ti scagli, con dovuti modi e maniere, verso chi non lavora e quindi ruba.
il paradosso è questo. Il mobbing, il bullismo: ma andate un po’ a fare in culo, dai.
Prima si chiamavano scherzi dei più grandi e rimproveri del capo ufficio, oggi no, è tutto una colpa, tutto un crimine. Ma cazzo, una cosa è malmenare un compagno di scuola, una cosa è prenderlo in giro per un difetto fisico che non sarà elegante farlo ma che fa ridere e che è un modo sempre esistito che ha introdotto le persone alla vita vera e non alle utopie del catechismo e del mondo ovattato pensato da apprensive mammine.

Una cosa è dire “sei bellissima“, una cosa palpeggiare, stuprare. Oggi si parla di stupro ed aggressione ogni minuto. Ma non sarà che stiamo livellando tutto, come nel lavoro? Premiano tutti o non premiano nessuno insegnando a chi lavora che può non farlo ed a chi non lavora che è giusto non lavorare.

Oggi in senso più generale non si distingue più, non puoi dire nulla altrimenti insorgerebbe la fazione opposta, oggi se dico che un tassista (famigerata lobby di evasori fiscali) è stato maleducato alla guida devo dire subito che non tutti fanno così altrimenti insorgono i suoi colleghi, se dico che un tedesco si è comportato da stronzo devo subito premettere che non tutti i tedeschi sono così, che questa è solo la mia opinione: santo Dio, esce dalla mia bocca, di chi diavolo dovrebbe essere?

Oggi non puoi attaccare nessuno anche se sei nel giusto perché a prescindere va verificato (da chi, da cosa e come non si sa), oggi non puoi dire che tizio è disonesto pure se non ti ha fatto la ricevuta perché altrimenti tizio di denuncia per diffamazione e finisce che ha ragione lui per non si sa bene quale motivo.

Le forze di polizia non possono fare nulla a meno che non ti colgano sul fatto: provate a denunciare un fatto realmente accaduto, a chiedere un intervento: addirittura abbiamo un cazzo di numero unico fra carabinieri, polizia, pompieri e fai minuti di attesa prima che rispondano. Oggi ci si querela, e tutti finisce lì, si è innocenti, sempre, perché esistono leggi mai fatte rispettare.
Oggi se tiri oggetti contro le forze di polizia e queste reagiscono devono attentamente dimostrare di aver fatto tutto secondo procedura altrimenti sono problemi loro: che fai rispondi sparando o malmenando chi con un semplice sasso ti ha colpito, magari incappucciato? Eh no figlio mio, è spropositato. Ed invece anche qui livelliamo, equipariamo questo caso a quello nel quale con abuso di potere la polizia malmena senza motivo alcuni detenuti.

Oggi c’è la democrazia della merda , eccola la verità.

Oggi se in strada ci sono materassi, vasi, rifiuti ingombranti in generale non è colpa di chi non chiama il servizio gratuito di ritiro di tali rifiuti e li abbandona, ma è colpa del sindaco che non fa pulire. La democrazia della merda è il lamentarsi a prescindere, sempre e comunque, l’incapacità di percepire, vedere il vero, l’intelligenza emotiva e pratica di capire una situazione.

Oggi, e potrei scriverne per ore, abbiamo la democrazia della merda dove tutti possono fare tutto, però entro certi limiti non chiari, non definiti.
E ne nasce la confusione, la legge della strada.

Tutti si scagliano contro ingiustizie, l’ultima di questi giorni contro il “caporalato“, che già fa schifo vista la parola inappropriata ed abusata: però poi se devono fare il lavoretto in giardino od in muratura chiamano uno straniero pagandolo poco ed in nero. Ma allora, che volete?
I politici rubano, ma poi la gente non timbra il cartellino ed esce da lavoro rubando minuti di stipendio e quindi non tanti soldi come i politici: forse sei più ladro tu uomo comune: di poco che hai a disposizione rubi tutto, il politico ha  a disposizione miliardi, ruba migliaia di euro. In proporzione fai più schifo tu che non timbri il cartellino, tu che non fai uno scontrino, che “si può fare senza fattura”?
Poi però sento dire che il servizio sanitario nazionale fa schifo: e con che cosa lo paghiamo, con le tasse che non paghi tu?

Fate quello che è giusto, non quello che vi conviene.

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