Donald Fagen – The Nightfly ed i tappeti musicali per la notte

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The Nightfly kamakiriad Morph the cat

Sono le 4 e 10 di una notte non ben precisata.
Un’altra sigaretta penzola fra le dita di un calmissimo dj. Bianco e nero eppure tanti colori.
Un piatto a girare, un disco che incanta, una strada che immagino scorrete silenziosa sotto le ruote grasse di un’auto americana che sfreccia sotto lo skyline di una città americana. E’ quasi la fine di una notte solitaria spesa in un locale, a bare da solo, e chi guida è alticcio ma presente: segue la musica ma pure i suoi pensieri, fra proclami a se stesso, promette rivincite, cambiamenti che finiranno liquidi nella ceramica del bagno quando l’alcol sarà sceso più giù ed avrà liberato un po la mente. Sulla fonte cambiano le luci dei lampioni: accelera ma non riesce a scappare da quello che pensa. La voce lenta e graffiata del dj lo accompagna passando da una canzone all’altra, correlate appunto come fossero conseguenze, come fossero pensieri.

Un disco che non può mancare, una pietra miliare, un’incisione storica perché la prima interamente digitale per un album pop, un’incisione così accurata da essere ancora oggi usata  per provare gli impianti HI-FI.

Ci sono canzoni notturne, album che più di altri si abbinano alla calma notturna, all’incedere delle ore silenziose e non disturbate dal resto della vita: The Nighfly, il volo della notte appunto, è un album di questi e mi ha spesso accompagnato fra lavoro, notti di lettura o scrittura.

Una mistura di pop e jazz, di voci e coro godibilissima, vellutata. Era il 1982 e dovremo attendere 11 ani, il 1993, con Kamakiriad per avere qualcosa di simile ma inferire nel livello, nella novità che invece qin quest’ultimo pare più un tocco di “retrò” rispetto, invece, al colpo di genio innovatore precedente. E’ del 2006, Morph the Cat, che invece mi appare più simile, rilassato e notturno almeno per le mie orecchie.

Una sorta di trilogia anche se il vero “must have” risulta essere appunto il primo, the Nightfly, primo album solista nel mezzo dell’esperienza del do Steely Dan già consolidata in precedenza.

Così buonanotte di pensieri, di lavoro e sigarette, di letture e sogni di cambiamenti con The Nightfly, buon lavoro con Morph the Cat, sulla stessa falsa riga di genere jazz-pop

 

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