Chennai, che il sud abbia inizio

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Il viaggio, pur senza motivi reali, ci ha caricati di ansie ed aspettative.
Il tempo in volo, speso fra film ed appunti da leggere ha stemperato via via un clima stupidamente introverso del quale ho saputo parlare a fatica.

La sosta in Germania forse è il vero inizio del viaggio.
Da Francoforte in poi l’India e gli indiani si manifestano a suon di rutti ed odori di pasti speziati ai quali la compagnia tedesca si piega dopo i convenevoli ed i classici salatini di benvenuto.

Chennai, anche se vista a notte fonda pare più organizzata se paragonata a new delhi e molto meno caoitca. Nelle spaventose virate le ali dell’aereo paiono quasi toccare il mare che ci separa dalla pista di atterraggio e grosse chiazze di buio intervallano i gruppi delle anemiche luci dei “quartieri”.

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NonLuoghi, NonContinenti: verso l’ India del sud.

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guardiano delle scarpe, rajasthan (by Massimo Soldini)

Se esiste una definizione per i non luoghi (leggi qui), credo che ne dovrebbe esistere una per i non continenti.

I non luoghi sono luoghi non storici, costruiti con finalità di “passaggio”, luoghi dove non c’è, di base, una vera e propria relazione sociale. Pensate alle autostrade, ad un incrocio stradale, ai centri comerciali, anche se questi ultimi, forse, vi faranno credere che al loro interno possano esserci sul serio esercizi di socializzazione.

L’India è un non continente. Non può esseresoltanto  una nazione: è troppo grande e diversa da tutte, troppo diversa da se stessa, fra nord e sud e no, non pensate all’Italia come similitudine per questo aspetto. Continua a leggere….

Metereopatie

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Visualizza India del sud in una mappa di dimensioni maggiori

 L’anticiclone delle Azzorre si è finalmente seduto al suo posto così che la testa non fa altro che pensare alle ferie, al quel gusto nell’allontanarsi e l’umore pare perfino migliorato mentre Roma è caotica nemmeno fossimo alla vigilia di una guerra nucleare o se avessero appena riaperte le scuole.

Mentre un poco rassicurante futuro lavorativo fa il paio con un presente del tutto incerto la mappa qui sopra mi tiene sveglio e risveglia la fame di quei libri che non ho mai finito: forse il secondo dei 4 viaggi/tour che credo permettano di dire di aver visto davvero l’india è l’idea migliore degli ultimi mesi spesi in indecisioni lavorative ed incertezza nel futuro cestistico di cui all’altro blog (che pare una foto tanto è immobile). Continua a leggere….

La maturazione di un viaggio: verso il Taji Mahal

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Nell’ipnosi del rumore ritmato e nel movimento del ventilatore non trovo la via del sonno.

Domattina partiremo per Agra ( la mattina del 6) diretti al maestoso Taji Mahal.
Sento che dentro qualcosa è cominciato, sento l’urgenza di scrivere e metabolizzare sento che il viaggio è maturato ed ha lasciato fermentare, come in ogni altro viaggio in grado di segnarmi, la voglia di rientrare in casa.
No, non per la ricerca di routine ma per la necessità di digerire quanto visto e vissuto. Mi accade in ogni viaggio, stavolta forse un prima del solito visto che 2 settimane sono una misura che credevo piccina per assaggiare il sub continente indiano.

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L’oasi di Udaipur

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Udaipur è la nostra ultima tappa del tour del Rajasthan anche se di fatto ne è fuori e ci permette di concludere il tour nella maniera migliore visto che si presenta, seppure sotto la pioggia, pittoresca (sulle rive di un lago) e piuttosto tranquilla.

Qui le persone non mettono pressione nei negozi e non chiedono ossessivamente mance ne offrono con altrettanta insistenza servizi, taxi, tuk tuk e quanto altro nessuno ha in realtà chiesto loro.

Finalmente è possibile camminare senza troppo traffico, cercare autonomamente, se lo vogliamo, una corsa in tuk tuk, riflettere su cosa eventualmente comperare.

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