Il viaggio lungo

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long way

Dolce Sophie, sono stanco, parecchio: ho appena finito di preparare il mio bagaglio. Ho riordinato tutto e legato, protetto, quel che dovevo.

Dalla camera ascolto i rumori delle poche auto in lontananza: al buio cerco il sonno, prego Morfeo perché arrivi e perché  mi porti a domattina, quando poi partirò ancora. Sono eccitato per questo viaggio, tanto da non prendere sonno e da sentire accelerati i pensieri.
Sdraiato a pancia in su le ombre sul soffitto sembrano un grafico piuttosto chiaro e per niente spaventoso: ora riassumo, incasello, ora rivivo un po tutto.
Aveva ragione Cobain, il peggior crimine è l’inganno. Per quanto non riesca a credere a questa tesi sento dentro qualcosa spezzato, tradito: una delusione piuttosto forte per il mancato rispetto.
Che spreco tutto questo, Sophie: che senso ha, ora?

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Appetito di km

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Pasolini e Moravia

Era il 1937 e Moravia, Alberto Moravia, diretto in Cina, fece sosta in India.

Il racconto di quei giorni finì su un reportage di viaggio (Gazzetta del Popolo del 28/02/1937) . Moravia fu colpito dall’odore dell’India tanto che fu quello il primo tema, l’attacco del suo scritto: “Stupore della prima folata d’aria molle e fetida…”
E’ curioso come lo stesso odore sarà, anni dopo, la componente predominante dello stupore di Pasolini quando, nel 1961 andò in India con Moravia.
Da quel viaggio, al quale si unì Elsa Morante, al tempo moglie di Moravia , nacquero 3 libri, si dice, anche se solo 2 sono quelli pubblicati e conosciuti.
Un’idea dell’India e L’odore dell’India.
Il primo di Moravia, il secondo, curiosamente proprio per quanto detto sopra, di Pasolini. Continua a leggere….

L’odore dell’India

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L’aeroporto é il posto degli abbracci.
È bello andarci quindi, fosse anche solo per questo.
Più che le stazioni, gli aeroporti, sono la patria mondiale dell’abbraccio. Le persone si aggirano indaffarate, insonnolite ed eccitate per un “dove” meno usuale di quello che il più delle volte riuscirebbe a regalarti un treno.

Roma,Amsterdam, nuova Delhi.
Klm e le hostess risolute che ci interrogano sulle procedure di emergenza (siamo seduti sui posti vicino le uscite) sono queste le prime immagini del viaggio.
Rispondiamo in un inglese arrugginito dal troppo tempo passato a casa e confermiamo che possiamo viaggiare lí, seduti un po’ più comodi e larghi: le mie ginocchia sono salve !!

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