Top five! Le 5 cose che mi mancano di più durante l’isolamento

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Breve, veloce, senza troppo testo o spiegazione, anche se poi la classifica è vera ma nasconde tante altre cose, persone, situazioni che siccome sono un tipo molto duro e sulle sue non voglio scrivere qui.

  1. Bere una birra al bancone della “mia” birreria quando è notte, gli allenamenti o la partita sono finiti ed io fisso le bottiglie sullo scaffale senza dire niente. Ecco, in quel caso sono molto me stesso.
  2. I giri in moto sulle montagne, quelli in motorino in città anche per andare al lavoro facendo le curve “a mestiere” quando trovo quell’asfalto appena rifatto anche se la gente dice che il sindaco non fa fare manutenzione stradale, i giri in Vespa con l’aria profumata della mattina quando Roma s’è appena svegliata.
  3. Cenare fuori.
  4. Le chiacchiere dal barbiere e dal gommista.
  5. Mettermi la cravatta
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Top 5! Cose che mi piacerebbe scrivere (ora)

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Virginiana Miller, la verità sul tennis

Veloce veloce, tanto per risvegliare la categoria delle Top 5, ecco le 5 cose che mi piacerebbe scrivere ora:

  1. Un pezzo sul mais, in particolare sulle pannocchie ed il loro meraviglioso ordine, la loro precisione, la loro velocità di cresce. Passerei per concetti storici, colonizzazione, discorsi etici per arrivare infine a bellissime pannocchie che si arrostiscono sulla graticola. Poi chiuderei con foto che mostrano il loro colore, le loro forme perfette, quella sorta di alveare che la natura costruisce senza errori.
  2. La verità sul tennis: una durissima reprimenda su alcuni concetti dello sport ed in particolare sul tennis e sul nuoto. In omaggio ma non solo all’omonimo album dei Virginiana Miller
  3. Un nuovo capitolo di “Dell’utopico stato” che era un libretto che avevo cominciato a scrivere quando avevo più capelli e che un giorno non ricordo perché ho buttato via mentre ero pieno di rabbia, distruggendo tutto il lavoro. Ma tanto mi ricordo tutto.
  4. La frase “mai dire mai è una scusa del cazzo!”, bella grossa, su un muro. Ma non so ancora il colore e quindi rimando.
  5. Un racconto ambientato a Lucca che parla di me che vado in bicicletta e nel quale poi userei la foto di me che vado in bicicletta in Laos, quella col cappello ed una faccia un po’ schifata senza motivo reale.

 

P.S. Il film Alta fedeltà dal quale deriva questa categoria delle top 5 è meraviglioso. Guardatelo, inetti.

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Top 5: le 5 cose che vorrei fare quando piove e poi sta per arrivare il Natale

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babbo-natale-impiccato

E’ un  inizio settimana e l’incubo del Natale col finto buonismo, il traffico e quell’alone fra malinconia e tristezza mi sembra  abbia già invaso la capitale.

Stamattina traffico, immotivato, allagato da una normalissima pioggia che la radio continua a definire come “bomba d’acqua” e che io continuo a vedere simile a mille altre piogge.

Fatto sta che c’è traffico, troppo, che la gente è maleducata, che il Natale poi arriva e che te lo annunciano quelle sbiadite coccarde che i negozianti svogliati tirano fuori ogni anno. Si quelle che tirano fuori qualche giorno  prima di montare la moquette rossa, lì sulle vie dei negozi, quella che poi diventa nera e putrida dai passi della gente e, appunto, dalla pioggia. Continua a leggere….

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Top 5 dei momenti bellissimi

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le cose belle

 

  1. Quando succedono “quelle cose” che poi qui non me la sento di scrivervi perché sono troppo veramente personali, speciali e bellissime
  2. Quando stamattina mi sono svegliato con un messaggio
  3. Quando i miei giocatori corrono in panchina ad abbracciarmi
  4. Quando ricevo messaggi che dicono : “dove sei?” ed allora io mi sento un viaggiatore
  5. Quando scopro che ho tante Golia in tasca.
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Top 5: I lavori di maggiore responsabilità !

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Hard-Work

 

  1. L’autista dello scuolabus, perché ha in mano il vero futuro della nazione.
  2. Il tecnico dei distributori automatici da ufficio, a pari merito con chi si occupa di rifornire i prodotti: da loro dipendono la nostra felicità, la nostra consolazione, l’esito di importanti riunioni, le chiacchiere irresponsabili, pettegole, le confidenze, gli abbracci e tutta la vita vera nei momenti del caffè lì, in piedi davanti al totem delle nostre vite: la “macchinetta”.
  3. Il gelataio: da premiare l’armonia con cui plasma, sinuoso, i gusti sopra il cono, per il sapere evitare che un colore invada l’ altro, per saper capire che l’ordine con cui hai dettato i gusti è religione e come tale deve essere rispettato. Da premiare per sapere l’esatta quantità di gelato da mettere, perché un poco in più ed un poco in meno sarebbe terribile.
  4. Il barbiere: deve fare le righe perfette ad una barba attaccata al visto di fissati per la pogonotomia, tipo me.
  5. Mia madre.

 

 

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