Intolleranze

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Food-Intolerance1

Un ristorante per intolleranti.

Ecco, penso ce ne sia bisogno proprio considerando la società contemporanea, i vizi e le virtù, le esigenze della vita moderna, come si diceva nella pubblicità del Cinar (seti stai chiedendo cosa sia il Cinar o cosa dicesse la pubblicità allora vattene affanculo).

Così il mio nuovo progetto è questo, un ristorante dedicato agli intolleranti. Leggi: non pensare che sia uno dei tanti.

L’idea è semplice ma unica nel suo genere: un posto dove il gestore, l’oste, io, è intollerante, un posto dove chi cucina è nervoso e non sopporta, in generale, così come i clienti non gradiscono, non sopportano, appunto non tollerano certe situazioni. Qui i clienti intolleranti si rilasseranno vedendo maltrattare le persone che si atteggiano, frignano e straparlano che magari hanno invitato qui proprio per non essere potuti intervenire in prima persona. Il capo ufficio? Il collega, l’amica “mimimimi”? Continua a leggere….

Ciambella!

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ciambella

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Non mi fido dei bar che non vendono ciambelle ! Posso essere finite, si, ma non concepisco i bar che non le vendono adducendo spiegazioni assurde tipo che essendo fritte sono poco richieste o che sono troppo grandi e nessuno le mangerebbe a colazione: è proprio quello il bello!

La regola è che se vai a fare colazione al bar e c’è una ciambella, non importa quanto tu abbia già mangiato né la tua linea, devi prenderla. Continua a leggere….

Lo Zen e l’arte di riparare apparecchi soffiandoci su

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soffiare sui contatti (gioco Nintendo)

Oggi serve pazienza: è venerdì, sono stanco, la connessione di rete va e viene, il lavoro si arretra e la radio dice che arriverà l’ennesimo ciclone a sconvolgere un clima che di suo è già sconclusionato.
A Roma s’è alzato un vento fastidioso come un bambino e l’aria è fresca solo se ti slacci il giubbino perché poi appena ritiri su la zip allora ti cuoce il sole e ricominci daccapo. Continua a leggere….

Paria

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Esistono le caste, in India, dove la religione governa ogni azione, esistono in Italia, dove indirettamente ed invisibilmente si vivono una miriade di vite differenti, alcune coraggiose, altre meno, alcune ricche, altre di sussistenza, qualcuna di sopravvivenza.
Così esistono i paria, gli ultimi della casta, i nati così e così rimasti per credo religioso, per effetto della vita precedente, per una sorta di pena comminata dipendente dalla tenuta del loro essere stati prima di oggi.

In India tutto ha un senso, un senso che qui invece è misurato su di un’altra scala, con altre modalità e caratteristiche. 

Mi vengono in mente storie di semplicità, di illusoria emancipazione, bassi profili ai quali piace credersi alti, fingersi migliori, sentirsi adeguati ma non per brama quanto per necessità, per bisogno di rifuggire quel disagio sottile e tagliente che li separa dal resto delle caste.  Continua a leggere….

Fiorire

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campi broccoletti

Poi nel tunnel buio, alla stazione, ho ripensato alla piante del broccoletto. Le mie scarpe di cuoio rimbombavano mentre i due tipi della Uno rossa si tenevano per mano barcollando un altro inizio giornata.

Lui, il broccoletto, vive poco ma nessuno ci romanza su delle leggende poetiche come invece si fa con le farfalle. Solo d’inverno e praticamente un paio di mesi. Continua a leggere….

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