Apr 27
MassimoBasket: storie ed appunti di pallacanestro, L'alba sul G.R.A., Racconti g.r.a., gra, gra roma, grande raccordo anulare, l'alba sul g.r.a., massimo soldini, oltre, oltre erica mou, oltre un temporale, racconti massimo soldini, temporale
Lettura consigliata in abbinamento all’ascolto di
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Claudio guida sul G.R.A., alle sue spalle una bandiera di calcio, sul fondo della cabina del suo camion, davanti un quintale di km da percorrere ed una storia come tantissime altre, soffuse dalle luci di una sera di venerdì, Roma, ma anche Milano, così come fosse anche Brindisi oppure Pisticci, di cui poi non ricordo davvero la provincia. Storie annodate, partendo dal macro per arrivare al micro.
Sua moglie dorme già , avvolta in un letto grande, da sola, ogni notte, mentre lui invia mozziconi di messaggi da una piazzola di asfalto, su e giù per la penisola. L’amore non funziona più davvero ma nessuno dei due ha il coraggio di provare a risolvere, parlare o capire.
Sopravvivere, ai margini di una giornata di lavoro, con una persona che ami davvero anche se il vocabolario interrogato spiegherebbe tutt’altro. Trincerati nella propria vita, senza la forza di vivere sul serio, di cavalcare una passione vera, pur non essendo tristi ne in lite, pur non avendo interesse per altre persone.
Due famiglie da cui andare a pranzo nelle domeniche di sole, quando lui è ancora stordito dai chilometri del rientro e lei accenna del fard davanti allo bagno che vorrebbe sempre cambiare.
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Apr 17
MassimoRacconti massimo soldini

Forse ho la capacità di ascoltare le persone senza nemmeno rendermene conto.
Il fatto è che ogni giorno, praticamente ogni giorno, mi ritrovo a guardarle davvero da vicino, così vicino come nessuno le osserva davvero.
Mugugni, facce senza filtro, sbadigli, storie appena accennate eppure così dense, concentrate nei pochi istanti di un colloquio più che altro fatto di sguardi.
Mi piacerebbe parlare, ma ascoltare la gente, il più delle volte sconosciuta, è una miniera di informazioni e storie, a volte piccanti, a volte amare da lasciare a bocca aperta per fuggirne il sapore.
Li vedo piangere, ridere, sbuffare, li ascolto gridare, li vedo impacciati, se non soli.
A volte ci mettono un po’ a tirare fuori la loro realtà interiore, a confessarsi e mostrarsi senza la maschera, il cerone da clown che ogni giorno rende tutto digeribile e gradevole agli occhi di colleghi, parenti ed amici. Continua a leggere….
Apr 16
MassimoRacconti
So bene che non si inizia a scrivere con ” beh” e quindi…
eh,fa piacere leggere email in cui ci si chiede se le mie dita stiano picchiando sulla tastiera o se stiano stringendo la manopola del gas mentre sono diretto in moto chissa’ dove.
Il fatto e’ che devo lavorare, purtroppo o per fortuna, e che dovreste leggermi di più e consigliare di più di leggere le mie pagine cosi’ che tutto questo diventi vera pubblicazione ed in qualche modo, senza eccesso di prezzi,pane quotidiano.
E poi (va bene, non si cominciano le frasi con “e”), non avendo cadenza fissa, volete farmi credere che questo blog non sia eccitante (presuntuoso eh) anche per l’estrema sorpresa di entrare e chiedersi se avrò scritto oppure no?
C’ho da fa’!!!
infatti scrivo dal metro’ di Roma, pigiando invio alla fermata Flaminio e senza riuscire a fare in tempo a trovare una foto…
Stay tuned (dicono quelli fighi)!!
Apr 04
MassimoRacconti allume di rocca, barbiere, edizioni lo squalo, floid, floid dopobarba, fumetti osè, il tromba, lando, rasoio a mano libera

Sento il collo stretto.
Il blu intenso del telo mi copre da lì alle gambe.
Allacciatura alle spalle, come una camicia di forza…
Accarezzo le crine del cavallo: la superficie levigata del ferro “scolpito”, ormai scolorito da altri come me che ci hanno passato su le dita, nella speranza di distogliersi, che il tempo passasse in fretta: altri uguali a me.
E’ sabato mattina e sono un bambino.
Uno qualsiasi, con un taglio osceno di capelli, un sacco di cose non dette, sullo sfondo sfocato di una Roma anni 80: motorini, vespe, “vini ed oli”, “polli ed abbacchi”, l’officina sotto casa, il mercato di quartiere.
Mi prende il viso di forza, come fosse di ferro anche il mio collo, mi gira e rigira mentre raschia col pettine come a scavare, mentre taglia deciso ignorando quello che avevo cercato di spiegare poco prima. Quello che volevo, come immaginavo..figuriamoci …
Quanto può essere attendibile un bambino seduto sul cavallo del barbiere? Continua a leggere….
Mar 24
MassimoDeliri notturni, Infinito, Racconti infinito, massimo soldini, soffrire

Soffro di chiamate perse, di “clienti irraggiungibili”, soffro di sociopatia, bisogno di moto, continua sete di birra
…. Continua a leggere….
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