Giustizia

No Comments

Giovanni Brusca condotto in carcere dopo la sua cattura, il 21 maggio 1996. ANSA / FRANCO LANNINO

Giovanni Brusca condotto in carcere dopo la sua cattura, il 21 maggio 1996.
ANSA / FRANCO LANNINO

 

Prima alcune morti sul lavoro, poi l’incidente in funivia provocato da incuria, dal mascherare difetti per poter comunque guadagnare, ora l’uscita di carcere di Brusca.

Il paese è assetato di giustizia, inneggia alla giusta pena, al rispetto delle regole.

Ebbene, le morti sul lavoro ci sono perché si investe poco in sicurezza, perché si accettano ruoli non propri, perché per andare veloci si modificano macchine, dispositivi, e lo si fa noncuranti…tanto che vuoi che succeda?

Noi siamo il paese che lavora in nero, che “conviene a tutti se senza fattura”, il paese che “tanto è sempre stato così”, che accetta a testa bassa, che non vuole cambiare. Il paese che poi, però si lamenta. Se gli ospedali e le scuole funzionano male è anche per questo, per le tasse non pagate.

Siamo il paese che giustifica, che omette, che perdona, che garantisce, salvo poi, appunto, volere la giusta pena, la giustizia a tutti i costi.
I sindacati proclamano sciopero nei prefestivi, solo di venerdì: che credibilità hanno? Sono i primi ad assumere secondo nepotismo, a tutelare chi non lavora.

E’ gravissimo che sia precipitata la cabina di una funivia la cui manutenzione, consapevolmente, era stata messa da parte, i cui freni di emergenza erano stati bloccati per evitare che scattassero impedendo, con quel guasto in essere, che la funivia procedesse, che facesse quindi guadagnare i gestori. Che scandalo, che rabbia, quante vittime! Si, ma siamo il paese che avrebbe protestato se, ad un controllo, si fossero licenziati tutti, denunciati gli altri, incarcerati i colpevoli: cosa avrebbero potuto fare? Il governo con le chiusure per la pandemia li ha affamati. Si sarebbe detto questo, o qualcosa del genere.

Giustizia, carcere a vita….

Oggi esce di galera Brusca, boss mafioso pentito, pluriomicida e si grida allo scandalo. Ma non siamo il paese che si atteggia a grande democrazia garantista, che critica la pena di morte? Brusca ha scontato la sua pena e nel rispetto della legge oggi esce di galera. Il nostro sistema non è volto alla rieducazione, alla garanzia, alla comprensione? Ed allora cosa andiamo cercando?

Perché non siamo in grado di essere coerenti? Perché i più continuano a fare quello che gli conviene e non quello che è giusto?

Condividilo....Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

La fase 2: lo strappo

No Comments

cucire uno strappo

La fase 2.

Così chiamano questi giorni, la riapertura dopo le tante settimane di chiusura, di decreti e precauzioni. Su pressioni sociali e politiche il governo ha scelto, invero senza troppi dati, di riaprire tutte le attività ed il timore è appunto che i contagi tornino a salire.
Mi fa male che le pressioni ci siano state da più fronti nonostante gli innegabili molti aiuti varati dal governo, prescindendo dal credo politico. Mi fa male che il commercio, le logiche commerciali, quelle produttive, quelle dei guadagni, abbiano guidato le scelte.

Non i dati: le logiche economiche.

Continua a leggere….

Condividilo....Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Metafisica di una pandemia e del suo isolamento

No Comments

moca-chirico-hero

Questo è il tempo di aspettare.

Questo isolamento a causa della pandemia sta cambiando in molti i ritmi delle giornate e sta facendo apprezzare cose e persone che prima venivano date per scontati. Gesti quotidiani come fare la spesa o salutare qualcuno per strada, andare a trovare un amico, sono diventati dei ricordi e dopo circa 40 giorni per i più ligi al dovere, posso dire che alcuni aspetti arrivano a sembrare ricordi di qualcosa di molto più lontano e nostalgico.
Ci stupiremo a ricordare le lunghe file al supermarket, i capelli lunghi e fuori colore di alcuni, le molte videochiamate, l’accelerazione tecnologica imposta dal virus in pochi giorni e non dalla pubblica ragione in tanti anni. Ricorderemo la bellezza ipotetica e non fruibile delle città vuote, specie come Roma, del silenzio estremo che nemmeno la notte ci offre, di fotografie che non potremo mai scattare non essendo liberi di andare a godere del fatto di essere liberi e soli. Un dolce amaro paradosso. Continua a leggere….

Condividilo....Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Auguri (quest’anno servono più che mai)

No Comments

covid_coronavirus_speciale_giusta

Il 25 marzo ho compiuto 41 anni.
Sono nato di domenica, comodo, con la città calma, in un giorno in cui non si lavora, ci si alza tardi.

Sono nato lo stesso giorno di Mina e di Mario Brega, lo stesso giorno in cui, secondo gli studiosi del tema, inizia la Divina Commedia. Ecco, tutto questo mi sembra la somma delle mie passioni oltre che un ottimo inizia; mi sembra il succo del mio essere, del mio modo di essere, di fare, comportare, concepire la vita fra musica, romanità e violenza, direzione frontale d’espressione, passione per le parole.
Forse è un caso, forse no, forse ha ragione l’oroscopo. Continua a leggere….

Condividilo....Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone


free counters