Partire, tornare

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La folata improvvisa gli disegnò un brivido veloce sulla pelle. Un fulmine di freddo che riuscì ad immaginare scolpirsi sulla sua gamba, risalendola.

La mano sul viso madido significò una nuova pagina, uno scostare i pensieri precedenti e cominciarne dei nuovi: provò a sognare ancora insistendo su stupidi ghirigori a metà fra ricordi e le briciole del sogno precedente.

La mano non spazzò l’odore denso di fumo del quale la barba era insaporita da anni e con gli occhi chiusi rimescolò le idee sperando di rimandare il risveglio. Gli alberi chiusi come

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Essenza

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coppia felice

 

La vita vera è nei gesti ripetitivi delle cassiere del supermercato,

nella loro inspiegabile vergogna degli annunci al microfono.

La felicità è nei gesti rapidi e precisi dei farmacisti che incartano le medicine,

nella punta del naso fatta nera dall’annusare la gomma posteriore della moto.

 

Traiettorie

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Esistono traiettorie perfette.

Pensate a quella di un pallone che entra in rete, magari proprio nel calcio di rigore decisivo, quello dei mondiali di calcio. Pensate ad una palla che danza sul cerchio e poi decide di entrare: pallacanestro, grida, ultimo secondo, una partita vinta.

Pensate a quella curva, penellata alla perfezione, guidando una moto su per i colli dai quali si vede quel lago. Oppure pensate semplicemente alla strada di casa: in quelle notti che avete pianto, sofferto o viaggiato, la traiettoria perfetta era quella, la strada di casa vostra.

Una delle mie traiettorie perfette è qui a Roma ed mitica, perfetta proprio perché essenziale: in pochissimi metri racchiude l’estremo il senso filosofico di una città, di un modo di vivere e ricordare. Continua a leggere….

Smailapapà: un meraviglioso declino

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umberto smaila

Ho fatto un giro in ascensore.

Si, un su e giù al netto di prenotazioni piano. Tanto per specchiarmi un po.

Il risultato è: un taglio da rasoio a mano libera di cui mi sono accorto solo ora, un impercettibile ma per me fondamentale errore nella linea della rasatura, e, soprattutto, riflesso nello specchio, un misto fra Barbapapà ed Umberto Smaila. Continua a leggere….

FINALMENTE: moccia e volo (minuscoli !), un problema non solo mio

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FEDERICO-MOCCIA-570x300

 

eh si, FINALMENTE !

Ne ho parlato spesso, infervorandomi, annoiandovi: finalmente se ne parla anche altrove anche se in maniera moderata.

il sito, che leggo quotidianamente, si occupa di lettura creativa: non critiche noiose e per espertoni di letteratura o sedicenti tali, ma consigli per appassionati di libri, del leggere .

non aggiungo altro, stavolta lo sfogo di bile è in calce all’articolo stesso, quindi  inutile riportarlo: buona lettura !!!

Il tempo passa e spesso ce ne accorgiamo grazie a dei particolari apparentemente insignificanti. Chi si ritrova un capello bianco, chi con dei pantaloni troppo stretti o fuori moda. Per non parlare dei gusti, poi. Si realizza di essere circondati da cantanti che non si conoscono, da scrittori mai sentiti ma che, sembra, si dovrebbero conoscere. Ma, soprattutto, ciò che ci era familiare e certo si rivela essere superato, ignorato, dimenticato. E magari per negare tutto questo tentiamo di rimanere aggrappati alle nostre certezze e vogliamo farle valere a ogni costo per esserne ancora una volta rassicurati. Ma se provate a fare gli splendidi e volete vedere se potete stare al passo di vostra cugina di tredici anni senza affannare più di tanto, scoprirete che nomi come Backstreet Boys, Spice Girls o Federico Moccia non sono più spendibili. Ecco, per l’appunto io ho vissuto la mia adolescenza sotto Federico Moccia, un po’ come si dice con i papi o con i re per scandire le generazioni. Lui, quello con il cappellino che ha fatto la fortuna dei ferramenta. Moccia, fino a qualche anno fa, totalizzava tutto il panorama commerciale dei libri” CONTINUA A LEGGERE QUI

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