Viaggi: la teoria della grande cacca

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Back home

C’è un esatto momento in ognuno dei miei viaggi itineranti e ci penso proprio ora che dovrei organizzare a meglio il viaggio in Cina, ora che non ho tempo e che sto indietro e mi sento come quanto sei in cassa al supermarket e la cassiera è molto più veloce di te a passarti i prodotti mentre cerchi di imbustarli.

Fra le tappe, nel bel mezzo del tutto, sono spesso sopraffatto dalla smania di andare, di allontanarmi e perdermi, scoprire, mangiare camminare.
Poi tutto d’un tratto comincio a pensare al ritorno e questo accade soprattutto (che mi piace sempre come parola perché ha 4 e mi ricordo pure la voce della maestra che mi rimarcava questo concetto)  quando non ho neanche il biglietto di ritorno quindi 99% se viaggio in moto.
Così mi ritrovo spesso a pensare a tornare ma la malattia mi avvelena ancora e combatto e sento che devo andare ancora e procedo così in un loop infinito. Continua a leggere….

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Andare

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going home

Il rumore della chiusura lampo e la visione della tasca chiusa alla perfezione lo facevano sentire organizzato, pronto al viaggio.

Che fosse quella della giacca, quella dello zaino oppure quella della borsa: aver sistemato gli oggetti ed essere riuscito a chiudere gli dava sicurezza, consapevolezza di poter andare, affrontare. Continua a leggere….

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