Sud est

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Sampan, Vietnam

Discendendo la schiena sinuosa del Mekong, fra Laos, Vietnam e Cambogia c’è tempo per pensare e per riscoprire ritmi che non appartengono più alla nostra società definita presuntuosamente evoluta.

Le sampam, barche lunghe, sottili e rugose come frecce primordiali, solcano l’acqua verdastra e calma mentre attorno percepisco come una presenza costante l’umido del caldo di giorno, il fresco della notte. C’è silenzio ed è rotto solo dagli animali che lungo le sponde fangose oppure in acqua riescono ad animare il quadro.
Tengo gli occhi puntati ovunque, aperti e larghi; tengo lo zaino fra le gambe e custodisco dentro una voglia di catturare tutto, per riuscire a metabolizzarlo, senza però riuscire a farlo davvero nella pratica.
Sento dentro una smania smisurata, un senso di impotenza nato davanti alla meraviglia di quella quantità naturale; sento dentro che “andare” e “scoprire” sono sentimenti palpabili. Continua a leggere….

Aspettando

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Peter Seminck Works

Peter Seminck Works

Siamo ancora lontani e spero che il tempo sia rispettato, che queste piccole non nascano troppo presto, che il loro viaggio di avvicinamento sia senza scossoni, che la loro navicella abbia un piano di volo ben ragionato. Le aspettiamo da mesi, ci prepariamo da anni: vengono da molto lontano, portano con loro una grande esperienza: non saranno appena nate, avranno dei mesi di viaggio alle spalle, delle esperienze, delle parole che non capiremo, che non saremo in grado di comprendere.
Saranno costrette ad imparare la nostra lingua, per spiegarci quello che non sappiamo, per dirci quello che dovremo imparare. Non saranno appena nate, saranno esperte di una vita che non conosciamo, che non ricordiamo forse. Ci guarderanno in silenzio, curiose come noi lo saremo di loro: è un incontro fra provenienze diverse, fra storie differenti: sono vite e sono storie che devono abbracciarsi, comprendersi e provvedere le une alle altre.

9 mesi sono un tempo nel quale puoi andare perfino su Marte, sono un tempo lungo nel quale puoi fare un viaggio, pensare, crescere, imparare; un tempo dopo il quale presentarti alla vita del tutto diverso, cresciuto.

Nasceranno quindi, ci parleranno di loro, del loro viaggio, di cosa hanno visto e sentito, gli narreremo del nostro viaggio, di che mari abbiamo attraversato, di quali lotte e delusioni siamo fatti: decideremo insieme dove andare.

Dimenticare

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Vorrei imparare dal vento, vorrei imparare a spazzare, scacciare, andare lontano, passare sopra le cose, ad esserci sempre, ad infuriare e solo quando serve, a saperci fare col mare e con le montagne, a cambiare, ad avere stagioni, a saper tornare in India ogni anno, almeno un paio di volte.

L’unica cosa che non ho capito è se davvero il vento porti con se qualcosa, anche granelli, come fossero memoria, oppure se sia capace davvero di pulire tutto, di sgomberare. Che bella parola, “sgomberare“.

Allora se così fosse, se portasse comunque via quei frammenti di memoria, quei granelli confusi ma numerosi, allora no, non vorrei essere come il vento perché mi interessa dimenticare certe cose, non rinnegarle, proprio dimenticarle, anche se dimenticare non è la condizione più ambita ma, semplificando, è una condizione che aprirebbe le porte a riscoprire.

Ma se riscoprissi significherebbe che ho si dimenticato ma nuovamente patito le cose negative. Si, avrei anche lo stupore di quelle cose belle, dell’amore, ma soffrirei per tutto quello che ogni giorno con violento schifo vorrei non esistesse, compresa certa gente.
Mi incastro a pensare, in un senso e nell’opposto.

Ho già imparato dal vento: faccio mulinelli.

P.s. Non c’è una foto, ho dimenticato di inserirla, sono a buon punto

La fase 2: lo strappo

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cucire uno strappo

La fase 2.

Così chiamano questi giorni, la riapertura dopo le tante settimane di chiusura, di decreti e precauzioni. Su pressioni sociali e politiche il governo ha scelto, invero senza troppi dati, di riaprire tutte le attività ed il timore è appunto che i contagi tornino a salire.
Mi fa male che le pressioni ci siano state da più fronti nonostante gli innegabili molti aiuti varati dal governo, prescindendo dal credo politico. Mi fa male che il commercio, le logiche commerciali, quelle produttive, quelle dei guadagni, abbiano guidato le scelte.

Non i dati: le logiche economiche.

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Auguri (quest’anno servono più che mai)

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covid_coronavirus_speciale_giusta

Il 25 marzo ho compiuto 41 anni.
Sono nato di domenica, comodo, con la città calma, in un giorno in cui non si lavora, ci si alza tardi.

Sono nato lo stesso giorno di Mina e di Mario Brega, lo stesso giorno in cui, secondo gli studiosi del tema, inizia la Divina Commedia. Ecco, tutto questo mi sembra la somma delle mie passioni oltre che un ottimo inizia; mi sembra il succo del mio essere, del mio modo di essere, di fare, comportare, concepire la vita fra musica, romanità e violenza, direzione frontale d’espressione, passione per le parole.
Forse è un caso, forse no, forse ha ragione l’oroscopo. Continua a leggere….

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