Soffrire
Mar 24
Deliri notturni, Infinito, Racconti infinito, massimo soldini, soffrire 1 Comment
Soffro di chiamate perse, di “clienti irraggiungibili”, soffro di sociopatia, bisogno di moto, continua sete di birra
"Tutto ciò che avete da fare è tenervi il vento alle spalle" J. Conrad
Mar 24
Deliri notturni, Infinito, Racconti infinito, massimo soldini, soffrire 1 Comment
Soffro di chiamate perse, di “clienti irraggiungibili”, soffro di sociopatia, bisogno di moto, continua sete di birra
Mar 21
Racconti l'ultimo metro', massimo soldini, Metro', ultimo metrò No Comments
Io passerei ore sulla metro.
Da capolinea a capolinea,come facevo quando rimanevo seduto lì pomeriggi interi, lo facevo per studiare visto che a casa non ci riuscivo.
Da nord a sud, da oriente ad occidente di un micromondo infinitamente complicato. Una città sotterranea fatta di persone, fatti e storie.
Ah,quanto materiale per scrivere ed inventare, quanto materiale trovato nei dettagli delle mani, nello stato delle scarpe dei viaggiatori, dai discorsi urlati al telefono, dall’odore di questa o quello, dalla fretta per il lavoro.
Passeggeri ma locomotori di preziosissime storie.
Seduto, appunto riempio note che mai trascriverò, che perderò fra qualche minuto. Io ci passerei i sabato pomeriggio, ma poi ricomincereste a dire che sono scemo ed allora faccio finta che non è vero, ok?
Salto la mia fermata e torno indietro: la giostra di vita fra le piu’ divertenti.
Massimo.
P.S. Ah, poi dopo vado pure al lavoro. Certe volte.
Certe altre invece il lavoro è quello lì, notare, annotare, scrivere, inventare. Se poi diventasse pure vendere…
Mar 20
Viaggio in moto da roma a caponord, massimo soldini, roma caponord, romacaputnord, www.romacaputnord.it No Comments
..già, perché successe lo stesso con l’Asia.
Una va, ma mica è detto che torni. O meglio, si torna, ma talmente cambiati che è come non essere mai tornati.
Aspettando un’occasione per migliorare viaggiando oggi, per scrivere, rubo nelle mie stesse tasche.
Lanciando la moto, nell’ultimo tratto in discesa,quando era possibile vedere solo cielo, mare, contrasto di neve, ed in lontananza le case del villaggio, ho allargato le braccia come per volare, lasciando che la moto andasse da se.
Un urlo fortissimo e liberatorio, poi ho chiuso gli occhi.
In quell’attimo di buio solitario, nella luce del sole delle 24, ho riscoperto la certezza che il viaggio più bello è sempre e comunque quello di ritorno a casa.
Massimo (www.romacaputnord.it)
Mar 19
Venere, Bacco e tabacco le labbra, massimo soldini No Comments
E’ lì , sulla linea decisa della curva delle tue labbra, sul quel colore perfetto che sbarra il sapore della tua bocca.
E’ lì che avrei speso stanotte.