Mar 19
MassimoPapà - Il mio progetto più grande e folle farfalle, festa del papà, lavoretti, massimo soldini
“Lavoretti”, ovviamente, oggi più che mai.
meraviglia distillata il disegno di Bea, in cornice del lavoretto stesso, mi ritrae a suo dire con delle mani che sembrano ali di farfalla rimandandomi a quanto scritto in precedenza.
Impietosamente realistico il disegno di Matilde che mi raffigura con ancor meno capelli ed evidentemente più stress ed anni, rimandandomi però all’immagine dolce di mio padre, molto più simile a quel disegno di quanto lo stesso non sia a me, almeno ad oggi.
In entrambi i casi tuffi al cuore, a bomba.

“Lavoretti”, Beatrice e Matilde Soldini
Mar 16
MassimoPapà - Il mio progetto più grande e folle, Racconti farfalle, il mio progetto più grande e folle, massimo soldini, papa

Camera da letto nella nostra casa a Roma, rielaborazione non fedelissima con I.A. (Gemini)
Una notte mio padre sognò di essere una farfalla.
Il sogno fu così intenso che al suo risveglio non ricordava bene se fosse un uomo oppure una farfalla.
Poi si girò, mi vide in piedi accanto al letto, sentì le mie sorelle litigare nell’altra stanza ed il rumore di mia madre in cucina per la colazione.
Credo pensò alle bollette da pagare, alle settimane di lavoro alleviate solo dalla leggerezza delle mezze giornate libere nelle quali però sbrigare sempre qualcosa.
Allora si girò, stese le ali e volò via.
Modifica del 19/03/26
Beatrice, commentando il suo disegno fatto per la festa del papà: “ti ho fatto anche le mani ma sembrano le ali di una farfalla”
Dentro, subito dopo, una scossa forte.
Feb 20
MassimoBrevetti e teorie, Infinito, Papà - Il mio progetto più grande e folle carnevale, castagnole, frappe, gatti in tangenziale, infinito, intelligenza atificiale, masini, massimo soldini, mescolare, nepotismo, ovetto kinder., pooh, scout, tozzi

Ma nonna, riprodotta fedelmente con AI nella nostra cucina a Roma, Montesacro.
Mi sono sempre chiesto dove vadano i gatti sui cavalcavia, che facciano di notte sul GRA di Roma, cosa li spinga ad allontanarsi così, non essendo randagi, essendo invece ben curati, visti pure i rischi che le loro carcasse spesso testimoniano.
Come i delfini che vanno a spiaggiarsi, forse per morire, forse perché solo malati, anche i gatti, in tangenziale, fanno qualcosa del genere?
Ieri una brutta giornata di depressione lavorativa, così che alla sera mi venissero in mente solo le canzoni di Morandi, Umberto Tozzi o dei Pooh: diciamo un vecchiume non ben determinato ma senza dubbio un indice di malessere. Quantomeno non ancora a livello: mi viene in mente di canticchiare Masini.
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Gen 22
MassimoInfinito Dalila Brocchi., Four songs, Helsingborg, Linnea Nordenback, massimo soldini, Natalie Schäfer, poesie, Ponton, ricorda, vera worbin
Ricorda
Ricorda di chiudere la porta, serrare le finestre, spegnere le candele,
tenere il passo,
vestire di chiaro.
Ricorda di guardarti attorno, guardare da entrambi i lati prima di attraversare, controllare i freni della bici, allacciarti le scarpe, sondare ogni via di fuga.
Ricorda di chiamare la nonna, andare a trovare i tuoi,
chiedere scusa,
abbracciare gli amici, organizzare uscite.
Ricorda il pericolo come un’ombra alle tue spalle, come l’eco di una voce presto estinta, come un veicolo lanciato nel crepuscolo, come per un soffio, come una morte improvvisa.
Ricorda il primo soccorso, il numero per le emergenze, come usare un defibrillatore,
cosa fare, il morso della speranza sul finale.
Ricorda il viso, l’odore, il suono della voce, il tocco della mano, di chiudere la porta.
Vera Worbin
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Dic 23
MassimoMusica, libri, foto, film fitzgerald, lettere d'amore, massimo soldini, Sei per me la sola cosa al mondo, zelda, zelda fitzgerald, zelda sayre

Zelda Sayre
[Clinica Prangins, Nyon, Svizzera,autunno 1930]
Goofy, mio caro, non è stato forse un giorno incantevole?
Mi sono svegliata stamattina e il sole era sul mio tavolo come un pacchetto con un regalo di compleanno, così l’ho aperto e tantissime cose felici si sono messe a sfarfallare nell’aria: l’amore per Doo-do e il ricordo del tocco fresco della nostra pelle a contatto in altre mattine come una maestra di scuola. E tu mi hai telefonato e mi hai detto che ho scritto qualcosa che ti ha fatto piacere, tanto che non credo di essere mai stata così colma di felicità.
La luna scivola tra le montagne come una monetina perduta e i campi sono neri e pungenti e ti voglio qui vicino per poterti toccare nell’immobilità dell’autunno quasi come l’ultima eco dell’estate. L’orizzonte è disteso lungo la strada per Losanna e i campi succulenti come una ghigliottina e la luna sanguina sull’acqua e tu non sei così lontano perché io non possa sentire il profumo dei tuoi capelli nella secca brezza.
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