Il Dascio

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Il Dascio, un po come il Lonfo, si alluperca. Bizzacca all’imbrunire soviatico.
Ecco io l’ho visto ed è come il Munchio che vedevo da ragazzino e che temevo fosse sotto al mio letto, che continuavo a vedere nel delirio della febbre alta adolescenziale.
Che poi, a dirla tutta sia il Dascio che il Munchio non hanno un profilo definito né un verso tutto loro: sono immagini sfocate prese da libri di patafisica, sono sensazioni e timori. Il Dascio è bestia ingorda dolce ed aggressiva. Sicuri?
Ho idea che ne scriverò ancora, magari in apposita nuova categoria, perché il Dascio è primordiale e brutale, istintivo. Almeno credo.

Il Dascio incarna un po’ quello che temi ma che tutto sommato cerchi. E’ come l’odore di benzina che da fstidio fa male ma che non puoi smettere di annusare.
Ora è animale, ora verso, ora mostruoso energumeno che i sonni tormenta, ora gabella, ora soprannome.

-Ce l’hai il dascio?
-No
-Allora ‘n poi passà!

Visto? e così via.

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Binario 4

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A testa china, un po’ dubbiosi, tutti verso la novità. Stamattina binario 4 e qualche minuto di ritardo. A me piace perché ha il sapore di una novità buona e stimola quelle signore con i vestiti sottili, celesti a fiorellini, a far domande retoriche. Io al binario 4 non ero mai partito e ci avevo visto sempre e solo i papaveri a godersi il sole non ancora caldo di inizio estate, la mattina. Il binario 4 sta davanti a quell’affronto rabbioso, compiuto armati di spray: “l’ignoranza ve se magna”, una scritta che per me c’è ’ ancora e che invece qualche vandalo ha cancellato.

Il controllore con le occhiaie, gli studenti svogliati quanto me, i libri pronti e chiusi sulle gambe, pronti e delusi come i miei giocatori quando aspettano che li chiami per entrare in campo. 

È luglio, il caldo, il pre ferie, le ferie già iniziate di qualcuno, è mia madre che si lagna, le mie sorelle che non risolvono, sono le chiavi che ho dimenticato, i caffè che non posso prendere, le riunioni all’ora di pranzo, pesanti come la parmigiana a colazione.

Forse è pure la barba che imbianca, il sonno che non ho di notte, quel rumore di apiccicaticcio che certa gente fa camminando con quegli orribili sandali.

Ecco, è per tutto questo, e se cambi il numero defli addendi poi non ti ricordi la formula. Il risultato è l’insofferenza, esattamente  come quanto imparata la tabellina sbagliavo l’ultima moltiplicazione: “Stacci attento !” e con uno schiaffo dietro la nuca mia madre mi inviava giù in cortile.

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Uffa però !

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uffa pero

Il fastidio. Sembra che qualcosa vada bene e poi invece…

Va bene smettere di piovere, ma c’era bisogno del caldo ossessivo tutto insieme ?
Le scuole sono chiuse ma il traffico impazzito comunque.
Dopo 8 anni mi hanno iscritto ad un corso che porta ad una certificazione (porterebbe), ma il corso è organizzato un po alla cazzo, per dirla professionalizzante e lo studio è praticamente un secondo lavoro che prende almeno un paio di mesi. Il riassunto è che ti danno il libro e studi da solo, però lo chiamano corso. Continua a leggere….

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Zurigo, Rapperswil

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zurigo 2

Atene con le sue locande popolari mi fece venire voglia di piangere e spaccare i piatti per via della bellissima malinconia della musica dei suonatori di Rebetiko, Monaco invece mi aveva dato l’impressione di aver aspettato per anni che tornassi.

Zurigo è calma ed organizzata, pulita, lineare e diretta come un pugno in pieno viso. Piccola, ricca e costosa, tanto da fare paura. Sede di grosse banche, neutrale nei conflitti internazionali è stata per anni una baia sicura per i tanti soldi rifugiati li e protetti da un segreto bancario che di recente è stato comunicato sarà rimosso. Non importa, almeno per ora, visto quanto, nel frattempo si è saputo accumulare, costruire, organizzare. Continua a leggere….

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Ciambella!

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ciambella

Non mi fido dei bar che non vendono ciambelle ! Posso essere finite, si, ma non concepisco i bar che non le vendono adducendo spiegazioni assurde tipo che essendo fritte sono poco richieste o che sono troppo grandi e nessuno le mangerebbe a colazione: è proprio quello il bello!

La regola è che se vai a fare colazione al bar e c’è una ciambella, non importa quanto tu abbia già mangiato né la tua linea, devi prenderla. Continua a leggere….

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