E’ di qualche giorno fa la notizia e la conseguenza certezza che l’Italia ha rischiato il fallimento (il default, tanto per mischiare le carte e far sembrare tutto meno grave).
Governo di tecnici, come si dice in gergo: correre ai ripari, tasse, controlli, buoni intenti.
Il problema è però l’atteggiamento, la cultura nazionale della frode: dal giorno dopo il ventilato aumento della benzina, la benzina è davvero aumentata.
Solo successivamente se ne è avuta la certezza e solo dopo circa una settimana è stato reso pubblico il testo della manovra nelle sue varie articolazioni.
Ovviamente pochissimi si sono accorti di questo e nessuno fra carta stampata, web e tv si è degnato di notare quanto successo quantomeno con l’intento di stimolare le riflessioni.
Ma forse è vero, l’Italia ha subito la fuga dei cervelli. Il problema, diceva qualcuno, sono i corpi che sono rimasti qui ! Continua a leggere….
Io ti cedo il primo bicchiere della bottiglia di coca-cola,
ti regalo il rumore della palla da basket che rimbalza sul cerchio.
Il caldo umido delle strade deserte di Roma quanto è notte,
l’odore che si infila nel casco quando laggiù ha già piovuto,
il pulsante “on” del sinto-amplificatore,
il borbottio della Vespa che parte (quando parte).
Ti dedico l’abbraccio dei giocatori di una partita vinta, in un campionato fatto di sudore e delusione, vecchie glorie e speranze che andranno perdute;
io ti regalo gli ultimi minuti di un film, quella scena che non ricordavi, quella che speravi fosse stata girata,
l’odore del giornale appena comprato,
il rumore dell’acqua che passa a “pezzi” nei termosifoni, l’odore che rimane sulle mie dita quando la mattina verso il caffè appena pronto.
Ti dedico la sensazione di passare la sabbia nelle mani ed il godimento di pensare che quello sia il tempo che passa e che puoi lasciarlo passare, poi riprendere e ricominciare.
Io ti regalo la sensazione che ti sorprende di notte, quando hai freddo e tiri giù la maglietta sulla schiena che s’era scoperta.
Ti dedico tutte le cose che non ho il tempo di scrivere , che non ricordo, che penso a sprazzi, quando posso, mentre scendo dall’autobus, mentre ho il libro aperto e non sto leggendo, tutte quelle cose così grosse da riuscire a riempirmi,saziarmi, troppo grosse da non potermi uscire di bocca.
Evapora, più che bruciarsi. Puoi trovarti a fare rifornimento acquistando a bordo strada bottiglie senza etichetta riempite di benzina, caricando il serbatoio con un tubo che esce da un fusto di latta, travasando con un improbo meccanismo a manovella
Come negare sia capitato di creare mille possibile ragioni per una, QUELLA, mancata chiamata?
Lui o lei, spesso non chiamano. Motivazioni che sarebbero anche comunissime ma ormai la realtà è distorta dai sentimenti e il normale fa davvero solo rima con comune.
Credenze, apparenze, lotte con se stessi, dubbi taglienti.
Alcuneragioni per mancate chiamate di cui si è, nel tempo, avuto riscontro:
Credito esaurito, paura di dire, paura di disturbare, voglia di verificare che sia l’altro a ri-chiamare/cedere, voglia che l’altro semplicemente insista, tecnica di resistenza con conseguente cedimento assoluto,essere stronzi, essere mignotte, non essere piaciuti, essere piaciuti troppo, alito pesante, un terzo soggetto nel letto del non chiamante, batteria esaurita, abbondanza, carenza. Continua a leggere….
Ho rivisto il campo così come mi piace, quando le grida sono esaurite, quando è vuoto, le luci si stanno per spegnere e tu sei lì che ti rigiochi la partita, ripensi alle sostituzioni, i time-out, agli scarabocchi sulla lavagnetta.
Ho rivisto il campo mentre tutti sono ancora sotto la doccia, al centro del campo, riavvolgi il nastro ed il campo ha un odore che non ha in nessun altro caso, un odore che poi è simile a quello che ha quando ci arrivi presto e la luce è ancora spenta, quando i canestri dormono, le gradinate riposano, i palloni sono là nella cesta, rintanati.
23.00 Cena da Mc Donald’s, come avessimo 15 anni.
Andrea è venuto con suo padre. Continua a leggere….
Nel suo libro del 1994 “Pale Blue Dot” Carl Sagan commenta così la fotografia:
«Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai
Facciamo un passo indietro. Il 5 settembre 1977 vengono lanciate da Cape Canaveral le sonda gemelle Voyager 1 e 2 con una vita prevista di tre anni, fino all’incontro con le lune di Saturno. In realtà la missione dura molto di più e, nel 1990, dopo anni di discussioni,
È il primo maggio 1990. Mentre in Italia ci stiamo preparando ai mondiali di calcio di Baggio e Schillaci, la rete di antenne radio della NASA riceve dalla sonda Voyager 1 una serie di fotografie scattate tre mesi prima e non previste dal programma della missione. Una di queste,